Sanità, si danza sul “Titanic”…

Tavolo Adduce la prossima settimana (è quello di aprile che non s'è di fatto tenuto per mancanza totale di dati). Per il programma operativo, che manca da 6 mesi, l'appuntamento con Roma sarà fissato quasi certamente a luglio. Sullo sfondo il rischio di non ottenere le risorse necessarie perché manca il conto economico delle spese di Asp e ospedali

Carte che non arrivano e che devono arrivare per forza. Carte che pesano, perché in ballo c’è il presente e il futuro della sanità di Calabria. La “pazienza” del Tavolo c’è, almeno per ora. Il clima in linea generale non è male ma le inadempienze iniziano a sconfinare. Di certo ora la sanità di Calabria nelle mani di Roberto Occhiuto non può più perdere tempo.
Nella prossima settimana è previsto il Tavolo Adduce versione “appendice” di aprile, il summit a consuntivo trimestrale che è stato rinviato perché a rischio riunione “condominiale” vista l’assoluta mancanza di carte. Nessuna traccia del programma operativo che doveva già esserci da dicembre essendo decaduto il precedente, quasi certamente sul punto tutto verrà rinviato a luglio. E poi ci sono da trasmettere i dati relativi al conto economico (CE) del quarto trimestre dello scorso anno, il Mef non li riceve e il Tavolo Adduce così ha poca ragione di esistere, da qui il rinvio di aprile e l’appuntamento alla prossima settimana.
Nei giorni scorsi c’è stata una informale riunione al ministero che deve in qualche modo preparare il Tavolo, della serie vi diciamo cosa inviare e alla svelta. Ma di fatto si resta in attesa di completare il CE (conto economico) così come si resta in attesa del programma operativo che è scaduto e di cui non v’è traccia del nuovo.
Va detto che a consuntivo del 2020 si registra un miglioramento della situazione contabile della sanità di Calabria ma più d’uno è pronto a scommettere su di un sospetto e cioè che nell’anno pandemico peggiore non è il debito ad aver subito vere contrazioni quanto la domanda, l’accesso alle prestazioni sanitarie perché non erogate. Il tutto potrebbe essersi trasferito, in termini di erogazioni e di spesa, nel 2021 e non a caso è il quarto trimestre che ancora non si chiude per quanto riguarda il conto economico (CE).
Su cui, è chiaro a tutti questo, il Mef e quindi il Tavolo Adduce prestano massima attenzione.
Il conto economico delle aziende sanitarie e ospedaliere calabresi non è solo il resoconto di quanto si è speso per ogni singola azienda e perché. È anche, se non soprattutto, lo storico che con raziocinio segue la linea di investimento sanitario e genera i finanziamenti futuri da parte del governo. Per intenderci, dimmi quanto hai speso e come hai speso e ti dico, a ragion veduta, quanto ora ti concedo come governo centrale.
Ed è qui che si annida il grande rischio della sanità di Calabria. Che danza più o meno allegramente con lo spettro del Titanic.
Manca il programma operativo triennale, manca da 6 mesi e non v’è traccia ancora del successivo. E manca la chiusura del conto economico azienda per azienda, la somma che fa il totale come amava dire Totò. E se non c’è questo non c’è neanche l’investimento che “Roma” deve quantificare per il futuro della sanità di Calabria.
Si “danza”, di rinvio in rinvio. Con la sagoma del “Titanic” sullo sfondo…

I.T.