Paola, il Pd senza simboli tradisce il centrosinistra e stringe accordo con Fratelli d’Italia

Il centrosinistra a Paola non esiste più. Il Pd ha stretto l’accordo per Giovanni Politano candidato a sindaco in uno schieramento, in cui sono presenti liste zeppe di maggiorenti del centrodestra berlusconiano, simpatizzanti della Lega e dirigenti locali di Fratelli d’Italia. Si tratta di una intesa “civica” fuori dalla logica della politica, che annulla l’azione del Pd che ha dovuto sostituire le proprie insegne, con quelle anonime de “La migliore Calabria”. Sicuramente il patto, avrà eco fuori dai confini regionali fino a giungere a Roma alle orecchie del segretario nazionale Enrico Letta, che mai avrebbe concesso il simbolo del partito per un’operazione incomprensibile, contraddicendo l’azione generale sui territori di contrasto al centrodestra. Eppure il Pd a Paola con una serie di documenti di adesione incondizionata ai valori alternativi del centrosinistra, stringendo un’alleanza con i movimenti civici de “La Rete dei beni comuni” e con “I Riformatori, aveva alimentato grandi speranze per un vittoria alle elezioni comunali. Dopo una lunga discussione, era stato individuato anche il candidato a sindaco, Tonino Cassano, già vicesindaco, persona perbene, impegnato professionalmente per l’affermazione della legalità. Una operazione che si è rivelata soltanto di facciata, perché Cassano, a causa della “evanescenza” e al fare poco “diplomatico” di chi per il Pd, in prima persona aveva condotto le trattative, si è visto costretto alla rinuncia. Un fallimento, che ha fatto seguito all’abbandono della maggioranza amministrativa del sindaco uscente Roberto Perrotta, accusato di godere di sostegni “esterni” e “interni” da parte di elementi del centrodestra, che poi sono gli stessi personaggi con cui il Pd ha stretto in queste ore l’anomala alleanza. Si pensi per tutti a Fausto Orsomarso assessore regionale di Fratelli d’Italia “sbeffeggiato” per il maxi assegno di 20 milioni di euro esibito per la costruzione del Porto di Paola. Sarà ora Graziano Di Natale, l’artefice di tutti i movimenti e le giravolte registratisi in questi mesi, che dovrà spiegare alla città e agli elettori del Pd le ragioni del connubio con il centrodestra. La sua, nel caso di una sconfitta di Politano, è una grossa responsabilità che potrebbe rappresentare l’inizio della fine della sua “carriera” politica, già compromessa con la mancata elezione alle scorse consultazioni regionali. A questo punto dovrebbe essere la Federazione provinciale del Pd, il segretario regionale Nicola Irto, e la Commissione di garanzia nazionale, a verificare l’agibilità nel Pd di Graziano Di Natale a cui non può che rimanere l’autocompiacimento espresso da Jep Gambardella nel film “La grande bellezza” quando pronuncia la frase cult : “Io non solo volevo partecipare alle feste, volevo avere il potere di farle fallire”.

Alessandro Pagliaro
(dalla sua pagina facebook)