La disfida di Wanda, ora i “tre colli” di Catanzaro sono una lotteria

Spacca la partita la candidatura last minute della Ferro, totem in città e assoluto esponente di riferimento nazionale in quota Giorgia Meloni. Ora quel che resta del centrodestra ha tre concorrenti in campo e Berlusconi avverte, chi arriva primo avrà il sostegno di tutti. E non a caso il Pd di Boccia spara su Donato e sulla Lega...

Ora sì che sono una lotteria i “tre colli” di Catanzaro, non bastava la fuga di Bertolone e di recente anche quella del suo pseudo braccio destro. Con Wanda Ferro in campo, candidatura last minute per necessità più che per necessarietà, ora può accadere davvero di tutto. A destra come a manca.
Perché solo Boccia (nelle ultime ore in città) può credere alla favola che pure a Catanzaro o si sta di qua, o di là. O si è bianchi, o si è neri. Non è vero niente, a Catanzaro si può stare dappertutto senza stare da nessuna parte o stare da nessuna parte timbrando dappertutto. Non vince sempre il grigio, ma comanda e può comandare lo stesso.
Partita ibrida e paradossale sin dall’inizio, quella del voto di giugno. Con un ex Pd illuminato che scalpita e si piazza persino con baricentro dall’altra parte del campo. Di più, se è vero come è vero che è la Lega come partita Iva a “caricarsi” ufficialmente la corsa di Valerio Donato, è lui “l’illuminato” ex Pd. Il quale, dietro la barba disincantata, fa e farà di tutto per svestire i panni del candidato soprattutto di Mancuso (e non lo è infatti) ma il messaggio che è passato questo è. Lo stesso Mancuso, del resto, non ha fatto molto per sollevarlo dal problema. Ad un certo punto tutti gli uscenti dalla maggioranza Abramo sono transitati su Donato, immaginando una seconda primavera proprio mentre il candidato a sindaco va in giro a ripetere che lui sta in campo per segnare netta discontinuità con la precedente amministrazione. Della serie, e delle due l’una. O non hanno compreso il messaggio, i “transfughi”. Oppure lo hanno compreso benissimo e per questo, con Donato sindaco, ripresenteranno il conto.
Sembrava, nel ventre del centrodestra dilaniato e reso palestinese dall’intifada tra Tallini e Mangialavori, un derby tutto interno tra Donato e Talerico. Con il primo in versione trasversal e in qualche modo anche sponsorizzato dallo stesso Mangialavori e il secondo in campo in qualità di giovane ambizioso ma anche nelle vesti di gendarme di Mimmo Tallini, alla conta finale in città. E sembrava, sempre fino all’altro giorno, che uno strano e persino involontario asse tra la gioventù di Fiorita e Talerico si fosse fatto largo, una specie di patto non scritto e cioè chi arriva terzo sostiene l’altro al ballottaggio contro il compassato e trasversal Donato. In versione “illuminata”. Tutto questo almeno fino all’altro giorno perché d’improvviso ecco l’incursione in campo di Wanda Ferro, dopo la ritirata del medico catapultato per la corsa a sindaco. Troppo alto il rischio che il primo brand del centrodestra su scala nazionale (Fratelli d’Italia) correva a Catanzaro. Senza corsa e senza candidato e senza passione. Da qui la richiesta di “Giorgia”, Wanda tocca a te. Corsa solitaria, a salvare la griffe e la bandiera, differenziandosi da Forza Italia e Lega.
Ma Wanda a Catanzaro non è, e non sarà mai, una corsa qualsiasi, di rappresentanza. Troppe le entrature e lo storico, la conoscono pure le pietre. E così la partita miracolosamente si rimescola daccapo e, se possibile, diventa ancora più “grigia”.
Ora sì che può succedere di tutto perché se ogni partito del centrodestra segue il “suo” non è dato sapere come finirà anche perché le liste contano e Donato ne ha più di tutti ma è anche vero che quando il sindaco “tira” può fare pure da solo. E a rinforzare la tesi che può succedere di tutto arriva, guarda caso ma non è un caso, una dichiarazione di Silvio Berlusconi che a conclusione di un vertice ad Arcore dice espressamente che il centrodestra è unito ovunque tranne che in 5 città, tra cui Catanzaro. Per questioni personali, più che di partito. Ma poco male, secondo Silvio. Chi si piazza primo avrà, al ballottaggio, il sostegno del resto del centrodestra. Non è una previsione, è un avvertimento. Si fa così e basta perché le regole del gioco queste sono su scala nazionale.
Quindi, allo stato, ogni candidato nel centrodestra ha una sua bandiera a Catanzaro. Quella di Wanda Ferro è inutile sottolinearla. Quella di Talerico è contesa, il coordinatore regionale non la vuole concedere ma il dominus locale (Tallini) la fa esibire. E quella di Donato, suo malgrado e nonostante le continue rassicurazioni in merito, la concede direttamente il leghista e presidente del consiglio regionale Mancuso (che studia da parlamentare).
Non a caso Boccia, che non conosce Catanzaro ma ha capito l’antifona, spara su questo in conferenza stampa (dopo aver abbracciato Wanda Ferro in transito fortuito). Chi vota Donato vota Lega. Puntando al corpo a corpo con il lato sulla carta più debole dell’altra parte del campo. Provando a metterlo in mezzo.
Perché fino all’incursione di Wanda lo schema pareva rigido. Ora non più e tutto può accadere e anche l’asse involontario e di gioventù tra Fiorita e Talerico non è più lo stesso…

I.T.