Rigettato il ricorso di Talerico, Comito resta in consiglio regionale

Per il Tribunale civile di Catanzaro il politico forzista di Vibo Valentia si è dimesso per tempo dai propri incarichi dirigenziali

Rigettato il ricorso di Antonello Talerico, primo dei non eletti nella circoscrizione Centro alle scorse Regionali, contro Michele Comito, eletto a Palazzo Campanella in Forza Italia. Il presidente dell’Ordine degli avvocati di Catanzaro, in campo anche per le amministrative del capoluogo, ha ottenuto nei giorni scorsi una decisione favorevole nell’altro ricorso avanzato contro Valeria Fedele, consigliera regionale forzista. Nel caso del procedimento incardinato contro Comito, invece, il Tribunale di Catanzaro non condivide le obiezioni di Talerico e lo condanna a pagare 3,235 euro per le spese di lite.
L’ipotesi avanzata da Talerico era quella dell’ineleggibilità, in virtù delle funzioni ricoperte da Comito (che ha ottenuto 13.704 voti nelle consultazioni regionali) nel reparto di Cardiologia dell’ospedale Jazzolino di Vibo Valentia e nel dipartimento dell’Emergenza urgenza e accettazione dell’Asp di Vibo. In realtà, i giudici ritengono che Comito «abbia offerto adeguata dimostrazione» di aver comunicato le dimissioni per tempo, cosa dalla quale deriverebbe «la legittimità del titolo elettorale»
«In tal guisa – si legge in sentenza –, è stata depositata la nota del 26 agosto 2021, indirizzata all’Asp di Vibo Valentia ed acquisita al protocollo dell’Azienda in pari data, con la quale era formulata istanza di collocazione in aspettativa non retribuita per un periodo minimo di quaranta giorni, per poter accettare la candidatura e svolgere la propria campagna elettorale per le elezioni del rinnovo del Consiglio Regionale della Calabria del 3-4 ottobre 2021». Talerico ha contestato anche la partecipazione, che si desumerebbe da alcuni documenti, di Comito alle decisioni dell’Azienda anche in data successiva al 26 agosto 2021, giorno delle dimissioni e termine utile per sancire l’eleggibilità del consigliere. Anche in questo caso, i fatti vengono ricostruiti attraverso una nota dell’Asp: questa certifica che Comito, difeso dall’avvocato Rosario Maria Stilo, ha partecipato sì all’iter, ma «quando era ancor nella piena titolarità delle funzioni».