«Le elezioni provinciali di Cosenza sono una pagina triste per il Pd»

Il componente dell'assemblea nazionale Guglielmelli: risultato impone cambio di passo

Quanto avvenuto alle elezioni provinciali di Cosenza sta suscitando una grande sofferenza tra il popolo democratico della Federazione di Cosenza del “Partito Democratico”.

Aver perso la Provincia di Cosenza dopo essere stata riconquistata con enormi sacrifici politici e personali dall’allora gruppo dirigente provinciale di cui ero Segretario eletto, e nonostante le forze alternative al centrodestra fossero di gran lunga maggioritarie suscita, infatti, in tutti noi uno stato di vero ed autentico sconforto politico.

I dati dimostrano che la divisione delle forze di centrosinistra, progressiste e riformiste ha consentito l’elezione del Sindaco Succurro, a cui auguro buon lavoro, alla Presidenza della Provincia di Cosenza. Una divisione scaturita da una gestione approssimativa e spregiudicata dell’ufficio del Commissario che ha dapprima sollecitato molteplici candidature da strumentalizzare per l’elezione dei consiglieri provinciali, attraverso il voto a candidati espressione del regime commissariale, e per il congresso provinciale, attraverso la richiesta di contributi massicci alla campagna del tesseramento, per poi non governarle consentendo ed agevolando l’esplosione di contraddizioni e divisioni che hanno portato al disastroso risultato di ieri sera.

Il dato elettorale dimostra, inoltre, che non solo si poteva agevolmente vincere ma che il candidato che ha vinto con il 42% dei voti ponderati è risultato, in termini percentuali, molto meno attrattivo delle liste di centrodestra che solo due mesi fa avevano sfiorato il 50%. Così come appare evidente che la candidatura di Flavio Stasi ha intercettato un voto di protesta verso i vertici commissariali del PD che in questi anni hanno completamente abbandonato i territori e i nostri amministratori rinchiudendosi invece nel bunker della federazione provinciale da cui venivano emanati ordini, circolari e bollettini di cadorniana memoria che hanno soltanto irritato il corpo largo e profondo del partito. In questo senso e senza voler indagare analiticamente il dato elettorale nelle altre fasce voglio solo far notare che non era mai accaduto, in oltre 70 anni di storia politica, che il PD e prima ancora il centrosinistra perdesse la maggioranza assoluta nei comuni piccoli e medi.

I danni sono incalcolabili e lo saranno per lunghissimo tempo. E’ sconfortante vedere buttato alle ortiche un patrimonio enorme ed un lavoro certosino che aveva portato solo alcuni anni fa non solo a vincere le elezioni provinciali ma addirittura a sbaragliare il centrodestra che non era riuscito neppure a trovare le firme per un proprio candidato di bandiera.

Ora è necessario un cambio di passo profondo per rimettere in cammino una comunità da troppo tempo privata della propria dignità politica e che merita un percorso di rifondazione democratica. Occorre lavorare da subito alla costruzione di organismi politici autonomi e competenti ed occorre voltare pagina immediatamente riportando nella nostra Federazione la politica e sostituendo alla presunzione l’umiltà autentica della nostra storia popolare e democratica.

Aggiungo infine che la risposta non può essere una ulteriore deriva populista, come suggerito da Stasi e come purtroppo sta accadendo anche nel capoluogo di regione, ma una direzione politica riformista radicale nei contenuti e nei metodi.

Penso che la gravità della situazione debba far riflettere tutti affinchè possa nascere da una discussione franca nei contenuti una nuova e rinnovata unità d’azione.

Luigi Guglielmelli

Componente assemblea nazionale PD