Il Pd scivola sulla Boccia di banana…

Il centrodestra conquista la presidenza della Provincia di Cosenza ma il centrosinistra vede crescere i propri voti ponderati. Artefice della sconfitta la candidatura del sindaco di Corigliano-Rossano Flavio Stasi, che il commissario provinciale del Pd non ha bloccato sin da subito. Dall'analisi dei voti ecco dove potrebbero essersi annidati i “dissidenti”...

Più voti del centrodestra e soprattutto più voti di quanti ne ha acchiappato a dicembre in sede di rinnovo del consiglio provinciale. Con trend in crescita. Però il centrosinistra “alla cosentina” ne compie un’altra delle sue, magari stavolta con genesi commissariale. E la poltrona più alta di Palazzo XV Marzo va, ovviamente, al centrodestra di Roberto e dell’ex sindaco Mario Occhiuto, naturalmente per tramite del sindaco di San Giovanni in Fiore ed ex assessore comunale a Cosenza Rosaria Succurro. Non era semplice ma è accaduto, alzi la mano chi se la sente di definirsi stupito.
Ma “entriamo” nei numeri che, come è noto, raramente mentono e ancor meno portano fuori strada.
Alla precedente tornata elettorale per il rinnovo del consiglio provinciale il centrosinistra, nel quale erano anche candidati ed eletti i due consiglieri di Corigliano-Rossano, Zagarese e Tavernise, registra “soltanto” 1.700 voti in più rispetto al centrodestra. Domenica il distacco, invece, è tarato in circa 12.000 voti di vantaggio rispetto al centrodestra. Il campo su cui esercita la propria influenza elettorale il centrosinistra, dunque, aumenta in maniera sensibile i voti ma perde le elezioni. È Rosaria Succurro, candidata presidente di un centrodestra unito, ad essere eletta presidente dell’amministrazione provinciale con il 42,28% pari a 32.750 voti.
Ferdinando Nociti si attesta, immediatamente a ridosso, sul 38,17% con 29.562 voti e terzo (con notevole distacco) si colloca Flavio Stasi con il 19,55% e 15.545 voti.
La differenza tra Succurro e Nociti è di una manciata di voti ponderati. È 3.188 il valore ponderato. Una differenza che poteva essere colmata nella cabina elettorale se solo qualche unità in più di consiglieri comunali avessero depositato la loro scheda a sostegno di Nociti nell’urna riservata alla fascia verde (Cosenza, Corigliano Rossano, Rende) o in quella rossa relativa ai comuni di Acri, Bisignano, Casali del Manco, Cassano, Castrovillari, Cetraro, Montalto Uffugo, Paola, San Giovanni in Fiore, Scalea. In quale fascia e colore di Comuni si annidano i “dissidenti” che hanno dato mandato di non votare Nociti? Chissà. Certo i numeri questi sono.
Sono i dati elettorali, dunque, più ostinati dei sospetti, ad affollare in queste ore la mente di una moltitudine di militanti e dirigenti del Pd. E a supportare il convincimento diffuso che se il commissario provinciale, nonché responsabile nazionale degli enti locali del Pd del Nazareno, Francesco Boccia, non avesse messo in campo la candidatura del sindaco di Corigliano-Rossano, Stasi, l’esito elettorale avrebbe certamente sancito l’elezione a presidente della Provincia di Ferdinando Nociti (successore facente funzione, per aver ricoperto la carica di vice, del dimissionario Franco Iacucci).

Ecco il totale dei voti ponderati

La schermaglia delle polemiche postelettorali, in sostanza, non risparmia a Boccia la critica di avere prestato il fianco a qualche corrente del Pd locale, che ha inteso strumentalizzare la vicenda istituzionale elettorale della Provincia ai fini degli interessi congressuali di partito. Boccia era al corrente che lasciare campo e far “annusare” a Stasi la corsa elettorale avrebbe fatto da “calamita” a chi sta remando contro le dinamiche di partito? Oppure non ne ha controllato gli sviluppi? Delle due l’una e in ogni caso non è un gran scegliere se la partita è tra essere (più o meno volontariamente) artefici o complici della sconfitta del partito di cui si è commissario.
A Stasi, infatti, si riconduce la responsabilità della divisione dello schieramento di centrosinistra. Oltre a minare la credibilità come potenzialmente vincente della candidatura di Nociti la corsa di Flavio Stasi ha costituito il vero “driver” per favorire il successo del sindaco di San Giovanni in Fiore, pur senza che il centrodestra ottenesse la maggioranza assoluta dei voti. È tutt’altro che sopita, infatti, la polemica delle settimane scorse, di cui abbiamo dato notizia anche sul nostro giornale, per il fatto che parte delle firme per la presentazione della candidatura di Stasi erano state sottoscritte da amministratori locali rappresentanti delle forze di centrodestra. Che ha investito sul sindaco di Corigliano-Rossano per fare da “mina” tra le gambe del centrosinistra. A Stasi, inoltre, non sono pochi quelli che attribuiscono anche la responsabilità di aver funzionato come una candidatura “cuscinetto” per essere ricettacolo dei voti espressione del dissenso interno al Pd. Boccia era al corrente di tutto questo?
Da ambienti della federazione di corso Mazzini 11 fanno notare, infatti, che l’unica fascia di Comuni dove si registra il successo di Nociti è quella verde, dove ha retto la compattezza dell’orientamento elettorale della maggioranza di governo a palazzo dei Bruzi che sostiene il sindaco Franz Caruso. Falle evidenti si segnalano, invece, nel voto della fascia rossa dove il successo di Nociti era scontato per la massiccia presenza di amministratori del Pd e dove Rosaria Succurro effettua il sorpasso con ben 12 voti in più. È proprio in quella fascia, si fa notare, che si sono registrate le maggiori defezioni riconducibili ai giochi interni congressuali. Che non finiscono mai.
Una deriva che non soltanto segna la sconfitta del Pd ed il successo del cerchio delle forze più vicine al governatore Occhiuto (e dell’ex sindaco Mario), ma che rilancia le ostilità congressuali di un partito alla cui guida permane tutt’ora il commissario Francesco Boccia. E non è detto che sia proprio quest’ultima la meno felice delle notizie…

C.P.