Qualcuno gongola sul “bordello Pd”…

La rissa sfiorata a Cosenza (VIDEO) potrebbe tornare utile, magari, al commissario regionale del partito. Che sotto sotto il congresso forse gradirebbe non farlo anche perché stavolta l'accordo più o meno unitario sul segretario c'è. Il ritorno in Campania per lui (a mani vuote) rischia di non essere poi così lontano...

Ha fatto il giro dei telefoni cellulari e mediaticamente poi è esploso. È il video melodrammatico in cui per poco, ma davvero per poco, la riunione del Pd provinciale di Cosenza non finisce a cazzotti. Questione di ultimi impulsi nervosi, dettagli. Ma laddove non hanno potuto le sberle lo hanno fatto le urla e le frasi pronunciate, si sa che per solito sono i decibel a “rimanere” di più.
Italo Reale non è né un volto nuovo, né sprovveduto, né avaro di storiografia politica luci e ombre sulla stampa. Di quelle che come ne vuoi le trovi, a seconda se cerchi luci, oppure ombre. È a lui che il commissario regionale Stefano Graziano affida il compito di presiedere e coordinare il tour che deve presentare e preparare le mosse congressuali in giro, l’alta sera era il turno di Cosenza. C’è il disbrigo pratiche, anche delicate, non sono un dettaglio in questa fase anche perché è tutto, ma proprio tutto, in alto mare. Manca il regolamento, il censimento degli iscritti, le date in cui stare dentro o fuori e in che modo dal Pd. A parte questo, praticamente tutto, per il resto tutto bene nel Pd di Calabria che spende e spande il mantra del congresso prima di Natale. Da tenersi con quanti e quali iscritti e con quante e quali tessere, poi se ne parla.
A Cosenza Italo Reale prende il microfono più o meno come fa un pubblico ministero in un’aula di giustizia in presenza di imputati eccellenti alla sbarra. E quindi impalcatura “etica” della politica, prima le idee, la morale, via i mercanti dal tempio. “Lezioncina” che dura appena pochi secondi quando viene interrotta bruscamente da Nicola Adamo, che ovviamente si sente chiamato in causa. «Ma smettila, smettila. Qui siamo a Cosenza, non a Sambiase». Segue di lì a poco il fresco assessore comunale Damiano Covelli a sbattare il pugno sul tavolo a pochi centimetri da Stefano Graziano, non ci fosse stato il tavolo forse sarebbe andata diversamente. Interviene altra umanità a metà tra ulteriore benzina sul fuoco e “sedazione” della potenziale rissa. Che c’è tutta nelle parole e nelle urla, forse pure di più. Manca solo la colluttazione ma negli ultimi tempi non è più necessaria per “colorare” una scazzottata.
Immortalato così il Pd della provincia più grande, quota di assoluta maggioranza nel più complesso Pd regionale, genera un solo commento didascalico da rimbalzare a Roma. Può andare a congresso un partito ridotto in queste condizioni? Pare già di sentirli i commenti, fin troppo scontati per essere non veri. Già, proprio così. Molto ma molto scontati. E se fosse proprio questa la strategia, tra gli altri, del commissario regionale Stefano Graziano? “Sguinzagliare” in giro Italo Reale così da provocare decibel e risse nelle province e di lì un quadro d’insieme così decadente da non rendere praticabile ancora il congresso regionale? E se ci fosse anche questo astuto fine dietro le regole che ancora non ci sono (manca il censimento degli iscritti, per esempio) al punto che diventa risibile celebrare il primo congresso post commissariamento tra una ventina di giorni?
E se alla fine di tutta la “fiera” qualcuno avesse deciso di far restare ancora così, “ammollo” e commissariato, il partito regionale? Chissà. Anche perché, se dovesse tenersi il regolare congresso, stavolta per davvero la quadra unitaria pare proprio essere stata trovata attorno alla candidatura a segretario di Nicola Irto. Che rischierebbe di fare sul serio il primo segretario del Pd regionale in epoca post commissari. Proprio quella che deve (tra le altre cose) dire la sua sulle candidature per le elezioni Politiche. I seggi saranno di meno e per questo ancora più ambiti, in Calabria. Davvero un peccato (per tutti) non approfittarne…

I.T.