Palazzo Campanella, a rischio diversi seggi…

Ufficialmente sono 4 i consiglieri che quasi certamente conosceranno il vaglio della giunta per le elezioni. Ma ci sono anche altre situazioni in corso di attenta valutazione

Lunedì si insedia il primo consiglio regionale dell’era Roberto Occhiuto, la seduta che proverà (e ci riuscirà) ad eleggere il presidente dell’assemblea (Filippo Mancuso). Ma è davvero troppo presto per considerarlo immutabile, come consiglio, dal momento che ci sono dei seggi che rischiano sul serio l’ineleggibilità e altri che invece la sfiorano e che sono comunque sotto stretta “osservazione algebrica”.
Quelli che rischiano sul serio, nel senso che sono in corso valutazioni e ricorsi e approdi nella giunta per le elezioni, sono 4.
Due abbastanza noti e datati nel tempo, Comito e Fedele di Forza Italia. Più Comito che Fedele ma in ogni caso tutti e due avrebbero siglato la sospensione dal lavoro qualche giorno dopo l’ultimo termine previsto per legge. C’è una diffida depositata da Talerico che è presidente dell’Ordine degli avvocati di Catanzaro ma che è soprattutto il primo dei non eletti nella circoscrizione Centro, quella appunto in cui ricadono proprio Comito e Fedele.
C’è poi il caso di Francesco Afflitto, eletto in consiglio regionale per i Cinquestelle e sempre nella circoscrizione Centro. Anche qui una aspettativa siglata leggermente in ritardo (Asp di Crotone) cosicché chi sta dietro in lista scalpita e non poco. Caso questpo che quasi certamente approderà in giunta per le elezioni.
Il più clamoroso dei “casi” tra i 4 che rischiano sul serio riguarda però Amalia Bruni, candidata per la presidenza in quota centrosinistra e in consiglio regionale solo perché è arrivata seconda. Anche lei, secondo alcune ricostruzioni, non avrebbe firmato l’astensione dal lavoro (Asp di Catanzaro) nei tempi utili, appena due giorni dopo. Per di più con l’aggravante di una firma apposta durante il periodo di aspettativa su un atto con cui la stessa Azienda sanitaria ha deliberato dei rimborsi al Centro di neurogenetica. Anche in questo caso scalpita, e non poco, il pentastellato Nastasi che ritiene attraverso suoi conteggi di essere l’eventuale benerficiario se la perdente per la presidenza dovesse perdere il seggio.
E fin qui i 4 seggi seriamente a rischio ma il bilancio complessivo potrebbe essere molto più corposo. È infatti ancora in corso d’opera l’analisi generale del gran caos dentro i seggi, con diverse sezioni che hanno registrato più voti di preferenza nel totale che voti di lista. Fisiologico dato, questo, che emerge in considerazione della legge elettorale, la doppia preferenza di genere e cioè la possibilità per ogni elettore di votare per un uomo e per una donna. Molti (inesperti e improvvisati) presidenti di seggio, però, non hanno considerato preventivamente questa ipotesi e al sorgere dell’apparente discrasia (più voti di preferenza che di lista) avrebbero provato ad “aggiustare” in qualche modo la faccenda. Di fatto, potenzialmente, creando un caos suppletivo nel senso che potrebbero aver “dopato” alcune liste a svantaggio di altre. Non a caso diverse sezioni hanno trasferito con molti giorni di ritardo i verbali in commissione elettorale e in Corte d’Appello a Catanzaro. E anche ora, nonostante le proclamazioni ufficiali, sono in corso valutazioni legali che riguardano almeno altri 7 stusi legali per altrettante posizioni in consiglio regionale.

I.T.