Lavoro, la Regione ha in “pancia” 180 milioni (e forse ancora nessuno l’ha detto a Occhiuto…)

Il nuovo presidente esulta per il potenziale “assegno” da 40 milioni staccato dal ministro Orlando ma probabilmente non sa che una cifra 4 volte superiore è in dotazione da anni per le “politiche attive” ma non viene né programmata, né impegnata. Il ruolo forte, e “stagnante”, dell'intoccabile funzionaria del dipartimento...

Si chiama “Gol” il programma new generation a più strati per le politiche attive in materia di lavoro. Come le torte con la crema. Per la Calabria 40 milioni di euro e 27mila persone da reinserire nel mercato del lavoro, o farglielo quantomeno odorare almeno un po’. Un Gol. L’assegno lo “stacca” il ministro Orlando che ha suddiviso per Regioni pani e pesci, e potenziali milioni.
Roberto Occhiuto ha da poco formalizzato l’addio alla Camera quando apprende del “Gol”. Ed esulta, si fa così del resto quando la palla entra in rete. Il gol è gol, da che mondo è mondo. Peccato però che una cifra di milioni almeno 4 volte superiore è posizionata nella “pancia” della Regione Calabria da anni e nessuno si degna di programmarla né, tantomeno, di impegnarla. Della serie, se 40 milioni fanno un “Gol” 180 invece (questa la cifra in milioni approssimata per difetto che è stagnante in Cittadella nell’arco temporale 2015-2020) fanno un “campionato” intero. Uno “scudetto”. Perché se 40 milioni sono in grado potenzialmente di reinserire al lavoro (diciamo facendolo “annusare”) 27 mila persone 180 milioni sono in grado di farlo “assaporare”, il lavoro, ad almeno 125mila. Quanto Cosenza e Catanzaro messe assieme. Ma tutto tace, e soprattutto giace, nel ventre oscuro della Cittadella di Germaneto.
Ben 180 milioni di euro (per difetto) belli e posizionati in “pancia” nell’arco temporale 2015-2020 potenzialmente in dotazione della Regione Calabria. Obiettivo, le cosiddette politiche attive, il reinserimento graduale al mondo del lavoro. Giovanotti dai 18 ai 29 anni rigorosamente disoccupati e senza attività di studio nelle “more”. Diverse le misure che si rifanno alle politiche attive della Regione Calabria nelle sue diverse “coloriture” politiche al comando (Dote lavoro, Autoimpiego, Garanzia giovani etc). Più o meno 25 i milioni spesi fin qui nello stesso arco temporale, 8 i milioni programmati con il grosso della cifra in dotazione al programma “Garanzia giovani”, marketing pubblicitario che ha tappezzato la Calabria per 6 anni producendo lavoro come una formica può produrre una frana. Spese le briciole fin qui in termini di milioni e programmate particelle di euro.
Quel poco, o pochissimo che è stato fatto fin qui, sta tutto nella storia di Marco Rossi (il nome è di fantasia ma la vicenda è assolutamente reale).
Inizia il percorso Garanzia giovani nel gennaio del 2021 presso un’azienda privata. Sviluppa 6 mesi di lavoro, di inserimento al lavoro. Funziona così. In totale al giovanotto debbono spettare 400 euro al mese per mansioni svolte nell’azienda privata. 100 li deve sborsare proprio l’azienda, 300 la Regione in forma diretta, con bonifico individuale, proprio per evitare che qualche malpensante titolare di impresa poi li trattenga per sé. Marco Rossi completa il ciclo di 6 mesi lavorativi nell’azienda privata. Le 600 euro il titolare li ha sborsati, per forza. Mancano all’appello 1.800 euro della Regione. Già, proprio della Regione. Una buona notizia per Marco Rossi però è arrivata. Qualche giorno fa il decreto della sua liquidazione, 1.800 euro. Che tradotto in Cittadella poi significa (pausa di Natale compresa in Ragioneria) che vedrà i quattrini non prima di febbraio.
Pochi, maledetti e tardissimo. Benvenuti nel pianeta Garanzia giovani di Calabria. Dove occorrono 9 mesi per vedersi corrisposte le mensilità, la media più alta d’Europa visto che anche in altre regioni del Paese si liquidano le 300 euro al mese in 28-40 giorni. Poveri giovanotti under 30. Dopo l’esultanza per il “Gol” Roberto Occhiuto ha scritto una lettera a tutti i direttori genarali di dipartimento. Della serie, da ora in avanti si deve cambiare registro. Chissà se ne ha un’altra in programma, di lettera, per i funzionari che poi sono quelli che fanno “piovere e scampare”. Come Annarita Lazzarini, tanto per dire. Influente funzionaria seduta a capo proprio del “capitolo” Garanzia giovani. Dai contorni “intoccabili”, Lazzarini, visto che è sopravvissuta alla stagione Oliverio, ha sfiorato quella Santelli senza fare le presentazioni e non è dato sapere se ha mai fatto conoscenza con quella Spirlì. Se si sono conosciuti, avrà fatto “colpo”. È lei, Lazzarini, cha sta “seduta” sull’immobilismo di Garanzia giovani. E più in generale sulla “pancia” che contiene 180 milioni di euro per le politiche attive che in Calabria diventano, per definizione di principio, disattive. Ma siamo certi che dei 180 milioni mai programmati né spesi per l’inserimento al lavoro avrà informato quello che fino a ieri è stato il suo “superiore”, Fausto Orsomarso. Che a sua volta non ha fatto in tempo ad avvertire Roberto Occhiuto d’essere più contenuto nell’esultanza del “Gol”, i 40 milioni staccati (potenzialmente) dal ministro Orlando. Un sorriso sì, ma poi contegno, gli avrebbe detto se avesse fatto in tempo. Perché averne 4 volte di più di milioni nella “pancia” della Cittadella e (forse) non saperlo nemmeno non è una bella cosa…

I.T.