La (prima) giunta c’è. Ma c’è soprattutto Roberto Occhiuto…

Sfiora l'inevitabile la composizione della squadra di governo regionale che in linea di principio potrebbe non essere quella “sognata” dal presidente della Regione. Forse ambiva ad altro e ad altri. Ma in cambio ne è l'assoluto dominus...

Solo Roberto Occhiuto è in grado di confidare a se stesso se i nomi degli assessori regionali scelti (o semplicemente “vidimati”) sono gli stessi che immaginava ad occhi chiusi nel cuore della notte. Della sua notte. Delle sue notti. Quelle che dedica e sottrae al sonno per «cambiare la Calabria» giocandosi «la partita della vita». Chissà. Lo sa solo lui e solo in parte, per capirci qualcosa,  può servire l’enfasi che dedica alla grande attesa per il “papa nero”, il super nome “straniero” che dovrebbe completare da tecnico la squadra, «non è l’ultimo assessore che manca ma per me è il primo, se accetta». Qualcuno sospetta che arriverà il “Messia”, a questo punto. Potrebbe non essere necessario se c’è da risultare il “primo” della squadra.
Roberto Occhiuto non è il tipo che inciampa per terra perché si mette a guardare il cielo. Né di giorno e né di notte. Nel senso che non lo perde lo spettacolo scenografico, ma non per questo scivola. S’è riletto i decimetri della vittoria e s’è guardato allo specchio da capogruppo alla Camera della principale forza epicentrica del Paese. Due “sbornie” sufficienti per provare a scivolare ma Roberto Occhiuto non ci casca. Non ci casca mai anche se in mezzo c’è «la partita della vita» per «cambiare la Calabria». Non è dato sapere se in cuor suo, e nel cuore delle sue notti, avrebbe gradito assessori tutti “nuovi”. Così come non è dato sapere se avrebbe preferito spezzare in positivo le “catene” anche ingombranti e insidiose del consenso che si fa potere, si fa delega, si fa assessorato dopo “impegnative” campagne elettorali. Della serie, chi ha preso voti in un “ramo” ora si fa “fusto” e viceversa. Chissà. Forse è persino irrilevante chiederselo perché ad un certo punto è lui stesso che fornisce una interessante chiave di lettura in materia…«Io ho vinto con una percentuale simile a quella con cui vinse Oliverio. Quando poi si è ricandidato, Oliverio, ha preso il 2%. Il consenso non si conserva sommando apparati elettorali, il consenso si conserva con la fiducia dei calabresi». Per i non amanti e cultori della materia la “prosa” è la seguente: Mario Oliverio si è messo i big del consiglio contro e poi ci è finito cucinato dentro alla brace, s’è visto che fine ha fatto.
Voleva (forse) scendere in campo con uno schemino un po’ più semplice e virile, Roberto Occhiuto. Un assessore a codice fiscale e tutti felici e a fasi alterne, in positivo, pure scontenti. Ma tant’è. Il giro “romano” dei muri alzati non è valso il rumore mediatico negativo attorno alla (prima) giunta regionale. C’è pur sempre da «cambiare la Calabria», meglio non perdere tempo. Fate casino? Ma davvero casino? Prego, accomodatevi pure ma fino ad un certo punto…«Ho ascoltato le indicazioni dei partiti – la confessione di Roberto Occhiuto – ma ho scelto io alla fine facendo ciò che ritenevo utile per avere una squadra che coniugasse esperienze politiche e anche esterni che possono darci una mano». Anche qui la “prosa” non è poi così complessa. I partiti (non il mio) mi hanno rovinato qualche notte ma nessuno si illuda che i nomi poi selezionati non debbano rispondere a me, di diritto o di rovescio. Anche quelli del mio stesso partito. «Quello che pretenderò da tutti è che ci sia una grande attenzione al merito. Non mi interessano le rendite elettorali…». Avviso ai naviganti. Che li abbia istruiti al “nuoto” Ciccio Cannizzaro o Peppino Mangialavori o Wanda Ferro (i veri “spender” politici che incassano almeno mezza giunta) non basta né può bastare. C’è da «cambiare la Calabria» perché per Roberto Occhiuto questa è la «partita della vita»
Il (primo) giro di giunta è andato. Ed è contento persino Salvini che ha preso più sberle lui in una tornata sola che tutti gli altri messi assieme («grande soddisfazione per la qualità e la rapidità con cui è stata scelta la giunta calabrese. Buon lavoro al presidente Occhiuto») il commento del leader (?) del Carroccio.
Ma le giunte regionali, si sa,  possono essere “pietre” oppure “stagioni”. Come quelle che si porta via il vento. O qualche temporale improvviso. Quel che conta è il decimo piano della Cittadella…

I.T.