La mano di Bruni “bruciata” sul fuoco..

La candidata alla presidenza “inciampa” col Pd nell'imbarazzo di Muraca, in lista a Reggio ma a processo (per abuso d'ufficio) nel fascicolo “Miramare”. E finisce in mezzo tra finto garantismo e obblighi giustizialisti di coalizione. E dire che pochi giorni fa su Ten ha giurato «di aver controllato tutte le liste nome per nome...». VIDEO

Stritolata in mezzo tra finto garantismo e obblighi giustizialisti di coalizione. Tra le basi della convivenza civile e giuridica (innocenti tutti fino al terzo grado di giudizio, figuriamoci senza che sia cominciato neanche il primo) e la sciabola di Tansi che chiede già il conto alla cassa.
Un finimondo per Amalia Bruni nel giorno in cui Michele Emiliano, chissà se per caso o per causa, annulla la sua presenza alla Festa dell’Unità di Catanzaro Lido.
Nella lista Pd circoscrizione Sud, quella di Reggio, è presente Muraca che (solo) la stampa annuncia essere anche a processo nel fascicolo “Miramare” (per abuso d’ufficio). Cade dalle nuvole non sprovvista di sconcerto, Amalia Bruni.. «Questa di Muraca è una cosa che è arrivata ora, ed è difficile da digerire. Procederà la magistratura è evidente». Difficile da digerire lo è certamente ora. Perché la patata da bollente che era sta diventando ingestibile perché quasi in modo satanico va a colpire il ventre del vero popolo dem che non ha la stessa ansia da prestazione dei giustizial populisti (tra Tansi e Cinquestelle).
E ad aggiungere tutto il sale possibile sulla ferita aperta proprio Amalia Bruni che qualche giorno fa intervistata su Ten ha risposto in modo esplicito alla domanda del direttore Attilio Sabato. «Lei è sicura delle sue liste? Le ha controllate?». «I partiti mi hanno dato garanzie ma io sono andata oltre, le ho controllate tutte, nome per nome. Sono sicura». Già, sicura. Da metterci la mano sul fuoco. Salvo vedersela bruciata qualche giorno dopo…

I.T.