Tutti per Occhiuto (soprattutto il centrosinistra…)

Luna di miele fino al 4 ottobre per il deputato di Forza Italia. Sostanzialmente è già governatore (i veri problemi, semmai, inizieranno dopo). Dall’altra parte del campo, se così si può dire, una pantomina ormai diventata apocalisse…

Quel che può fare da solo il centrosinistra (o cosiddetto tale) per Roberto Occhiuto difficilmente lo faranno Mimmo Tallini, Ciccio Cannizzaro, Peppe Scopelliti o Pino Gentile. Solo per citarne qualcuno. Perché non c’è miglior contributo alla vittoria se non quello di sparire del tutto (industrialmente) dalla partita. E come si fa scappare dal ring senza prendere né dare cazzotti? Semplice, non salendoci proprio sul ring.
E’ la pratica migliore che da anni riesce in sequenza e serialità infallibile al centrosinistra di Calabria. Il resto lo fa il Pd in formato serial killer, peraltro di volta in volta rivisto e (non) corretto nelle sue molteplici versioni. L’ultima delle versioni è quella che immortala Boccia dare ordini a Graziano che poi a sua volta ne prende altri a cena sul Tirreno cosentino salvo poi non capirci più nulla anche perché è estate e si è tutti un po’ più romantici. Il risultato è il nulla che prova a girare su se stesso e così anche il vero progetto del Nazareno e della regnanza locale Pd (dare una mano a Roberto Occhiuto piazzando i consiglieri giusti e piazzando soprattutto qualche buon appalto a fine gara) rischia miseramente di franare. Perché un conto è un Pd felice e naturalmente sconfitto ma in ogni caso presente e dignitoso in aula un altro, di conto, è la sostanziale irrilevanza a cui è destinato in Calabria.
Il perché, drammaticamente, è molto semplice. Quanto è forte una lista “forte” del Pd se il proprio candidato alla presidenza della Regione prepara le riunioni di coalizione chiedendo agli altri come si deve procedere e che si deve dire perché lei non è del “ramo” e non sa letteralmente da dove cominciare? E quanto ancora ci metteranno quei pochi (ingenui) conterranei a capire che la scienziata strappata alle “nicastrine” altro non è che la seconda “tenda” rintracciata in giro per coprire le “nudità” dell’intera banda del centrosinistra?
La prima, giusto per i deboli di memoria, è stata la regina del “rilevato ferroviario”, l’imprenditrice Ventura infilata tra un appalto e una interdittiva antimafia in questo che è solo un gioco delle parti. Stritolata nei preliminari, ha mollato (non gratis). Fino alla “scoperta” di Amalia Bruni, a sua volta la “scopritrice” della molecola delle “nicastrine”. Ma, soprattutto, vera polizza per la vittoria di Roberto Occhiuto anche perché tutti i rischi del mondo poteva correre la regnanza anchilosata di fango e fatture che ha spolpato sogni e fatture del centrosinistra di Calabria tranne quello di costruire un corpo a corpo Occhiuto-de Magistris. Persino giudicato troppo insidioso, come incrocio, da chi deve costruire soltanto la migliore delle sconfitte possibili (che oggi è in bilico invece come progetto).
Sì, lo spauracchio de Magistris. Il sindaco di Napoli che un “miracolo” lo porta a casa dopo due lustri al comando di una regnanza dopo aver abbandonato le procure. Aver seminato il debito più colossal della storia sotto il Vesuvio. Di quelli che solo un assegno staccato dal governo può pareggiare. Napoli non ha mai conosciuto così tani zeri con meno davanti. Eppure cosa non si è fatto per evitare il corpo a corpo Occhiuto-de Magistris. Di tutto. Anche mettere in campo la regina del rilevato ferroviario, tra un mega appalto e una interdittiva antimafia. Anche la “scopritrice” delle “nicastrine”, che prima di parlare nelle riunioni chiede che cosa deve dire. Incuranti, i “progettisti” della cavalcata di Occhiuto e che stanno in gran parte nel ventre del centrosinistra, che forse tutto sommato si poteva fare qualcosa di più che sterilizzare solo de Magistris (in gran parte una pistola spuntata). Magari, perché no, provare a salire davvero sul ring anzicchè scappare. Sennò va a finire che poi il parterre del centrosinistra deve ragionare se ci ha perso o guadagnato lasciando al suo destino una “giovane promessa” come Mario Oliverio. Per lui, nel palmares, “soltanto” 5 anni di Cittadella, una decina in Provincia così come in consiglio regionale e in Parlamento. Complessivamente in regnanza dagli anni Settanta. Mica male. E’ rientrato in campo come un leone. Qualcuno, dopo la possibile e paventata “retromarcia”, giura di non aver sentito alcun ruggito…

I.T.