La cognata nella lista Pd (e il marito già candidato a sindaco): è il “metodo” Bruni…

Maretta nel ventre del centrosinistra per la moltiplicazione "familistica" delle postazioni. Con la "benedizione" del codice Tansi...

Chissà cosa è previsto nel codice Tansi alla voce “moltiplicazione familistica” dei posti al sole. Magari niente. O invece persino una “benedizione”, una prerogativa. O forse un capitoletto a parte sul familismo morale, con il rinnovamento che può attendere. Chissà. Certo nulla di compromettente per Amalia Bruni, la candidata alla presidenza della Regione in quota centrosinistra, almeno così ancora si fa chiamare questa parte di campo. Perché assieme alle molecole di “nicastrine”, la scoperta neurogenetica della candidata, in campo si moltiplicano parentele che è una bellezza.
In pista per il Pd, circoscrizione centrale, Aquila Villella che è cognata ovviamente di Amalia Bruni, la candidata alla presidenza. Con ogni probabilità faranno partita unica, una per la (improbabile) Cittadella e l’altra per Palazzo Campanella. La politica del resto è una passione e quando scatta scatta la scintilla, poco importa se poteva scattare prima (per il consiglio regionale) e oggi si fa presto a dire che è più facile con la cognata candidata alla presidenza della Regione. Questa del resto, complessivamente intesa, è una griffe appassionata alla contesa elettorale. Il marito di Amalia Bruni, Tommaso Sonni, è già stato candidato a sindaco a Lamezia. Sconfitto, naturalmente. Come del resto la stessa Aquila Villella già candidata alle Politiche, ovviamente con gli altri ad entrare in Parlamento. Ma poco importa, è la passione che trascina. E se due sconfitte in famiglia lasciano spalancata la porta del “non c’è due senza tre”, in riferimento alla corsa di Bruni, poca meraviglia. Se è per questo anche senza parenti in campo il destino sembra segnato per la pioniera delle “nicastrine”…

I.T.