Wanda Ferro verso la candidatura alla presidenza (al 90%…)

Allo stato irricucibile lo strappo nel centrodestra tra Fdi e l'asse Lega-Forza Italia. Meloni “gioca” in Calabria la sua prima delle ritorsioni possibili, mettere da subito in discussione la candidatura di Occhiuto, «frutto di accordi che ora non valgono più». Fatale la mancata nomina di Giampaolo Rossi nel Cda della Rai

«Allo stato attuale non possono ricucire lo strappo, non possono proprio. Perché se infilano ora Rossi nel Cda Rai (al quale Lega e Forza Italia hanno “preferito” insieme De Biasio e Agnes) vuol dire che Salvini poi rompe con Berlusconi, gli farebbe pesare che non si può avere paura dei ricatti di Meloni. Se invece si resta così la stessa Giorgia quale altra via d’uscita ha (e non aspettava altro del resto) per rifilare un ceffone a tutti e due? Niente candidatura unica in Calabria, tanto che gli frega di far vincere, o perdere, Occhiuto e Spirlì. Anzi…».
Se il nome del “confessore” di cui sopra, rigorosamente virgolettato nel concetto e nell’espressione, dovesse venir fuori si troverebbe anzitempo a dover scegliere da che parte stare. Se nell’Italia dei “fratelli” o in quella che si tifa con “Forza” durante le partite. Troppo presto per una intifada del genere, lo capiamo e gli concediamo il beneficio dell’anonimato. «Non ci sono molte vie d’uscita. Wanda Ferro al 90% è candidata alla presidenza della Regione…».
Avrà anche ragione, il “nostro”, però per correttezza esegetica occorre prima rileggere le (pesantissime) frasi di Giorgia Meloni in conferenza stampa. «Oggi la candidatura di Roberto Occhiuto alla presidenza della Calabria è frutto di una di quelle regole che sono saltate e quindi la valutazione va fatta. Se le regole sono saltate, va fatta una valutazione su quale sarà il candidato più competitivo, prima c’era la compianta Jole Santelli. Su questo stiamo discutendo al nostro interno…». L’esegesi è tecnica salvavita, anche per una alla “mano” come Giorgia Meloni. Che in due passaggi dice quello che serve per capire come stanno le cose. Il primo, la candidatura di Roberto Occhiuto (per Fdi) è da ritenersi azzerata perché i patti non sono stati rispettati. Il secondo passaggio, peggio del primo, è indotto. Siccome (a tradurre Meloni) non lo consideravamo quello più competitivo già prima (salvo che per il patto che oggi non vale) allora mettiamo tutto in discussione ma ne discutiamo al nostro interno, tra di noi di Fdi. Che poi tradotto vuol dire «che stanno lavorando su Wanda per la candidatura alla presidenza della Regione – riecco il “nostro” che tra non molto dovrà farsi due calcoli -. Ovviamente non per vincere né per perdere ma per dare una sonora lezione alla prepotenza dell’asse Salvini-Berlusconi. Con il primo che ha una paura matta dei voti di Giorgia e che per questo si fionda su di un Berlusconi appesantito e invecchiato. È per questo che Wanda Ferro al 90% è da considerarsi candidata alla presidenza della Regione. A meno che…».
Già, “a meno che” in politica è il parmiggiano grattuggiato sulla pasta con il pomodoro. In caso contrario, per chi non gradisce il formaggio e per un posto in Cda Rai che ora simbolicamente vale quanto la striscia di Gaza (nessuno può retrocedere) ecco due candidati alla presidenza nel centrodetra. Uno di centro, l’altra di destra…

I.T.