Offerta a de Magistris (in cambio del suo “ritiro”…)

Il Nazareno avrebbe messo sul piatto (in accordo con i Cinquestelle) l'Autorithy, organismo indipendente, preposto a servizi di pubblico interesse. La “trattativa” è in corso ma difficilmente andrà in porto. Mentre è bagarre in previsione della composizione delle liste...

La trattativa è in corso. Qualcuno storce il muso, solo a sentirne parlare. Qualcun altro, invece, niente affatto. Ma è in corso, eccome se è in corso.
A Gigi de Magistris il “binario” Pd-Cinquestelle, nella sua versione più autorevole e quindi autorizzata, avrebbe fatto un’offerta in cambio del suo “ritiro” dalla corsa solitaria alla presidenza della Regione. Considerata solo un “disturbo”. Sul “piatto” l’organismo di controllo preposto a servizi di pubblico interesse, con funzioni direttive di “comando”. Un’aurorità amministrativa ovviamente indipendente, una specie di “isola” dove ci si può sentire anche “sovrani”, se necessario. Autorithy, si fa chiamare. All’inglese suona meglio in termini di prestigio.
Non è chiaro quale sia lo stato “dell’accettazione” da parte del sindaco di Napoli, e non è chiaro nemmeno eventualmente quale scusa storiografica o sociologica si può impiantare come base per quella che sarebbe una complicata retromarcia, soprattutto sotto il profilo mediatico. Del resto dopo il Put (il partito unico della torta, iconografia coniata da Tansi salvo poi essere “sposata” e inseguita dallo stesso Tansi) non è più “vergine” il palcoscenico di Calabria in termini di “carrambe”. Della serie, può sempre accedere di tutto. L’asse Letta-Conte (con Boccia e Graziano a trascrivere i comandi dei colonnelli conterranei) fiuta che si può persino tentare l’azzardo con il ritiro di de Magistris e si va “all’asta”, all’offerta. Che risulterà irricevibile, sul piano epidermico e comunicativo. Ma per solito quando uno “offre” sa bene che l’altro, tutto sommato, ha orecchie per ascoltare. Non si parla mai al muro quando si va al “mercato”.
Pochi giorni e si saprà e tutto sommato, sentore comune questo, la settimana che si sta per “accendere” tutto è fuorché banale per il campo del centrosinistra (incontro Boccia-Oliverio a parte).
La candidata (?) Amalia Bruni non risponde più al telefono, tanto per dirne una. E i messaggi inviati da chi ha incassato ampie rassicurazioni a proposito di candidature sono “spuntati” ma inutilmente. Saranno le ultime ricerche sull’Alzhimer ad averla “rapita”, prima del grande bagno popolare della campagna elettorale. Chissà. Oppure, a “rapirla”, ci avrà pensato chi sta disegnando liste e sottoliste a matita da un pezzo. Organizzando tandem e ticket. E soprattutto trappole. Quanti e chi nella lista del presidente? E gli altri, tutti i big, nel raggruppamento Pd a scannarsi tra loro? Le previsioni più nere raccontano di un consigliere regionale Pd nella provincia di Cosenza (solo un “miracolo” ne farebbe incassare 2). Si disegnano numeri, ovviamente, a sconfitta data per certa salvo stravolgimenti che nemmeno la neurogenetica così tanto cara ad Amalia Bruni saprebbe spiegare. Ma Letta e Boccia pare vogliano il “tutti dentro”, nel “box” in lista a sgomitare così da far alzare solo e soltanto la bandiera del Pd. Del resto anche i romani arostocratici si divertivano da matti a guardare scannarsi i guerrieri nel Colosseo. Chi se ne intende lo descrive come gusto per certi aspetti unico. Di quelli che come va va a vincere è sempre chi si gusta lo spettacolo…

I.T.