Bruni (perplessa) e l’uso improprio dell’Alzheimer…

La scienziata al centro delle attenzioni dell'asse Boccia-Graziano (ma con genesi del progetto tutta conterranea) scopre con un giro di telefonate (ha sentito anche Loiero e Oliverio) che per ora non c'è nessuna coalizione a suo sostegno. E in qualche modo realizza che potrebbe essergli stata venduta la “fontana di Trevi”...

Dalla neurogenetica alla “Napoli-Canosa”, la trasversale Graziano-Boccia. Dalla nicastrina, la glicoproteina delle membrane intracellulari neuronali implicata nel meccanismo patogenetico della malattia di Alzheimer di cui è massima esperta mondiale, alla trappola di “Nicastro”, il quartier generale delle pensate del “romantico” commissario Pd.
Sensazioni forti, non per forza al rialzo, per Amalia Bruni, quando si dice che il casting si fa dotto. Profilo di scienza e abnegazione che secondo il progetto di Francesco Boccia e Stefano Graziano dovrebbe lasciare temporaneamente gli studi biomolecolari per dedicarsi alla composizione di liste elettorali così da fare da sparring partner per la cavalcata trionfale di Roberto Occhiuto. Alle 18 e 30 quasi esoterica riunione di coalizione di centrosinistra per la ratifica del nome con Graziano che informa direttamente i “commensali” che c’è solo da collegarsi, cliccare e poi basta così, il nome è stato già rintracciato e il casting ha “prodotto”.
Scienziata, donna, dal profilo più illuminato che “semplicemente” civico Amalia Bruni può adattarsi a tutto fuorché al ruolo di “fessacchiotta”. E in suo sostegno giungono massivamente anche rapporti consolidati nel tempo in Calabria e non per forza di natura dottrinale. Boccia e Graziano la rassicurano che dietro di lei c’è una coalizione granitica e motivata, e preventivamente informata, ma Amalia Bruni lascia il laboratorio e alza la cornetta. Si traveste da San Tommaso e vuol toccare con mano. Scatta il giro di telefonate. Da quelle con vecchi amici a quelle con schegge significanti del centrosinistra regionale. Un mare di adesioni dietro di lei? E lei sente Silvio Greco, il “re del mare” non a caso. In passato assessore e prof delle acque salate. Sente Agazio Loiero, sente il suo vecchio amico Mario Oliverio. E non solo. Al tirar delle somme “rintraccia” anche il ventre dei Cinquestelle, quello incredulo perché mai informato sul suo nome in campo né sulle modalità di rito. E per chi ha la mente allenata con l’analisi neurogenetica delle cellule deve essere stato poi un attimo. La “granitica” coalizione rappresentata dall’asse Boccia-Graziano altro non si configura che come la “vendita” della Fontana di Trevi. Dove lei è naturalmente l’acquirente, Totò sta dall’altra parte della scena ma non ne è il regista. Perché testi e sceneggiatura sono tutti conterranei, anche in questo giro di casting. Graziano poi fa la “posta” e Boccia protocolla tanto per il Nazareno c’è solo da uscire dal pantano al più presto con la meno peggio e più “antimafia” possibile delle sacrosante sconfitte elettorali. La serialità del progetto è sempre la stessa, del resto. Non fa una piega mai. Resta da chiedersi semmai perché “scomodare” niente di meno che la ricerca biomolecolare neurogenetica. Fino a sconfinare nell’uso “improprio” dell’Alzhimer…

I.T.