Anomalie all’Asp di Cosenza, Guccione scrive al commissario Longo e al commissario La Regina

Il consigliere regionale PD spiega: l’ufficio Acquisizione beni e servizi procede agli acquisti sulla base delle singole richieste e gli acquisti non sono preceduti da una corretta programmazione

Gentili Commissari,
Vi scrivo per segnalare una serie di anomalie che continuano a persistere in ambito sanitario.
Come ben sapete, con una legge regionale del 2007, le 4 ex AA.SS.LL. della provincia di Cosenza – Paola, Cosenza, Rossano e Castrovillari – sono confluite in un’unica azienda, l’attuale Azienda sanitaria provinciale di Cosenza. Sin dall’accorpamento, l’Asp di Cosenza non ha più espletato gare aziendali. Sono state fatte piccole gare per aree territoriali, e non per il fabbisogno dell’intera nuova azienda.
L’ufficio Acquisizione beni e servizi procede agli acquisti sulla base delle singole richieste delle diverse articolazioni aziendali e gli acquisti non sono preceduti da una corretta programmazione intesa quale individuazione dei complessivi fabbisogni aziendali, ingenerando così un triplice fenomeno distorsivo:
• la frammentazione degli affidamenti;
• il frequente ricorso a proroghe contrattuali;
• l’avvio di procedure negoziate senza bando motivate dalla mera urgenza di provvedere.
Tale stato di cose ha generato, nel corso degli anni, il proliferare di un elevato numero di micro procedure, aventi ad oggetto in molti casi la mede con sima categoria merceologica, da cui ne deriva un complesso ed intricato sistema di acquisizioni di difficile gestione.
Appare ovvio che tale situazione comporta un inevitabile aggravio dei costi per il mancato avvio delle gare, proroghe di gare vecchie risalenti alle ex Aziende Sanitarie confluite dell’ASP di Cosenza, sforamento dei valori dei CIG, conseguente rischio di sanzioni da parte dell’ANAC.
La gara per la ristorazione per i presidi ospedalieri e sanitari dell’Asp di Cosenza, ormai in prorogatio da 14 anni, non è l’unica anomalia riscontrata.
Una particolare attenzione va dedicata al settore dei Dispositivi Medici la cui situazione appare alquanto delicata e drammaticamente complessa.
L’anomala abitudine di acquisire la stessa tipologia di dispositivi medici attivando diverse micro procedure di gara nei vari distretti aziendali o di continuare ad utilizzare in proroga le procedure ereditate dalle vecchie ASL ha creato, in considerazione del vasto numero di articoli trattati, un caos “organizzato” e organizzativo di difficile interpretazione.
Situazione analoga è quella che interessa le forniture per le attività di Laboratorio, per il Servizio di Dialisi, i Centri trasfusionali e le Anatomie Patologiche.
Da una verifica effettuata e da un attento controllo degli atti è emerso il persistere di proroghe per numerosi contratti di fornitura di diagnostici e servizi di noleggio ed assistenza di apparecchi occorrenti ai Laboratori, ai Centri trasfusionali e ad altre strutture, per la fornitura in noleggio full-risk di Sistemi automatizzati, nonché di servizi di noleggio per apparecchiature di area non sanitaria.

Dunque, risultano scaduti ed in proroga da anni:

• contratti di forniture per le attività di Laboratorio, per il Servizio di Dialisi, i Centri trasfusionali e le Anatomie Patologiche;

• contratti per la fornitura di prodotti farmaceutici e di dispositivi medici;

• contratto per il servizio di controllo delle ricette mediche spedite in regime di assistenza farmaceutica diretta e servizio di archiviazione fisica e gestione delle Ricette Farmaceutiche.
In particolare, il servizio di controllo delle ricette mediche spedite in regime di assistenza farmaceutica diretta viene garantito in regime di proroga per effetto delle Deliberazioni nn. 262/2015, 1383/2015, 1630/2016, 1194/2017, 840/2018, mentre il servizio di archiviazione fisica e gestione delle Ricette farmaceutiche è scaduto ad ottobre 2019.
È giusto ricordare che, in ambito sanitario in via generale, “gli enti del SSN hanno l’obbligo di approvvigionamento a mezzo di apposite convenzioni stipulate dalle centrali regionali di riferimento ovvero attraverso convenzioni quadro stipulate da Consip S.p.A”, qualora non siano operative convenzioni regionali.
Ricordo, inoltre, che oggi l’offerta Consip nel settore sanitario consta di:
• 18 Accordi Quadro attivi o di prossima attivazione che hanno per oggetto dispositivi medici (tra questi stent, pacemaker, defibrillatori, suture), apparecchiature per la diagnostica (tra queste tomografi computerizzati e a risonanza magnetica, ecotomografi) e farmaci.
• 7 bandi del Sistema dinamico di acquisto (Sdapa) dedicati alle esigenze specifiche del SSN (farmaci; antisettici; ossigenoterapia domiciliare; servizi di lavanolo; apparecchiature elettromedicali; ausili tecnici per persone disabili; endoprotesi ortopediche e sistemi di osteosintesi).
• 1 categoria merceologica specifica “Sanità, ricerca, welfare” presente sia nel bando Beni che nel bando Servizi del Mepa.
Sarebbe grave, dunque, se l’ufficio Acquisizione beni e servizi dell’Asp di Cosenza non attivasse le Convenzioni Consip.
Su tutto ciò è necessario fare immediatamente chiarezza in modo tale che vengano rispettate tutte le procedure previste dalle normative vigenti.
Sarebbe il caso che su queste questioni ci fosse da parte vostra un rapido chiarimento pubblico e sapere se siano state o meno attivate le Convenzioni Consip dall’ufficio competente dell’Asp di Cosenza. Cordiali Saluti”. Così Carlo Guccione, consigliere regionale Pd, in una lettera inviata ai commissari alla Sanità, Longo e al commissario Asp Cosenza La Regina.