A Boccia ferma…

Il commissario Pd di Cosenza sceglie le amministrative del capoluogo come perimetro unico. Di Regionali, apparentemente, non vuol sentirne parlare anche perché è tra i principali artefici del “pasticcio” Ventura

Come chiedere a Nerone di venire a spegnere l’incendio che in “concorso” con altri ha da poco appiccato. E che è divampato senza che nessuno si fosse prodigato con secchi d’acqua.
Di Francesco Boccia non deve spiazzare il viso gentile e la parvenza da gentlman. Se c’è da incassare sul ring, e portare a casa, incassa che è una bellezza senza per questo cambiare smorfia. Come avesse una faccia di gomma che poi è un pregio in politica di questi tempi. È lui tra i principali artefici del gran pasticcio del “tavoliere delle Puglie”, la candidatura a tratti improponibile di Maria Antonietta Ventura. Ed è sempre lui però che poi piomba a Cosenza a spiegare ai “prodi” di partito quale è la strada migliore per ingaggiare un duello elettorale. Ha una via d’uscita, però. Solo apparentemente propedeutica. È da poco commissario della federazione di Cosenza e sulla carta, di mestiere, gli tocca parlare solo di urne del capoluogo bruzio. Ma è parvenza perché sotto sotto s’è scelto di usare proprio il perimetro di Cosenza per instradare un cammino più credibile verso le Regionali. Ancora una volta con un grande azzardo, però. Forse inevitabile. Acquisire come consolidati dei passaggi che invece scontati non lo sono affatto. Il primo è il grande abbraccio con i socialisti che candidano a sindaco l’avvocato Franz Caruso. Non da oggi, per la verità. E con poco Pd al seguito fino all’addio di Marco Miccoli dalla federazione di Cosenza. Ora però, più o meno all’improvviso, il percorso “socialista” è l’unico percorribile e il tutto avviene pochi giorni dopo l’apertura di Gigi Incarnato nei confronti di Ernesto Magorno. Anche qui, come per Irto e come per chissà quanti altri ancora (siamo a Nerone che prov a spegnere il suo incendio). Perché prima Franz Caruso non andava bene e non aggregava la coalizione e invece ora d’imperio è il collante unico? È più forte o più debole oggi Franz Caruso dal momento che sta per diventare l’unica scelta quando per mesi è stato considerato ai margini dal Nazareno? Per dar retta alle strategie di marketing siamo agli autogol della dialettica negativa. Tipo i messaggi comparativi in debolezza. Ma Boccia ci passa sopra, sorride che è una bellezza. Così come sull’alleanza coi Cinquestelle. «Dobbiamo ripartire da quelli che stavano con la Ventura, quindi innanzitutto i Cinquestelle». Già, ma quali Cinquestelle? Conte e Spadafora? Loro sì, certamente. Ma almeno uno di loro, il più celebre, è tecnicamente fuori dal Movimento mentre chi detiene il marchio è già posizionato in Calabria verso la candidatura di de Magistris. Boccia è al corrente di tutto questo o fa finta che basta gareggiare in Calabria così sono tutti fessi e contenti?
E siamo alle Regionali. «Oggi si parla solo di Comunali di Cosenza». E come potrebbe essere diversamente, del resto. Due giorni prima però, in call, massacra Ciconte (che lui stesso aveva contattato) e le Sardine annunciando un percorso “forzoso” verso le Regionali. Quale? Quello che inizia da Cosenza in queste ore? Se è lo stesso, per gli amanti Pd, c’è poco da stare allegri. È come spacciare per campioni quei calciatori messi sul mercato in uscita. Difficile che il pubblico possa crederci…

I.T.