Sanità, “il decreto Calabria 2 ha peggiorato la situazione”

Il consigliere del Pd, Carlo Guccione rincara la dose sul governo: rischio di danno erariale e nullità degli atti

“Chi ha voluto il cosiddetto Decreto Calabria 2 immaginava di poter dare un contributo a migliorare lo stato dei servizi sanitari ospedalieri e territoriali e di fare ordine nella gestione patrimoniale e nei bilanci delle Aziende sanitarie provinciali e della Aziende ospedaliere calabresi. Dall’approvazione ad oggi, però, è successo tutt’altro. Anzi, il Decreto Calabria 2 ha finito per essere uno strumento legislativo che ha creato ancora più confusione, finendo per aggravare i problemi della sanità della nostra regione.
La vicenda dell’Asp di Cosenza ne è un esempio: il commissario, Vincenzo La Regina, non è stato messo nelle condizioni di poter approvare i Bilanci scaduti del 2018, 2019 e 2020 e oggi risulta essere automaticamente decaduto dall’incarico proprio per non aver adottato, entro 90 giorni dalla nomina, gli atti aziendali e approvato i Bilanci aziendali relativi agli esercizi già conclusi nei modi e nei termini previsti dal comma 4 dell’articolo 2 del Decreto Calabria 2.
Ci saremmo aspettati dal governo nazionale un provvedimento legislativo di modifica di tale articolo in modo da allungare i tempi di adozione degli atti aziendali e di approvazione dei Bilanci di Asp e Aziende ospedaliere. Ma, a quanto pare, il Governo ha respinto emendamenti che andassero a modificare il Decreto che espone, tra l’altro, i commissari di Asp e AO inadempienti decaduti automaticamente a un rischio di danno erariale e di nullità degli atti compiuti. In Calabria, purtroppo, accade anche questo e, per complicare ancora di più la situazione sanitaria calabrese, si procede alla sospensione momentanea dell’applicazione delle leggi.
Dall’insediamento del commissario Vincenzo La Regina era ormai evidente un cambio di rotta nella gestione dell’Asp di Cosenza attraverso anche iniziative tese a dare maggiore forza alla sanità territoriale. Un’esperienza, dunque, che deve proseguire attraverso un impegno immediato a sanare con un provvedimento legislativo la situazione che si è prodotta All’Asp di Cosenza e nelle altre Asp e Ao che non hanno ancora approvato i Bilanci.
Il commissario ad acta, Guido Longo, in questi mesi ha bocciato molti bilanci di Asp e aziende ospedaliere. Quella del debito sanitario è la madre di tutte le battaglie. In particolare, per la più grande Asp della Calabria.
È il momento che il governo prenda atto che il Decreto Calabria 2 va assolutamente modificato visto che, per come è stato concepito, invece di risolvere i problemi li aggrava, non dando continuità al lavoro svolto dai commissari.
In Calabria non si conosce ancora oggi il vero ammontare del debito sanitario. Debito che invece di diminuire, continua ad aumentare ed oggi dovrebbe aver raggiunto oltre due miliardi e mezzo di euro. Nonostante la società Kpmg abbia ricevuto compensi per oltre 11 milioni di euro per avviare una ricognizione del debito e supportare in maniera adeguata Asp e Ao nella predisposizione dei bilanci, oggi siamo ancora al punto di partenza”.
Così Carlo Guccione, consigliere regionale PD.