Popolari in rete avvia una serie di iniziative politiche: “Siamo alternativi alla politica dei salotti”

Appuntamento oggi alle 18 al T - Hotel di Feroleto, nel Lametino, con l'ex ministro alla Difesa, Mario Mauro

I Popolari in Rete per la Calabria presentano la loro iniziativa stasera alle 18, al T-Hotel di Feroleto, nel lametino.
Quella dei Popolari in Rete è una serie di relazioni, di iniziative e di progetti che si sta radicando più su una base strettamente politica che non elettorale, come tengono a precisare gli organizzatori, costituita prevalentemente da donne e uomini, soprattutto giovani, provenienti come singoli o gruppi dalla tanto acclamata società civile. In questo caso non è solo l’appeal “civile” che richiama ma è soprattutto un elemento di sostanza, con esponenti del mondo delle “partite iva”, piccoli imprenditori, giovani professionisti lontani dal sistema dei partiti.
Un’iniziativa che tenta quindi di smuovere le acque nello stagno calabrese, partendo dall’essenzialità della politica, basato sulla partecipazione responsabile e attiva di giovani talenti che mettono in comune le proprie competenze per venire incontro all’interesse generale. Come diceva don Luigi Sturzo, con un «canone dell’arte politica capace di essere franco e fuggire dall’infingimento; promettendo poco e mantenendo quel che si è promesso». Azione quindi ben lontana da quelle basate sulla mera ricerca di comode candidature con improvvise salite sul carro ritenuto vincente.
Una società civile reale, quindi, non basata sulle truppe cammellate riempitrice di luoghi solo in ossequio ai politici di riferimento né su una manipolazione di presenze virtuali protagoniste solo per minime visibilità sui social media e spesso avulse dai contesti oggettivi.
L’evento, che prevede gli interventi in particolare dei giovani calabresi e, solo dopo, le conclusioni di Mario Mauro, già ministro della Difesa e vicepresidente del Parlamento europeo e di Giuseppe De Mita, ex vicepresidente della Regione Campania, che poi da deputato lasciò l’Udc, in pieno disaccordo con la linea di quel partito.
«Soprattutto – racconta Vincenzo Arnone, imprenditore e membro del coordinamento dei Popolari calabresi – parleranno persone che ogni giorno affrontano i problemi della quotidianità e che, con la loro esperienza e competenza in vari ambiti professionali, intendono dimostrare che è possibile una politica dei contenuti, capace di entrare nel merito delle questioni e di rappresentare l’alternativa alla politica dei salotti e dei clic, priva di spessore, di senso della realtà e di concretezza».
Gli argomenti trattati varieranno, secondo le esperienze degli intervenuti, dal lavoro all’impresa, dalla scuola, alla sanità, alla ricerca scientifica, alla sostenibilità ambientale e alle occasioni di lavoro che può produrre una diversa visione e gestione del patrimonio naturalistico calabrese.
«Nella storia recente – ha anticipato Mario Mauro – ha avuto buon gioco una concezione di partito contenitore nel quale il profilo ideale si è sempre più rarefatto, al punto che la sinistra è oggi il riferimento dei quartieri bene delle grandi città e il capo dei nazionalisti nostrani è diventato, al grido di “prima gli italiani”, l’erede storico dei promotori della secessione e del federalismo».
«Essere Popolari – chiarisce Giuseppe De Mita – significa innanzitutto stare in questo tempo, nei suoi problemi e nelle sue opportunità, non nel ricordo del passato né nell’illusione del futuro. Significa non cedere alla demagogia e alla semplificazione, e comunque non piegarsi ad un pragmatismo spregiudicato e senza valori».