Per volontà di Jole (e di Paola e Roberta…)

Lo storico palazzo di famiglia donato al Comune di Malito, questione di affetti e di radici profonde. Ospiterà la fondazione che porta il nome dell'ex presidente della Regione ma non solo. Dentro anche “germogli” del mondo dell'associazionismo e della cultura. La griffe con fare delicato e sofferente consolida il suo schieramento dalla parte della gente. E non è detto che sia questo l'ultimo “desiderio” delle sorelle nel nome di chi non c'è più...

Il fare è quello, sembra di vederla ancora in scarpe da tennis. A metà tra il clamore da evitare e il circo mediatico da saper comandare. E tanta, tanta umiltà da saper spendere. Così Jole Santelli non se n’è solo tragicamente andata in quella maledetta notte d’autunno. Ma chi per lei non ha mai fatto nulla per sovvertire l’andazzo, sempre basso e robusto profilo. Di quelli che non passano mai di moda.
E così nel bel mezzo di un giorno (fintamente) qualsiasi ecco che Jole rientra come sapeva fare lei in “campo”. Con arrosto e poco fumo. Quell’arrosto che nell’inconsaspevolezza generale ha tenuto il tappo della bottiglia di Calabria ben chiuso anche se in pochi se ne accorgevano. Poi, come è noto, il “tappo” s’è stappato e ha fatto pure rumore. Tanto rumore, si sente ancora e si sentirà. Nel giorno (fintamente) qualsiasi ecco che per suo volere, e ovviamente per interposta e accreditata persona e cioè per tramite delle sorelle, Jole dona il palazzo di sua proprietà all’amministrazione comunale di Malito. Il palazzo di famiglia regalato al municipio e alla terra che ospita radici e cappella, il seme che ritorna e onora il suolo che ha ospitato ed ospita ricordi e avventure. E c’è di più, un inedito da queste parti ma non per Jole. La nota che diffonde la notizia nel giorno (fintamente) qualsiasi non la diffonde una delle (tante) agenzie di comunicazione che pure hanno sorriso nel regno della Cittadella ma la “semplice” amministrazione comunale di Malito…
«Questo pomeriggio – si legge – il Consiglio Comunale di Malito ha accolto all’unanimità, in un clima di evidente commozione e solennità, la volontà dell’On. le Iole Santelli, tramandata alle amate sorelle Paola e Roberta e comunicata al Sindaco, Dott. Francesco Mario De Rosa, per il tramite dell’Avv. Sabrina Rondinelli, di donare al Comune di Malito il prestigioso Palazzo storico di Famiglia, di Sua esclusiva proprietà. Il gesto, che non ha precedenti nella Storia di Malito, è il segno tangibile di un amore e di un legame sinceri e profondi dell’On. le Santelli. Le finalità della donazione saranno orientate verso un utilizzo del palazzo per attività istituzionali, di associazioni e culturali ed in esso avrà sede l’istituenda “Associazione Jole Santelli” a cura dalle amate sorelle Paola e Roberta. In Consiglio Comunale il sindaco ha voluto esprimere, a nome dell’intera Comunità malitese, un sentito ringraziamento.

“Cara Iole, “Malito è casa mia”, questa la Tua frase d’inizio, in occasione della Tua ultima visita. Oggi il Consiglio Comunale accoglie una donazione che appone il sigillo della sincerità e del significato vero di quella frase. Un dire non di circostanza né di compiacenza, ma testimonianza di un amore e di un legame sinceri per il nostro paese, a cui hanno certamente contribuito gli insegnamenti dei Tuoi cari genitori, che proprio a Malito riposano insieme a Te nella Cappella di Famiglia. Per Tuo volere Malito oggi può dire delle Tua casa “Questa è casa mia”. Malito non dimenticherà questo gesto che manterrà impresso nella sua memoria e che saprà onorare nel prosieguo della sua Storia” Da subito l’Amministrazione comunale, profondamente grata per il nobile gesto, si metterà al lavoro unitamente alle sorelle di Jole, Paola e Roberta, per dare forma ad un crono-programma congiunto, che dia immediato avvio alle Sue volontà. A breve la storica dimora sarà aperto al pubblico per far apprezzarne la bellezza e l’ importante architettura».
Hai capito Jole. Entra bussando e senza far rumore ma “entra” nel (deprimente) circuito mediatico quotidiano. Con una donazione che sa di “terra”, di “concreto”, di scarpe da tennis. E hai capito le sorelle. Che volevano e vogliono star fuori dal “vento”, dalle tre corsie che la politica regnante avrebbe loro spalancato. Ma non è detto che ci sia solo un modo per fare politica. E soprattutto non è detto che la donazione del palazzo di famiglia sia l’unico desiderio che Paola e Roberta vogliono realizzare nel nome di Jole…

I.T.