Media Valle Crati a rischio “rosso”, Montalto diventa un caso

Il dipartimento Prevenzione dell'Asp di Cosenza incrocia dati ed elabora rischi e lunedì potrebbe prendere altre decisioni per alcuni Comuni. Nel municipio di Leoncavallo la pantomima tra il sindaco (che fa finta di non capire) e il Covid che dilaga...

Altri Comuni ancora, dopo Montalto, a rischio “rosso” ad inizio settimana. Il dipartimento Prevenzione dell’Asp di Cosenza sta incrociando dati ed elaborando proiezioni e ad inizio settimana potrebbero esserci novità per altri Comuni della Media Valle Crati con richiesta di ulteriori “zone rosse” a causa dell’elevato rischio di contagio Covid.
Sotto stretta osservazione Rose e nuovamente Luzzi ma dall’osservazione, va detto, non è mai venuta meno neanche Rende che è sempre ben presente nei pensieri del dipartimento. Perimetri importanti, popolosi, che stanno sul filo del rasosio a causa di una proporzione preoccupante di casi su base settimanale e in relazione all’equazione di 250 nuovi positivi su 100mila abitanti. Rose, appunto, ma anche Luzzi e sempre Rende danzano (poco) allegramente ben sopra questo limite anche se va detto che non è questo, quello dell’equazione su base settimanale dei casi, l’unico parametro seguito dal dipartimento Prevenzione dell’Asp di Cosenza. L’attenzione comunque è decisamente importante attorno all’intera Media Valle del Crati alle prese con un “cluster Covid” che da settimane assedia aree urbane e contrade. Senza contare che dopo tre settimane di calo di contagi su denominatore abitanti è invece ripreso a salire, il quoziente, anche nel capoluogo e cioè a Cosenza. Che resta però ancora ben lontana dal perimetro da non superare, i famosi 250 casi settimanali su 100mila abitanti. Ma, come detto, è l’intera area del Crati a soffrire il pressing del contagio. E nessuno fa mistero di considerare ormai anche un caso “politico” la zona rossa da poco comminata a Montalto Uffugo, vero e proprio “capoluogo Covid” nelle ultime settimane. Dopo attento e scrupoloso monitoraggio il dipartimento Prevenzione dell’Asp ha richiesto (e inevitabilmente ottenuto) l’istituzione della zona rossa per il municipio di Leoncavallo firmata da Spirlì nella serata di giovedì. Montalto con un incremento di contagi in costante crescita da 4 settimane e con le ultime due a registrare quasi 130 casi di cui più di 80 solo nell’ultima settimana (il limite per la zona rossa, per 20mila abitanti come ci sono a Montalto, è di 50 casi settimanali). Per un totale di casi attivi ben oltre le 200 unità e con trend in aumento. Un vero e proprio “tesoretto” sprecato in queste settimane dal sindaco Caracciolo che immortalato da social media, giornali web e cartacei e tv si difende scaricando le (proprie) responsabilità sulle spalle del cittadini. Intanto non riconoscendo pubblicamente l’inoppugnabilità dei dati, dei numeri. Di fatto scomunicando il lavoro scientifico del dipartimento Prevenzione dell’Asp e accogliendo la zona rossa come fosse una punizione, quando è chiaro che viene istituita solo a tutela della salute pubblica. Per Caracciolo i dati su Montalto non dovrebbero destare preoccupazione ma è smentito seccamente da fredde tabelle che sono sconcertanti per la loro crudezza. Sempre per il sindaco la situazione era peggiore a novembre ma anche questo, dati alla mano, è lontano dalla verità perché non solo il limite di 210 casi attivi su Montalto è un inedito quanto, cosa ben preoccupante, con trend in costante crescita. Caracciolo, sempre per tramite web e social media, scarica sui cittadini la irresponsabile condotta di queste settimane, confessando di aver chiuso un occhio e che da ora in avanti non lo chiuderà più. A giudicare però dal primo giorno di zona rossa comunale, su Montalto, gli occhi chiusi potrebbero essere persino due perché tutto sembrava nel primo venerdì “rosso”, nella città di Leoncavallo, tranne che un giorno con massime restrizioni. E che fosse un giorno come gli altri del resto, a Montalto, lo testimonia il tutti in classe a scuola, ovviamente confidando sull’ibrida interpretazione dell’ultimo decreto del governo Draghi. Scuole aperte sì anche in zona rossa ma se è l’Asp territoriale a richiederla per gravi rischi di contagio, la partita si riapre e tocca al sindaco provvedere a tutela dei cittadini. A Luzzi, ad Acri come a San Giovanni in Fiore ad inizio delle zone rosse comunali tutte le scuole di ogni ordine e grado sono state chiuse mentre a Montalto (nell’ordinanza della Regione, istruita dall’Asp, si fa cenno al forte contagio tra i giovani e persino in età pediatrica) tutti in classe e a qualunque età.
Il sindaco Caracciolo, evidentemente, ha scelto la sua linea da qui in avanti nel contrasto al Covid. La condurrà, con ogni probabilità, fino all’autunno, quando si apriranno le urne per le Regionali. Perimetro di carriera a cui non ha mai fatto mistero di ambire. I cittadini, però, potrebbero conservare come “locandina” elettorale l’approccio Covid del Comune negli ultimi mesi. Un approccio che ha portato al “rosso” all’insaputa del sindaco…

I.T.