Consiglio comunale di Cosenza, Cassano: diritto inalienabile

Durante il consiglio comunale di Cosenza di ieri pomeriggio si è tenuta un’accesa discussione sul tema della sanità. Francesca Cassano nel suo intervento ha sottolineato come l’emergenza in atto sia frutto di una mancata programmazione, a cominciare dalla vicenda del nuovo ospedale: “è inutile dire che, visti i risultati, la discussione sugli studi di fattibilità, sull’opportunità di realizzarlo sull’area dell’Annunziata o su un’area completamente nuova ormai mi sembra una mera esercitazione dialettica e nella realtà tutto è fermo e non se ne parla più. Avevamo denunciato in diversi Consigli comunali un Pronto soccorso al collasso, un ospedale inadeguato per carenza di personale sanitario ad assolvere alle sue funzioni di hub di secondo livello.
Nel frattempo il mondo si è trovato in piena pandemia e nella nostra Provincia, e non solo, ad una situazione sanitaria in piena crisi economica e gestionale si è aggiunta la situazione più gravosa della carenza dei posti letto covid e di terapia sub intensiva ed intensiva, di un Piano vaccinale partito tardi e male, di un ospedale da campo costato tanto e che nel momento più necessario ad ospitare pazienti covid è diventato centro vaccinale”.
“Il fatto che l’ospedale da campo sia diventato un centro vaccinale ha generato un’altra grave conseguenza – ha continuato la consigliera Cassano – cioè che molti reparti dell’Annunziata, a seguito della terza ondata ancora in corso, sono stati convertiti in reparti covid diminuendo la possibilità dei ricoveri e delle cure per le altre patologie. I tempi di attesa per la diagnostica si sono dilatati e le cure ordinarie sono diventate quasi impossibili. Dopo il covid dovremo affrontare un’altra emergenza sanitaria per le patologie gravi non diagnosticate o non adeguatamente curate in tempo.
Crisi su crisi, emergenza su emergenza. I sanitari che già affrontavano la criticità di un pronto soccorso intasato e quella di reparti sguarniti si sono ritrovati sempre più soli ad affrontare il covid.
Dobbiamo pretendere l’attuazione del Piano di riordino della Rete Ospedaliera in Emergenza COVID-19 approvato con DCA (decreto commissario ad acta) n.91 del 18 Giugno 2020.
Basta piani inutili sulla carta e mai attuati, un esempio eclatante su tutti: all’Annunziata dei 709 posti letto previsti nel DCA n. 64 del 2016, quindi ben prima del covid, ne sono stati attivati soltanto 455.
Il coronavirus ha finalmente, e dolorosamente, messo in luce che l’economia non può avere la supremazia sul fondamentale diritto alla salute che è un diritto inalienabile e che gli undici anni di commissariamenti sono stati un totale fallimento. Questa maledetta pandemia prima o poi finirà e con essa l’ultimo alibi che impedisce la ricostruzione di una sanità che elimini per sempre i viaggi della speranza e garantisca un’assistenza che si attesti sui livelli medi nazionali” ha concluso Francesca Cassano.