《L’Agenda urbana di Rende è una presa in giro per i cittadini》

Duro il commento dell'ex assessore comunale, Iantorno: minestra riscaldata male e con pochi soldi dentro

L’esigenza di rimodulazione dei fondi dell’Agenda Urbana è già stata trattata oltre un anno fa pur sempre nel rispetto delle finalità delle misure previste dal POR 2014-2020.
Il ritardo – le cui responsabilità sono esclusivamente politiche a livello locale e regionale – nella progettazione, nella programmazione e poi nell’esecuzione degli investimenti e la successiva emergenza pandemica, sanitaria prima ed economica e sociale subito dopo, hanno determinato una riflessione critica all’interno della stessa maggioranza governativa.
Altresì evidente che buona parte dei fondi di natura straordinaria sono di fatto finalizzati e così destinati a investimenti ordinari e, come tali, non rispondenti a criteri di riproducibilità e sostenibilità.
Sulla base di queste considerazioni, di concerto con il Sindaco, la Giunta e la maggioranza consiliare tutta, è stato a suo tempo deciso, nelle more dell’espletamento di tutte le attività burocratiche e amministrative comunque necessarie all’avviamento, di rivedere almeno la parte relativa all’efficientamento energetico pari ad euro 7.500.000 quasi la metà dell’intera spettanza del Comune di Rende.
Nell’anno 2020, ed in particolare nel secondo e terzo trimestre, è stato avviato e pure formalizzato un lavoro di riprogrammazione dei fondi per l’efficientamento energetico, peraltro del tutto insufficienti rispetto al fabbisogno dell’intero territorio comunale, che, alla luce degli ultimi atti amministrativi assunti e resi pubblici sui canali ufficiali, risulta essere stato vanificato a dimostrazione ed ulteriore riprova di un agire politico e amministrativo confuso e confusionario, pessimo nella strumentalizzazione del pubblico denaro.
Detto lavoro, a tutt’oggi disponibile e immediatamente fruibile nell’interesse esclusivo della collettività rendese, prevede, da un lato la liberazione delle citate risorse per euro 7.500.000 così utilizzabili per altri investimenti oggi più che mai indispensabili per il sostegno sociale e la ripresa economica, dall’altro l’attivazione di un progetto di finanza su iniziativa pubblica del valore di circa 15.000.000 per l’efficientamento energetico, l’ammodernamento della pubblica illuminazione e la copertura integrale del territorio comunale in relazione al fatto che esistono zone urbanizzate ancora al buio.
A fronte di una spesa energetica storica di circa 2.500.000, il progetto così come concepito si fonda sul principio dell’autofinanziamento con un risparmio stimato di ben oltre il 60% del costo attuale in grado di ripagare l’investimento e remunerare l’operatore privato legittimamente selezionato in un arco temporale di 15-20 anni nonché generare un ulteriore beneficio in termini finanziari mediante liberazione di risorse proprie di bilancio impiegabili per il rispristino di qualità e quantità dei pubblici servizi.
A tutto ciò va poi aggiunto che nel medesimo progetto è prevista l’implementazione dei servizi di smart city, con particolare riguardo a quelli di presidio, controllo e sicurezza del territorio comunale altrimenti irrealizzabili così rendendo inutile e sterile l’ennesimo Consiglio Comunale annunciato a breve sul tema.
Qualcuno mai dei soggetti istituzionalmente facoltizzati spiegherà ai cittadini rendesi il perché di quest’altra storia, occasione persa a danno della comunità o peggio ancora?

Pierpaolo Iantorno
Ex assessore comunale di Rende