Spirlì e il “rosso” dietro l’angolo, «i dati stanno peggiorando…»

Il governatore della Regione: lunedì stati genarali con tutti, la decisione deve essere totalmente condivisa. «La campagna vaccinale? Problemi come ne hanno avuti tutti, ma ne stiamo uscendo». «L'irruzione di Morra all'Asp di Cosenza? Morra chi?». «Con il commissario alla Sanità, finalmente, esiste il dialogo in Calabria. Oliverio e Scura non si parlavano nemmeno. Bevere? Accolgo l'annuncio che non sarà più tra noi...». «Santelli il miglior politico che la Calabria abbia mai avuto...»

Allora presidente, la Calabria si può tingere di “rosso” lunedì? Ci sono particolari indici che la preoccupano?

«In questo momento la Calabria registra degli indici abbastanza alti. Quasi tutti. Ma quello che preoccupa di più è il contagio tra i più giovani, da zero a 18 anni. Crescono di giorno in giorno i Comuni sottoposti a maggiori restrizioni in pieno accordo con il dipartimento prevenzione delle Asp. La pandemia in Calabria, purtroppo, sta evolvendo al peggio. Lunedì è in programma una riunione generale, alla quale parteciperà non solo l’unità di crisi al completo (con i commissari di Asp e aziende ospedaliere) ma ci sono anche i sindacati, i rappresentanti delle categorie delle professioni, delle imprese, l’Anci, la conferenza episcopale, il presidente del consiglio regionale, i capigruppo di maggioranza e opposizione. Ci saranno tutti i rappresentanti di tutto quello che si può rappresentare in Calabria. Proprio per evitare polemiche. Voglio sentire tutti, come ho sempre fatto. Ma stavolta proprio tutti tutti perché il momento lo richiede. La decisione deve essere assolutamente condivisa».

Ma il “corpo a corpo” tra le sue ordinanze sulle scuole e il Tar solerte ad accogliere i ricorsi degli “oltransisti della presenza” si ripeterà ancora? Lei che idea s’è fatta su questa singolare ma spinosa vicenda?

«Non l’ho mai considerato un “corpo a corpo”. Quando si tratta di istituzioni non c’è e non può esserci nessun “corpo a corpo”. Mi auguro che nessuno lo abbia mai sentito come un “corpo a corpo”. Una cosa però è giusto sottolineare. Le ordinanze fin qui emesse erano dovute perché la previsione e quindi la prevenzione sono assolutamente da prendere in considerazione in Calabria. Proprio perché la nostra sanità non somiglia, purtroppo, a nessuna delle altre sanità regionali d’Italia. La nostra sanità ha un “patimento” che è ultraventennale, tutti quanti lo sappiamo questo. Il commissario Longo ha ereditato un dramma non suo e per questo, come Regione Calabria, gli stiamo a fianco anche se avremmo potuto starne distanti. In Calabria prevedere e prevenire piuttosto che curare è un dovere, dal momento che conosciamo le condizioni in cui è ridotta la nostra sanità…».

Qual è la situazione attuale e di prospettiva a proposito della campagna vaccinale in Calabria? C’è qualcosa che non ha funzionato fin qui secondo lei?

«Tutte le regioni hanno fatto registrare debolezze e smarrimenti. La Calabria da 15 giorni, su mia proposta, ha attivato una unità di crisi regionale che si sta di volta in volta arricchendo di grandi professionalità. Il rapporto istituzionale e personale con Figliuolo, Battistini e Curcio ha dato una svolta in tal senso. La richiesta mia di intervento in ausilio ad una situazione di difficoltà regionale è stata accolta, difficoltà assolutamente prevedibili in un contesto di sanità “ferita” come è quella calabrese. Nei prossimi giorni il generale Figliuolo verrà ad ispezionare i vari siti vaccinali in Calabria, gli ho chiesto io di venire. Il governo ci aiuterà ma noi stiamo dando il massimo e stiamo vaccinando in misura considerevole. Stiamo vaccinando secondo l’ordine indicato dal ministero, per categorie. Ultraottantenni, fragili, forze di polizia, docenti e personale scolastico e a seguire tutti quanti gli altri. Seguiremo le indicazioni del governo per quanto riguarda le fasce d’età successive. Così porteremo avanti la nostra campagna vaccinale, al di là di qualsiasi polemica inutile e tipicamente preelettorale…».

Il senatore e presidente Antimafia Morra ha fatto irruzione all’Asp di Cosenza con tanto di scorta a chiedere documenti e vaccini per parenti ultraottantenni. Cos’è, pantomima del potere, abuso del potere o isteria preelettorale?

«Morra chi?»

Al di là dei ruoli istituzionali che rapporto ha con il commissario Longo? E con il dg Bevere? A proposito, queste voci che lo danno dimissionario posdatato…

«Il rapporto professionale e personale con il prefetto Longo è di grande collaborazione. E anche di grande disponibilità. Proprio questo procedere fianco a fianco sta portando dei risultati assolutamente imprevedibili e anche improponibili solo qualche mese fa. Diciamocela tutta, Oliverio e Scura non si parlavano nemmeno. Quindi Regione e “sanità” erano nemici. Oggi questa collaborazione invece, che dura dal primo momento, comincia a dare i suoi buoni frutti. Longo è qui da 3 mesi e i calabresi sanno che in questo tempo limitato non è facile cambiare tante cose. Però tutti sanno che ora c’è un clima diverso nell’universo sanità in Calabria. E anche il virus, ringraziando Dio fin qui, poteva mordere molto di più. I numeri della disponibilità di posti in terapia intensiva sono cambiati in questo anno. Gli ultimi 4 posti si sono aggiunti a Paola proprio qualche giorno fa. Al Gom di Reggio ne sono stati aggiunti 12, altri ne sono stati inseriti al Mater Domini di Catanzaro, altri ancora a Cosenza. Ovviamente molto altro ancora c’è da fare in questa direzione ma è chiaro che si combatte contro 20 e più anni di assoluto “silenzio” sanitario. Il baratro. Un ventennio che ha portato i “migranti della salute” calabresi ad andare fuori regione in misura maggiore rispetto agli altri angoli del Paese. Bevere? Accolgo la sua richiesta di terminare qui il suo mandato…».

Senta, ci tolga una curiosità. Ma è vero che lei custodisce dei segreti politici (e persino partitici) più o meno inconfessabili di Jole Santelli?

«Di Jole porto chiuso nel segreto del cuore un ventennio di amicizia personale e familiare. Porto il segreto di un rapporto intimo e fraterno che onestamente preferisco tenere nel tepore della famiglia e del sentimento. Per il resto non ci sono segreti politici o partitici, come li chiama lei, nella specchiata azione politica di Jole Santelli. Jole era “rivelata” per la sua gente, Jole si rivelava sempre e non aveva niente da nascondere. Da un punto di vista politico e partitico ritengo sia stato il più grande politico della nostra storia regionale. Con la sua spontaneità e l’amore verso la gente, iconografia di una leader in scarpe da ginnastica e abbigliamento “casual”, ha dimostrato quanto lei potesse essere vicina al calabrese di tutte le età e di tutte le appartenenze. Non c’è niente da rivelare di Jole rispetto a quanto non abbia fatto lei stessa per tutta la sua vita. La ricordo quotidianamente e tengo viva l’azione istituzionale di Jole fino all’ultimo giorno di questo mandato…».

do.ma.