Il “verbo” del Nazareno: Cosenza “palestra” del nuovo centrosinistra

Il commissario del Pd Miccoli interpreta e traduce sul campo le linee guida: per le Comunali campo allargato a tutti e coinvolgimento di più forze civiche. All'orizzonte il “piano per Conte”, la leadership a trazione civica che è l'unica ad aggregare e a battersela con il centrodestra

Tre indizi e un’unica prova, a questo punto. Dall’universale al particolare (cioà da Roma in giù e viceversa) è genesi del nuovo centrosinistra. Quello che è nelle cose ma anche quello che verrà, l’unico possibile e che non coltivi l’ambizione della sconfitta.

Tre indizi e un’unica prova, si azzera quasi tutto e si riparte daccapo. È un primo marzo mica banale quello che politicamente va agli archivi. Da Roma in giù, come a delineare la scacchiera della partita finale che è solo rimandata. Per cui ci sono i “generali” che scendono in campo, da una parte e dall’altra. E poi i “gendarmi” a tradurre il “verbo”. A Giorgetti, vero dominus della Lega che sa regnare, manca ancora la traduzione sul campo locale ma nel primo marzo che cambia e disegna la politica che verrà un segnale dall’alto parte, lo fa partire. Il governo Draghi non arriva oltre settembre, sentenzia il ministro. Quasi ad avvertire suoi e non suoi. Qui nessuno dorme e nessuno si fa cullare dalla cura “pandemica” di Mario Draghi e di Mattarella. È il primo di marzo ed è lo stesso giorno in cui (l’amatissimo) Giuseppe Conte riceve la formale investitura con un unico mandato in tasca. Ricostruire, selezionare, sedimentare e rendere funzionale l’anima spendibile dei Cinquestelle. Quelli che guardano al governo delle cose e non alla loro distruzione e senza perdere l’anima ribelle che viene dalla strada. Conte ha scelto, e chi per lui. Non solo non esce dalla politica ma ci entra ufficialmente. Ha scelto il suo marchio ma solo perché è gioco di squadra e che fa gioco alla squadra. Poche ore dopo, siamo sempre al primo di marzo, è l’anima pensante del Nazareno a “colorare” gli accadimenti, Goffredo Bettini. E commentando l’investitura “grillina” a Conte conferma, «non ci sono altre vie per il centrosinistra, Conte le incarna tutte e solo così si può costruire un campo da gioco vincente con il Pd perno centrale».

Dall’universale al particolare, ma molto particolare. Siamo sempre al primo di marzo, per intenderci. E nel giorno in cui Conte si fa interprete formale della sfida e Bettini lo “benedice” ecco che a Cosenza si disegna il primo perimetro del nuovo campo da gioco. L’occasione sono le Comunali di tarda primavera ma è evidente che lo schema è ripetibile, o anticipabile, su scala regionale dal momento che interpreta il “verbo” nazionale. È il commissario provinciale del Pd Miccoli a farsi “portavoce” della novità, ovviamente non prima d’essere o essere stato uomo di stretta “sorveglianza” del Nazareno e di Nicola Zingaretti. Della serie, non s’è mosso solo e non s’è inventato la luna ma ha “tradotto” però e non era per niente semplice. In un campo da gioco annichilito dalle divisioni e narcotizzato dai tavoli da remoto impiantati dal commissario regionale Miccoli ha piantato il “seme” della grande alleanza con tutte le forze del centrosinistra ivi comprese le espressioni e le sigle civiche. Tutte, o perlomeno quelle che ci stanno. Con un’unica richiesta preliminare, arrivare al “tavolo” senza pregiudizi né candidature precostituite o da “caminetto”. Palla al centro, programmi e poi i nomi che sulla carta sono tutti buoni. Per le Comunali di Cosenza ma evidentemente anche per le Regionali (a settembre) la strada è lunga, meglio lavorare di squadra. Questa l’unica formula del Nazareno con Conte sullo sfondo per la sfida nazionale che verrà. E questa, tra l’altro, è anche l’unica possibilità per vedere l’ex premier in campo a sostegno di ogni competizione locale in cui il centrosinistra avrà “meritato” il marchio…

I.T.