Tansi-de Magistris, il tandem che “pesca” (anche) nell’anti-Draghi…

In vista della nascita a Roma del governo di tutti, quello che poi rischia di accontentarne pochi, i due leader del civismo elettorale siglano un (difficile) accordo e accelerano sulla propaganda: l'ex pm correrà per la presidenza della Regione e l'ex capo della Protezione civile per la presidenza del consiglio. Sullo sfondo la caccia al serbatoio Cinquestelle e all'elettorato di sinistra. Rischio marginalità per il Pd

Non avevano nessuna intenzione di mettersi d’accordo e in ogni caso nessuna intenzione di farlo ora, al più avrebbero tirato le rispettive volate fino al giorno prima della presentazione delle liste, poi è chiaro che una riflesisone l’avrebbero fatta sia pure dall’esito non scontato. Ma hanno mostrato fiuto e mente lucida, Tansi e de Magistris. Oppure (ma non è in antitesi) c’è gente di peso (non per forza “civica”) che li consiglia per il meglio. E così a due passi dal grande accordo nazionale con tutti (o quasi tutti) dentro a sostenere Mario Draghi (della serie, più si è più stretti si sta e più gente incazzata c’è in giro) ecco che il polo civico di Calabria decide di fare gara assieme e di spiazzare il tavolo iniziando sul serio a dare le carte.

Fanno partita insieme Gigi de Magistris e Carlo Tansi e non era scontato per niente soprattutto dopo i nervi a fiori di pelle delle ultime settimane e le fuoriuscite dall’universo Tansi in direzione dell’ex pm e (ancora) sindaco di Napoli. De Magistris correrà per la presidenza della Regione e Carlo Tansi per la presidenza del consiglio. Un ticket dalla formulzione tecnicamente improvvisata, ai confini del razionale più che inedita. Ma politicamente d’attacco e con una lucida “scusa” che si presta per l’occasione, così nessuno scontenta la base del suo elettorato. È infatti Tansi che deve delle spiegazioni particolari ai suoi che l’hanno seguito fin qui e non da oggi, non era semplice motivare un ripensamento rispetto alla corsa per la Cittadella. Che però ci sta tutto. Tipo, siccome di diventare davvero governatore non se ne può parlare se non con il polo civico tutto unito e con altri miracoli ancora appresso e siccome l’unica cosa realmente “acchiappabile” è un seggio in consiglio tanto vale far vedere che si corre per una presidenza lo stesso, poco importa di quale Palazzo basta la nomination. Così la griffe è salvata, quella di Tesoro Calabria e della rivoluzione che viene dal Crati. E poi, vuoi mettere una corsa alla presidenza della Regione di Gigi de Magistris che può godere delle ospitate televisive nazionali gratuitamente visto che è un personaggio consolidato su scala?

È furba e politicamente d’attacco la pensata del duo che in un primo momento non s’è piaciuto per niente, vicendevolmente.

Incisiva la proposta che pesca nel mare del malcontento e che mette in secondo piano le differenze importanti che pure ci sono tra i due leader di questa tornata elettorale calabrese nel campo del civismo. Tansi pescava già di suo nelle onde in tempesta del “college” Cinquestelle, tutti quei voti di protesta che vorrebbero “vomitare” rabbia al solo pensiero di vedere nuovamente Di Maio in un governo con Salvini e con il top dei banchieri continentali al timone. De Magistris idem più “patate”, nel senso che la sinistra ideologicamente estrema che già “stuzzicava” di suo ora si sente legittimata a usare la Calabria come laboratorio su scala nazionale. Della serie, vuoi vedere che si gioca tra il Pollino e lo Stretto la prima (piccolissima) verifica ad aprile (se mai si voterà) per il governo del grande accordo con Draghi?

Tansi e de Magistris si mettono insieme ora (tre liste e una quarta in rampa di lancio) proprio per questo. A tratti qualunquista il verbo di propaganda ma assolutamente fine la pensata nel marketing politico. E soprattutto incisiva perché mette in un angolo altre iniziative nel campo del centrosinistra. «Si discuteva di fare un passo indietro o un passo di lato: io penso che oggi si faccia un passo in avanti per la Calabria – dice Gigi de Magistris -. Accanto a noi vedrete storie di persone credibili e non troverete nelle nostre liste donne o uomini dal pensiero unico. Nel nostro programma – ha continuato – c’è un grande rispetto per il ruolo del sindaco, che non è di opportunismo. Saremo un governo regionale con una forte visione dell’amministrazione dal basso. I calabresi sanno che votando noi avranno un’alternativa come momento di rottura del sistema e capacità di governo. Questa non è una crociata contro i partiti – continua anche un po’ “mentendo” de Magistris – ma una seria alternativa a ciò che è stato fino ad oggi. Si tratta di rompere il sistema e da oggi lavoreremo per allargare la coalizione. I finanziamenti che arriveranno in Calabria serviranno a determinare il futuro di questa terra per i prossimi 40 anni».

«Proponiamo un modello diverso: in Calabria servono due presidenti – “entra” invece Tansi che sa bene che è quello che deve più spiegazioni al suo campo da gioco – quello della giunta e quello del gonsiglio, che deve avere un rilievo. Io sarò il presidente del consiglio e Luigi de Magistris il presidente della giunta». Che poi, al di là delle velleità nei proclami, significa mediaticamente che nessuno dei due s’è messo da parte. «Non ho dormito per notti – ha aggiunto ancora Tansi – perché era una decisione fondamentale il dover unire queste due energie che sono accomunate dal colore arancione. Mettiamo in gioco due forze importanti, la mia coalizione e le forze di de Magistris, espressioni di civismo puro e sano».

Tansi che non risparmia un siluro che va dritto al Nazareno, come da “il Fatto di Calabria” svelato come retroscena un po’ di tempo fa…«Mi hanno anche offerto un incarico di prestigio a livello nazionale (Protezione civile, ndr), solo per farmi rinunciare, ma io ho rifiutato…».

Già, il Pd. A tutti gli effetti, al momento, il terzo incomodo (autoridotto alla marginalità di prospettiva in Calabria). Perché con l’elettorato Cinquestelle decisamente più attratto dalla reiterata protesta che prefigura il tandem Tansi-de Magistris e con il suo di elettorato che ancora deve consumare le intifade del passato altro non gli resterebbe, sulla carta, che ingaggiare un volto spendibile per arrivare terzi. Con Tansi, perché no, presidente del consiglio stavolta “concesso” democraticamente all’opposizione…

I.T.