Superamento (o dialogo): c’è un “Pd” non ostile a de Magistris…

 Il Nazareno tramite “Repubblica” fa filtrare che la posizione più debole in partita è proprio quella di Nicola Irto, al momento. Mentre il sindaco di Napoli passa dal Tirreno cosentino alla Locride spaccando il centrosinistra. Il caso di Acri dove il sindaco dem invita l'ex magistrato all'inagurazione del museo del Risorgimento...

Al più superarli tutti e due. Al più. Tanto de Magistris quanto, soprattutto, Irto. Sperando di pescare meglio sia sul piano politico che civico così da far innamorare pure i Cinquestelle al progetto.

È “Repubblica” a disegnare la volontà poco recondita del Nazareno alle prese (quando si voterà, non certo ad aprile) con le urne di Calabria. Test insidioso ma espositivo e comunque da non battezzare come il primo turno regionale in cui si predica bene (a Roma) e si razzola al contrario (localmente). Cioè a dire intergruppo unico in Parlamento tra Pd e Cinquestelle (e Leu) e poi ognuno per fatti suoi verso la Cittadella di Germaneto secondo candida deduzione dello stesso Irto e persino, tra le righe, di Nicola Oddati («non è automaticamente trasferibile localmente l’alleanza nazionale»). E invece, evidentemente, c’è un bel pezzo di Nazareno che la considera per forza, l’alleanza, «automaticamente trasferibile» e “Repubblica” di buon mattino ne descrive le movenze.

Prima esaltando per “descrizione” l’irruzione in campo calabrese di de Magistris, capace di spaccare il centrosinistra di fatto mettendo in un angolo velleità e progetti del Pd. Rendendolo marginale in materia di competitività. Poi addirittura delineando il possibile superamento dello stesso sindaco di Napoli (e di riflesso quello scontato e meno “costoso” di Irto) attraverso una proposta allettante per tutto il centrosinistra sul piano politivo e civico, una di quelle “che non si possono rifiutare” giusto per parafrasare Al Pacino. Un nome e un profilo (da spalmare con calma anche perché si vota a luglio o ad ottobre) in grado di coinvolgre d’ufficio i Cinquestelle. Strada non semplice, questa, nel suo insieme. Non è affatto detto infatti che il sindaco di Napoli e il polo civico in mano a Tansi siano disposti alla retromarcia. Ma secondo le linee guida del Nazareno tradotte da “Repubblica” è questa la via maestra del Pd che non vuol perdere in Calabria ancora una volta prima di gareggiare. Superare (anche) de Magistris ma di certo non solo lui, pare di capire. Anche perché, nel frattempo, il sindaco di Napoli cammina nelle contrade, evidentemente proteso però al rallentamento dei tour una volta che verrà ufficializzato il rinvio del voto. Passa dal Tirreno cosentino alla Locride, dallo Stretto al Pollino. Dalla visita ad un centro di recupero culturale per immigrati a Belmonte alla “patria” del multicolor nei paraggi di Mimmo Lucano. Non disprezzando colline e alte colline. Tutt’altro, se è vero come è vero che il sindaco di Acri Pino Capalbo, ovviamente del Pd, lo ha invitato il 27 febbraio all’inaugurazione (assieme al primo cittadino di Sapri) del museo del Risorgimento. Lo stesso sindaco di Acri che nei giorni scorsi ha griffato un appello a tutto il campo del centrosinistra. Un appello disegnato per l’unità da perseguire a tutti i costi, anche attraverso un referendum tra i sostenitori di Irto o di de Magistris. Della serie, vediamo online chi ha più seguito e filo da tessere ma purché si resti uniti e purché non si consideri per forza de Magistris un “nemico” o magari uno “straniero”. Nessuno è “nemico” o “straniero” per definizione in questo campo da gioco…

   

                                                                                                                    I.T.