Nel governo Draghi un solo sottosegretario calabrese

La pentastellata Dalila Nesci (delega per il Sud) l'unica ad entrare nell'esecutivo

Tensioni tra il Pd e Forza Italia, con i primi che non accettano di avere lo stesso numero di sottosegretari dei berlusconiani. Tensione tra Pd e Cinquestelle, con i primi che non accettano la netta superiorità numerica (quasi il doppio) assegnata ai grillini. E tensione generalizzata con la Lega che pretende in qualche modo il sottosegretario agli Interni che secondo alcune versioni Draghi non vorrebbe assegnare a nessuno mentre secondo altre sarebbe indirizzata proprio verso un esponente del Carroccio.
È la notte del “manuale Cencelli”, il primo segmento di potere spartitorio con cui Mario Draghi deve per forza “sporcarsi” le mani con la politica dei partiti e scendere dal pulpito europeo del salvatore della moneta. Il Consiglio dei ministri iniziato tardi, sospeso, poi ripreso e poi a quanto pare concluso nuovamente ha una lista forte di sottosegretari ma anche alcuni nomi da limare. Con un’unica notizia di rilievo per la Calabria, a bocca asciutta in termini di ministri e quasi asciutta anche in termini di sottosegretari.
A quanto pare un solo ingresso è previsto nel governo per i conterranei. Quello destinato alla pentastellata Dalila Nesci che dovrebbe accompagnare Mara Carfagna nel dicastero per il Sud.
I sottosegretari saranno 34: 11 del M5s, 9 della Lega, 6 del Pd, 6 di Fi, 2 di Iv, 1 di Leu e 1 del Misto. Emergono tensioni su alcune caselle e in particolare i dubbi M5s sull’editoria (che dovrebbe passare nelle mani di Forza Italia con Mulè), ma anche il nodo del ministero della Difesa al quale sarebbe stato assegnato un solo sottosegretario. C’è chi non esclude un rinvio a domani, ma fonti di governo spiegano che si punta a chiudere in serata.
Il capo della Polizia Franco Gabrielli diventa sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega ai Servizi segreti e alla sicurezza: è stato scelto direttamente dal presidente del Consiglio Draghi.
Per quanto riguarda il M5S dilaniato dalle defezioni degli ultimi giorni dovrebbe essere riconfermato Giancarlo Cancelleri alle Infrastrutture, Manlio Di Stefano agli Esteri, Pierpaolo Sileri alla Salute, Alessandra Todde allo Sviluppo economico. Tra le new entry: Anna Macina (Giustizia), Barbara Floridia (Istruzione), Ilaria Fontana (Ambiente), Dalila Nesci (Sud). L’escluso di lusso è Stefano Buffagni, viceministro uscente dello Sviluppo Economico, che a quanto si apprende sarebbe stato escluso per una sorta di compensazione fra esponenti provenienti dal Nord e dal Sud. Carlo Sibilia avrebbe pagato invece, sottosegretario uscente al Viminale, un tweet, poi rimosso: “Draghi andrebbe arrestato”, e che negli ultimi giorni avrebbe ripulito i suoi profili social. Il sottosegretario agli Interni sarebbe passato alla Lega con Molteni.
La Lega di Matteo Salvini avrà nove posti. I nomi che circolano, oltre a Molteni, sono quelli di Claudio Durigon, Massimo Bitonci, Vanna Gavia, Lucia Borgonzoni, Massimo Bitonci, Tiziana Nisini, Barbara Saltamartini. 
Mentre nel Partito democratico di Nicola Zingaretti — che dovrebbe avere sei sottosegretari — si puntano le fiches sulla novità Alessandra Sartore, assessore al Bilancio della Regione Lazio, vicina al segretario del Nazareno, che dovrebbe andare al ministero dell’Economia. Fra le new entry anche la senatrice Assuntella Messina in quota Emiliano. Dovrebbero essere confermate: Anna Ascani (Istruzione), Marina Sereni (Esteri), Simona Malpezzi (Rapporti col Parlamento). A quanto emerso sarebbe rimasto fuori Antonio Misiani che sarebbe dovuto traslocare al Mise. Di più: il Pd non dovrebbe avere alcun sottosegretario al ministero dell’Interno. Fuori anche il viceministro uscente Matteo Mauri. Vincenzo Amendola, che è fuori lista Pd, ma dovrebbe andare agli Affari europei anche per il lavoro svolto sul Recovery.
Ad Italia Viva due le postazioni assegnate: le indiscrezioni suggeriscono che potrebbero andare a Teresa Bellanova e Ivan Scalfarotto.
In Forza Italia ci sarebbero Giorgio Mulè, Francesco Paolo Sisto, Paola Binetti (in quota Udc), Gilberto Pichetto Fratin, Francesco Battistoni e Deborah Bergamini.

I.T.