L’Annunziata rimette in pista la Coopservice (che rischia l’interdizione…)

Proroga dell'appalto di pulizie fino a marzo alla società che però è sotto indagine proprio per presunta truffa ai danni dello stesso ospedale di Cosenza. In questi giorni la decisione del gip sul destino dell'azienda nel contrarre rapporti con gli enti. Sullo sfondo “l'alibi” del Lotto 10 di Consip...

Forzando un po’ la mano in termini di metafore è come ridare le chiavi dell’auto a quell’autolavaggio che potrebbe averti rubato la macchina che avevi prima. Non è certezza ma è fortemente indiziato. E nel dubbio devi pure pagargli il lavaggio per la nuova. Più o meno è andata così per l’ospedale dell’Annunziata di Cosenza. C’è una delibera fresca fresca a firma del nuovo commissario Mastrobuono (la 18 del 27 gennaio) che fa un po’ pari con la metafora dell’autolavaggio “sospetto”. Perché riaffida in proroga al colosso di settore Coopservice le pulizie per Annunziata e Mariano Santo fino al 31 marzo, il contratto è scaduto a fine dicembre. Per non inciampare nell’interruzione di pubblico servizio e perché qualcuno deve pur pulire e anche bene gli ospedali, si recita più o meno in delibera (circa 1,5 milioni di euro l’affidamento trimestrale). E poi perché, sempre facendo da “prosa” alla delibera stessa, c’è sullo sfondo il Lotto 10 di Consip (che comprende Calabria e Sicilia) che deve solo attivarsi e che in materia di pulizie sempre a Coopservice deve fare affidamento. Della serie, se tanto poi Coopservice è la vincitrice del lotto nazionale che comprende l’Annunziata che senso ha non prorogare il servizio dalla fine del contratto fino all’ingresso in partita del contratto nazionale? Già, in teoria non avrebbe senso. In pratica, però, un po’ di sensi (di colpa) possono essere legittimati a circolare perché Coopservice (a dar retta alla procura di Cosenza) un po’ di guai li avrebbe combinati proprio dentro l’ospedale dell’Annunziata. Incassando a dicembre 4 arresti domiciliari per alcuni dei suoi vertici aziendali, tutti confermati dal Riesame qualche giorno fa. E incassando pure una richiesta di interdizione per la società che è in “corso d’opera” nel senso che il gip di Cosenza Greco sta ultimando proprio in queste ore gli interrogatori prima di pronunciarsi (sono indagati anche 5 tra attuali ed ex dirigenti dell’Annunziata per i quali è stata pure richiesta la misura interdittiva). Nelle more è scattato il sequestro preventivo per Coopservice della cifra oggetto della presunta truffa fino al soddisfo, 3 milioni di euro. L’inchiesta della procura di Cosenza prende il via nel 2018 ma in realtà trova linfa già nel 2016 dopo un’irruzione dei Nas nelle sale operatorie dell’Annunziata. Le condizioni igienico- sanitarie all’interno dell’ospedale sono, a dir poco, fatiscienti e la procura guidata da Mario Spagnuolo punta a vederci chiaro. Ne viene fuori un fascicolo insidioso all’interno del capitolato d’appalto per pulizie e Oss. Con il monte ore per gli addetti che lievita a piacimento ovviamente a prescindere dal reale lavoro svolto. In alcuni casi si lasciano scope e stracci per passare a fare da Oss, con alcuni dipendenti della Coopservice ad assistere anziani ricoverati. Tra le ore per le pulizie sovradimensionate (l’accusa della procura) e le addette a fare poi da Oss all’occorrenza ne nasce un presunto raggiro ai danni dell’Annunziata di 3 milioni di euro. Da qui le misure cautelari domiciliari (confermate dal Riesame) e la richiesta di interdizione anche per il colosso emiliano nel campo dei servizi all’interno degli ospedali. In una intercettazione telefonica, agli atti dell’inchiesta, si fa anche riferimento ad una presunta tangente di 400mila euro che sarebbe stata spacchettata in altri rivoli e che riguarderebbe proprio l’affidamento dell’appalto oggetto di indagine (gli inquirenti ci stanno lavorando). Così come non è chiaro se nel corso degli interrogatori ai dirigenti ed ex dirigenti dell’Annunziata indagati siano emersi altri e più importanti elementi di possibile reato. Nell’attesa è imminente, come detto, il pronunciamento del gip a proposito dell’interdizione di Coopservice. Evidentemente però questo “quadro complessivo” non è sufficiente a scoraggiare un nuovo affidamento, sia pure solo per 3 mesi, proprio a Coopservice. Che può riprendere a fatturare all’Annunziata nel mentre gli inquirenti lavorano su una presunta truffa proprio ai danni dell’Annunziata stessa. Mastrobuono, evidentemente, si muove all’interno del formale affidamento che tanto poi la coop incasserà da Consip, a meno che non intervenga l’interdizione (rischio di cui però l’Annunziata è al corrente). Ma fuor di codici penali (che non dovrebbero essere in partita in questa delibera) una domanda (torniamo nella metafora) sorge più o meno spontanea: ma proprio non c’erano altri “autolavaggi” a cui affidare le chiavi dell’auto quando c’è il sospetto che proprio qui ti abbiano fregato quella di prima..? I.T.