La notte delle (5) Stelle

Dovrebbero essere una decina i senatori pronti a votare in modo differente rispetto a quanto chiesto da Crimi al momento della fiducia da accordare a Draghi. Bianca Laura Granato sospesa tra “no” e astensione. E Morra cosa farà? 

Prima di mezzanotte il voto “palese” al Senato da consegnare, o meno, a Mario Draghi e al suo nuovo esecutivo e c’è da scommettere che non sarà una serata né facile né scontata per il Movimento Cinquestelle. Da quanto si apprende (ma le evoluzioni sono continue e “portatili”) dovrebbero essere una decina i senatori del Movimento pronti a votare in modo differente rispetto a quanto chiesto dal capo politico Vito Crimi e dal presidente della Camera Fico. E cioè un voto netto in direzione del “si” e senza scorciatoie, perché «ogni altro voto sarà considerato in dissenso dal gruppo. Non sarà una fiducia in bianco ma vigileremo e combatteremo sulle cose che non andranno bene» sottolinea Crimi. Che poi rincara la dose a poche ore dal voto, «abbiamo risposto all’appello del presidente Mattarella, un appello a tutte le forze politiche, a mettere da parte le divisioni, le legittime aspirazioni, in nome di un’unità necessaria ad affrontare con maggiore serenità il momento emergenziale».

Ma i nodi al pettine, anche conditi di tecnicismo a Cinquestelle, restano tutti. Cosa vuol dire votare in modo differente dal rispetto al gruppo? Vuol dire forse che anche con l’astensione scatterà la sospensione o persino la cacciata dal Movimento? Oppure queste opzioni sanzionatorie varranno solo per il voto nettamente contrario, per il “no”?

La partita a Cinquestelle, la “notte” del dissenso, a ben vedere è tutta qui. Perché non è chiaro se la decina di senatori già pronti a non benedire Draghi siano anche disposti a farsi sospendere o cacciare dal Movimento. Tra questi, lo ha scritto lei stessa in un post, Bianca Laura Granato che non chiarisce però se voterà per il “no” o se si asterrà, ovviamente al netto della differenzazione politica rispetto al gruppo che resta intatta.

Mistero poi attorno a quello che farà Nicola Morra. Le sue ultime uscite mediatiche sono tutte orientate (e motivate) alla non benedizione del nascituro governo Draghi ma che formula adotterà per “contenere” il diktat di Vito Crimi? E poi, Crimi stesso, ha chiarito in modo definitivo se anche con l’astensione scattano ripercussioni disciplinari per i suoi?

L’incrocio, a ben vedere, non è né semplice né banale. Soprattutto per Morra che è anche presidente della commissione Antimafia. Eventualmente sospeso dal Movimento che gli ha assegnato il seggio potrebbe procedere anche a presiedere da “legittimato” l’Antimafia? Oppure Crimi riuscirà ad aggiustare più o meno tutto in queste ore. Adesione (per molti) forzata e disciplinata al governo e dissenso (gratis e senza conseguenze) di una decina di senatori?
La notte, per quanto lunga, finisce prima o poi…

I.T.