Tansi non cede, sullo sfondo prime “frizioni” con de Magistris

Il leader di “Tesoro Calabria” e del polo civico che ha ottenuto già un buon risultato alle Regionali di gennaio non sarebbe disposto a lasciare la corsa per la presidenza al sindaco di Napoli. La “calabresità” d'appartenenza l'incrocio fondamentale

Carlo Tansi non sarebbe disposto a cedere il passo a cuor leggero a Gigi de Magistris nella corsa alla presidenza della Regione in nome e per conto del polo civico che ha contribuito a predisporre nella sua genesi. Anzi, probabilmente non sarebbe disposto affatto, non solo a cuor leggero. Tandem sì, dal punto di vista teorico. Condivisione del progetto rivoluzionario pure. Ma davvero troppo presto e persino troppo improvvisato e mal gestito sarebbe allo stato il “ritiro” di Carlo Tansi dalla corsa, non foss’altro perché è lui il pioniere del “polo” da queste parti. Non solo per chi da anni ormai segue la rotta dell’ex capo della Protezione civile calabrese, che naturalmente non si augura di non vederlo direttamente in campo per la Cittadella. Ma anche, se non soprattutto, per Tansi stesso che al progetto della corsa a presidente ci lavora da molti mesi e che non immagina di dovervi rinunciare per “devozione” se non del tutto per “colonizzazione”. Il punto, nella sua essenzialità, rischia di essere molto semplice. Tansi ha arato a dovere il terreno del malcontento di Calabria e sa bene che molta dell’acqua al mulino della “rivolta civica” è merito suo. Sa anche bene che non basta questo per diventare governatore ma sa persino meglio che un conto è l’inclusione dentro un progetto che non prevede al momento comparse e protagonisti altro è doversi fare da parte oggi piuttosto che domani. Con tutto quello che questo significa in termini di lavoro dentro e dietro le sigle e le liste già pronte e con tutto quello che questo significa in termini di risposte da fornire a chi ha creduto nella sua corsa a presidente. Detta in altri termini Tansi allo stato attuale non troverebbe né ragoni formali né sostanziali per stendere un tappeto tutto rosso a de Magistris del tipo, io sono arrivato fin qui (che non è poco) il resto fai tu. Evidentemente non solo per una subalternità nella corsa a presidente che Tansi sente di non meritare per principio, non adesso perlomeno e a carte del tutto coperte al tavolo da poker. Ma anche per una difficile lettura da fornire ai sostenitori della prima ora di Tansi stesso e che non soco pochi, un numero importante già in campo alle Regionali di gennaio e ormai essenziale per poter correre con speranze di vittoria finale. Della serie, che gli diciamo ora? E che gli diciamo ora soprattutto perché si tratterebbe di lasciare il passo a chi, in direzione della Cittadella della Calabria, non è calabrese? Sarebbe questa la grande difficoltà “trasmissiva” nel messaggio da infondere dentro e fuori il “pianeta Tansi”, compreso Tansi stesso ovviamente. Che probabilmente è il primo che non accetta di doversi per forza fare da parte concededendo la leadership della piattaforma “rivoluzionaria” calabrese a chi calabrese non è. Da qui, pare, i primi screzi, le prime “frizioni” tra i due mondi e i due concorrenti. I primi “rumori” nelle compagini e nelle ipotetiche liste. Le prime rumorose rotture. Il perchè è tutto sommato non difficile da immaginare. Ha a che fare con l’acqua e il mulino. E ha a che fare con chi l’ha portata fin qui, l’acqua, e con il mulino che d’un tratto deve per forza parlare un’altra lingua… R.D.N.