«Pignatone ha bloccato Gratteri (anche) per la procura di Reggio»

Emergono altri particolari e retroscena dal libro intervista di Luca Palamara, il “trainer” degli intrighi e delle trame in magistratura

C’è un pertugio, «un varco» come lo chiama Luca Palamara. A cui è stato affidato un incarico dal “Sistema”, «dovevo portare a Roma Michele Prestipino. Studio la pratica e il varco c’è. Bisogna lavorare al gioco di incastri per eleggere il nuovo procuratore di Reggio Calabria, quello che deve prendere il posto lasciato libero da Pignatone». E qui, su questa partita lungo lo Stretto, l’attuale procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri conosce un altro (il primo) dei “muri” che non è stato possibile scalfire. Ambisce anche lui a dirigere la procura dello Stretto dopo Pignatone, Gratteri. Ma il capo uscente non gradisce e parte un altro progetto.
Emergono altri retroscena e particolari inediti (ammesso che sia tutto vero) dal libro intervista di Alessandro Sallusti a Luca Palamara, considerato il “trainer” degli intrighi e delle trame in magistratura. Pignatone vuole sostanzialmente scegliere il suo successore a Reggio, secondo Palamara. «In campo ci sono Federico Cafiero de Raho, procuratore aggiunto a Napoli, e due dei vice di Pignatone a Reggio Calabria, Nicola Gratteri e lo stesso Prestipinto. Sondo le intenzioni sia di Gratteri – racconta Palamara – sia di Cafiero de Raho, quest’ultimo fortemente sponsorizzato dalla mia corrente Unicost di Napoli, che pensa di poter colonizzare la Calabria…». E dopo aver sondato a dovere tutti e due, evidentemente, Palamara capisce bene chi può diventare procuratore a Reggio e chi no. «Durante una colazione a casa della giornalista Anna La Rosa – continua Palamara – spiego a Gratteri le difficoltà che sta incontrando la sua candidatura; gli confermo che ha sì l’appoggio di Magistratura indipendente, ma è avversato da Magistratura democratica e soprattutto non è in cima ai pensieri di Pignatone, in quale sta manifestando in più sedi, anche al Csm, una forte volontà di scegliersi sia il vice a Roma sia il succesosre a Reggio. Gratteri, che conosco dai tempi del mio esordio in magistratura, reagisce male e non accetta quella che ravvisa come una mancanza di fiducia nei suoi confronti. Il derby è quindi tra Prestipino e de Raho. Pignatone preferirebbe Prestipino a Reggio Calabria. Ma la corrente napoletana di Unicost, come dicevo, spinge molto per Cafiero de Raho…». E Cafiero de Raho sarà, anche dopo l’ultimo tentativo di farlo desistere (Palamara lo invita ad un incontro e lo incoraggia a lavorare su Roma). Ma a Reggio ci andrà proprio lui, Cafiero de Raho. Che Pinganone non avrebbe preferito come suo successore ma meglio lui che Nicola Gratteri, «non è in cima ai suoi pensieri». Palamara, che conosce bene Pignatone e le sue movenze («ha sempre pensato di cambiare l’agenda della procura di Roma, ma Mafia Capitale è andata male in Cassazione…») e che per certi aspetti ne rimane stupito da alcune sue evoluzioni («un giorno mi comunica che è intenzionato a prendere parte ad un convegno del Pd, io glielo sconsiglio ma lui ci va lo stesso…») non si sottrae al “progetto” di contribuire alla scelta del successore a Reggio a partire dalle richieste dell’uscente. Su Gratteri il veto riesce, su de Raho meno…

RdM