Verso urne di fine marzo (ma la Lega frena…)

Spirlì scriverà al governo (Fraccaro e Boccia) prendendo atto della proroga della pandemia. L'ultima domenica del mese la probabile data utile. Il Carroccio però resta fermo sulla data del 14 febbraio nel mentre regna la grande ipocrisia nel giorno di Jole

Nelle prossime ore toccherà a Nino Spirlì usare la carta intestata della “proposta” formulando una specie di via di mezzo al governo (i ministri Fraccaro e Boccia hanno il compito di gestire la “cambiale” Calabria). Più o meno questo il tenore della formalità istituzionale che si accinge a inoltrare. Dal momento che la proroga pandemica è di fatto in essere, nelle cose, ed è di pertinenza del governo non sarà mica il caso di prendere in esame lo slittamento del voto calabrese allungandolo (per esempio) a fine marzo? L’ultima domenica, il 28, sarebbe stata già individuata come possibile data utile. Sottile e tattica la mosxsa di Spirlì. Non si assume la diretta responsabilità del rinvio delle urne (cosa che gli mette frontalmente contro una parte di Forza Italia, ovviamente da Roberto Occhiuto a scendere ma anche Fdi) ma di fatto getta le basi perché il voto sia fatto slittare lo stesso sia pure su decisione del governo. Spirlì alza la palla e il governo schiaccia, se è possibile usare la metafora sportiva in movimento. Anche perché, di fatto, un altro paio di mesi sul trono di Calabria a Spirlì non dispiacciono affatto senza contare che una campagna elettorale a gennaio in probabile zona arancione si mostra per davvero impraticabile e da tutti i punti di vista.
E così un po’ il virus, un po’ il posizionamento di parte del governo e un altro bel po’ il tatticismo non all’unisono della maggioranza che guida la Cittadella fatto sta che fino a fine marzo non dovrebbero aprirsi seggi in Calabria. Questo almeno l’orientamento di Spirlì che però farà in modo che il “cerino” lo tenga tutto in mano il governo, così da gestire pure la cera che si scioglie e che brucia. Non fosse altro perché fa gioco così, più o meno a tutti. Forse anche alla Lega in consiglio regionale che così ha gioco facile nel rimanere “dura e pura”, sopra il tavolo. In una breve nota il gruppo consiliare del Carroccio fa sapere che «nonostante le diverse indiscrezioni che sembrerebbero delineare la possibilità di un rinvio delle elezioni in Calabria, come Lega si ribadisce, in maniera netta e senza alcun tentennamento, la necessità di recarsi alle urne il 14 febbraio per consentire il rinnovo del Consiglio regionale. Questa, infatti, è la prima data utile ed è per noi l’unica da tenere in considerazione, poiché, come d’altronde scaturito nel corso dell’incontro di fine ottobre, tenuto in capitale, con il nostro segretario Matteo Salvini, è doveroso dotare la Calabria di un governo che possa esercitare al pieno le sue funzioni. Anche il bilancio dell’Ente che sarà in approvazione in quanto oggetto dell’imminente riunione del Consiglio, è stato redatto in maniera prettamente tecnica proprio in virtù di un voto da esercitare il prima possibile nell’interesse dei calabresi ed anche dell’amministrazione regionale». Tatticamente ci sta. Della serie, noi non abbiamo mai paura delle urne ma se poi Spirlì parla col governo e questo decide di rinviare…
Del resto è al tavolo della consapevole e condivisa ipocrisia che si gioca la partita, tutta la partita. A destra come a manca, dentro il governo regionale così come in quello nazionale. Ipocrisia che diventa “icona” proprio nel giorno di Jole, l’intitolazione del Palazzo della Cittadella in sua memoria e per sempre, dice Spirlì. È più o meno metà settembre quando nel corso di un comizio nella Piana di Gioia Tauro (siamo a Taurianova) Roi Biasi prefigura proprio per Spirlì mesi di comando regionale. Gli scappa che di lì a poco Santelli dovrà assentarsi per cause di forza maggiore. Sono le settimane e i giorni del fantomatico viaggio in America di Santelli per ragioni di salute, il cortile urticante e vagabondo della politica conterranea ne ha fatto chiacchiere da luglio su questo. Finché ad un certo punto Santelli stessa s’è scocciata e per smentire voci che la davano Oltreoceano si fa immortalare in campagna elettorale in Calabria. Contro prefiche “greche” e di coalizione. Quando Roi Biasi prefigura a settembre il regno imminente di Spirli (per ragioni di salute di santelli) c’è pure lui sul palco, l’attuale facente funzioni. Non pare si ia arrabbiato molto o che abbia ripreso il collega di partito. Ma tant’è. È nel regno della reciproca e condivisa ipocrisia che si tagliano nastri e si piangono lacrime. Anche perché il “peccato originale” è da rintracciare proprio all’atto della candidatura di Jole alla presidenza della Regione. Pezzi della “sua” Cosenza, e di Forza Italia, minacciano persino scissioni e corse solitarie. Poi il mestolo che gira, il potere, la tragedia, le lacrime. Ma la memoria non è corta per tutti…

I.T.