Vedi Napoli e poi…

Il destino del centrosinistra calabrese in vista delle Regionali legato a doppio filo alle tattiche per le Comunali del capoluogo campano. Dove si fa di tutto per piazzare bandiere di peso e rinsaldare l'alleanza con i Cinquestelle. Il resto, poi, come viene viene. Gran regista Nicola Oddati (nonostante il commissario Graziano...)

Ad un certo punto, dentro uno schema tipico da prima repubblica con lottizzazioni di basso profilo, è venuto fuori prima il nome del possibile vicepresidente che quello del presidente. Una specie di partita di calcio con il campo ma senza il pallone. Paradossi di Calabria ma anche conseguenze illogiche del “disegno” del commissario (?) del Pd Stefano Graziano. Che nel corso dell’ultimo tavolo surreale e da remoto, di domenica, ha sparato il suo progetto per le Regionali. Un candidato presidente “politico” in quota Pd e un vicepresidente Cinquestelle o civico ma in quota comunque pentastellata. E, se possibile e ove necessario, con formulazione anche double fauce e cioè al contrario con presidente civico o Cinquestelle e vice Pd. Schema alla lavagna in stile “allenatore nel pallone”, con il “5-5-5” di Banfi alias Oronzo Canà. Ma siccome sopra il tavolo (sotto, invece, c’è) manca il nome del presidente ad un certo punto si è iniziato a parlare del vice, come se una ditta di costruzioni iniziasse dalle mansarde degli edifici. Premono il mouse Pietro Tarasi e Angelo Broccolo e fanno il nome di Anna Falcone come vicepresidente in quota civica e certamemte non ostacolata dai Cinquestelle. Ed è qui che la riunione da remoto si interrompe bruscamente e viene rinviata a data da destinarsi. Per almeno un paio di ragioni, giura chi s’è sacrificato ancora una volta online. Perché di “civico”, Anna Falcone, avrebbe poco o nulla se è vero come è vero che è stata nominata in passato portaborse di un consigliere regionale non prima d’essere stata persino espulsa dal Partito socialista. Senza contare, altra ragione alla base del rinvio d’imperio del tavolo da remoto, che Anna Falcone è figura assai vicina a Gigi de Magistris nonché membro del Cda di Bagnolifutura spa su indicazione proprio del sindaco di Napoli. Un po’ troppo, questo il sentore comune online della riunone. Tanto che ad un certo punto qualcuno inizia a messaggiarsi in privato. «Ma come, de Magistris alla presidenza e Anna Falcone vice? Ma a che gioco stiamo giocando?».
Già, chissà a che gioco si sta giocando sulle ceneri di un centrosinistra di Calabria in modalità “subappalto”, gestione esternalizzata. Oppure al contrario, il gioco, più d’uno lo ha capito benissimo così come ancora più chiaro è l’identikit del vero “commissario” del Pd di Calabria, dietro il volto (magari anche a sua insaputa) di Stefano Graziano. È Nicola Oddati, secondo “l’umore” più smaliziato del tavolo, il vero “mazziere”, quello che sta provando a dare le carte. Con o senza la piena complicità di Stefano Graziano, il (formale) commissario del Pd. I due non vivono di apparente conflittualità ma si sa come vanno queste cose, la spunta chi ha lo sguardo più lungo e le entrature più affinate. E sullo sfondo, nel collegio parlamentare di Calabria designato al “pensionamento” blindato di un Pd magari catapultato, c’è spazio al massimo per uno solo. A buon intenditor…
Sarebbe proprio Oddati ad aver puntato dritte le antenne su Gigi de Magistris, con o senza obbligo di incasso nel senso che non è dato sapere al momento se l’ex magistrato sarà o meno il candidato del centrosinistra per la presidenza della Regione Calabria. L’importante è coinvolgerlo e coinvolgere DeMa, il movimento del sindaco di Napoli. Che Oddati e Zingaretti non vogliono che sia ricandidato sotto il Vesuvio ma non vogliono nemmeno averlo contro, se a correre dovesse essere il presidente della Camera Fico o un ministro Cinquestelle o Pd. L’obiettivo “alto” è saldare con l’acciaio l’alleanza tra Pd e Cinquestelle e Napoli è tappa centrale, ovviamemte se si vince. A Oddati, in sostanza, sarebbe stato affidato il compito di ammorbidire de Magistris con suggestioni di Calabria (sue dirette alla presidenza, o con Anna Falcone vice) così da non averlo contro nelle urne napoletane. E nel “pacchetto” c’è far spostare il voto di Calabria a maggio, proprio insieme a quello di Pulcinella. E se la “ciambella” riesce con il buco chi potrà negare, magari, un collegio blindato per il Parlamento da “svernare” proprio in Calabria a chi ha realizzato il progetto? A missione compiuta, poi, tutto è possibile. Il resto, ma proprio tutto il resto, è costi quel che costi. C’è da illudere civismo e Cinquestelle di Calabria? Si può. C’è da sbarellare equilibri consolidati nel Pd conterraneo? Prego, chi se ne frega. C’è da cedere al populismo d’attacco? Avanti pure. C’è da prendere in giro un giovane-vecchio arnese dei Dem promettendogli che un giorno diventerà segretario regionale, dopo gli imbarazzi e gli inciampi giudiziari? Si può.
Tutto si può, sull’altare di “canta Napoli”. Oddati dà le carte e suona la tarantella. La ballano tutti gli altri a cominciare proprio da Stefano Graziano. Del resto, vedi Napoli e poi…(perdi)…

I.T.