Sponsor Cinquestelle per de Magistris (ma Tansi disegna la sua trappola…)

Il sottosegretario Orrico alfiere di un tentativo di superare il blocco così da unire il centrosinistra sterilizzato e dilaniato dai tavoli da remoto di Graziano. Il leader di "Tesoro Calabria", già candidato alla presidenza, sparge però subito benzina: ben venga, ma vediamo se candida ancora chi ha distrutto fin qui la regione...

De Magistris, giura chi a Napoli non ha mai rinunciato al sornione e buon caffè nemmeno in zona rossa, sta solo giocando alla fin fine. Al massimo sta alzando il prezzo. Poi però può anche succedere che sei costretto a recitare fino in fondo e se ti invitano al ballo finale e nessuno si alza, balli. Le indiscrezioni di stampa nazionale tirano reiteratamente “in ballo” il sindaco di Napoli nell’ottica di una candidatura alla presidenza della Regione Calabria, una specie di amarcord o di remake, “l’inquisizione 2”, dopo la stagione “indimenticabile” da procuratore a Catanzaro. E lui, il sindaco, non dice mai di no, ovviamente neanche di sì. L’idea lo stuzzica ma evidentemente stuzzica di più la posta da alzare nell’ottica di un ingresso parlamentare o di una ricandidatura proprio a Napoli, che è tutt’altro che certa. Nel dubbio però, l’ex pm, non si sottrae alle suggestioni e l’indiscrezione l’ha lasciata circolare, come fosse un lavoro in Calabria che deve solo essere metaforicamente e mediaticamente da completare. E che la “cosa” sia poi circolata sul serio, quasi quasi da acchiappare al volo così da tirare fuori dall’imbarazzo i partiti del centrosinistra diventati mummie dopo i tavoli da remoto di Graziano, prova ne è l’attivismo del sottosegretario Cinquestelle Anna Laura Orrico. L’esponente cosentina di governo sarebbe in prima fila, in queste ore, a tessere la tela per la candidatura di de Magistris in quota centrosinistra per la presidenza della Regione Calabria. Così da togliere dal grande imbarazzo i Cinquestelle (magari impedendo strani pensieri ad altri dello stesso Movimento…) e perché no, pure il Pd proprio di Stefano Graziano. Che sulla carta, da “notaio” del tavolo, non può mica sponsorizzare il nome del sindaco di Napoli ma se poi questo arriva dai Cinquestelle allora non si può fare altro che alzare le mani…
La “cosa” insomma sta “camminando”. Nata per gioco, o per trama, rischia di tornare utile, ovviamente sempre a prescindere dalla reale possibilità di vittoria. E a metà strada tra convenienze del Pd romano e napoletano (la progettazione di far fuori gran parte della regnanza locale del partito) unite a quelle di parte dei Cinquestelle (che con Orrico o Ferrara puntano come minimo a fermare Morra) la “cosa” di de Magistris cammina. E il primo che se n’è accorto, che “cammina”, è proprio Carlo Tansi. Fresco di tavolo abbandonato definitivamente perché all’alba di una seduta da remoto ha realizzato che altro non era che una trappola per lui. Tansi le liste le ha pronte e punta solo alla disunione del centrosinistra, poi gioca la sua partita. Ma la “cosa” di de Magistris ha fiutato che “cammina” e ha subito disegnato la sua trappola. Arriva l’ex pm rivoluzionario in Calabria? Ben venga, il senso della provocazione. Vediamo però se ha il coraggio di candidare (o di non candidare) tutti quei consiglieri regionali uscenti che invece io non volevo candidare. Se lo farà, giusto per riassumere, saremo con lui altrimenti… «Ho appreso dagli organi di stampa – scrive Tansi – che per la costruenda coalizione di centrosinistra Pd – Movimento 5 Stelle si potrebbe proporre candidato alla presidenza della Regione Calabria Luigi De Magistris, attuale sindaco di Napoli in scadenza del mandato decennale. In verità l’interessato non ha confermato ma non ha nemmeno smentito. La notizia non mi coglie né indifferente né impreparato, anzi, se l’attuale sindaco di Napoli volesse offrire – da una diversa prospettiva rispetto a più di dieci anni orsono quando rivestiva il ruolo di magistrato – il suo diretto contributo per favorire il riscatto sociale, civile e democratico della nostra regione, sarebbe già un primo passo verso la possibilità di un radicale cambiamento della gestione politica e burocratica che il Movimento Civico Tesoro Calabria auspica da tempo. Ma il problema principale resta il vero ed integrale ricambio della rappresentanza politica che andrà a governare la Calabria dai seggi del Consiglio Regionale, che è il motivo per cui sono stato costretto ad abbandonare il “tavolo di confronto” organizzato dal PD.
Vorrei chiedere a De Magistris se accetterebbe di guidare una coalizione avendo nelle liste ex Consiglieri Regionali, ex Assessori e uomini politici che ricoprendo incarichi di governo o sottogoverno, hanno contribuito alle attuali condizioni di sfacelo in cui è stata ridotta la Regione più bella ma anche più povera d’Italia. Mi riferisco esplicitamente ai consiglieri Guccione (che siede sugli scranni del consiglio regionale da ben oltre 20 anni!), Bevacqua, Irto, Aieta e affini, e a soggetti riferibili, a vario titolo a Incarnato, Adamo-Bruno Bossio, Sebi Romeo e affini…. e ad altri soggetti similari che in questo momento possono sfuggirmi.
Io mi sono rifiutato di accettare le candidature di tali soggetti e, dal primo incontro, ho precisato – ai rappresentanti del PD e agli altri esponenti convocati al “tavolo” – questa mia richiesta che, insieme alla scelta in tempi brevi di un candidato alla presidenza, ha rappresentato il motivo del mio definitivo abbandono del tavolo stesso, in quanto nodo principale mai sciolto all’interno di una coalizione regionale che aspirava a essere – ahimè solo a parole – erede naturale della migliore tradizione riformista.
Luigi De Magistris, qualora volesse candidarsi, dovrebbe chiarire il suo pensiero sull’attuale classe politica. Se anche egli dichiara, come ho fatto io, indispensabile l’esclusione dalle candidature degli attuali proprietari di scranni regionali che ho citato sopra, allora le possibilità di offrire un’alternativa seria e concreta di rinnovamento morale ed etica della classe politica calabrese, diventa più che concreta».

I.T.