«Pd irresponsabile, le modifiche al Mes compromettono il futuro dei cittadini»

La senatrice Cinquestelle Granato descritta come tra i parlamentari più intransigenti in vista del voto di mercoledì. «Non c'è nessun Aventino, siamo in tanti e lavoriamo per una sintesi nell'interesse della gente. E non è vero che qualcuno minaccia espulsioni, ogni deputato è libero». «L'alleanza con i Dem per le Regionali? È presto, e poi deve passare al vaglio degli iscritti»

Senatrice Granato, ovviamente è quasi una lotteria a tre giorni dal voto. Come finirà secondo lei mercoledì in Senato sulla riforma del Mes?
«Ancora nessuno può dire come finirà, dato che sono in corso i lavori per la scrittura della risoluzione di maggioranza. La condizione è che si trovi una sintesi che riesca a soddisfare i necessari presupposti di salvaguardia dei diritti dei cittadini non solo nell’immediato ma nel prosieguo, perché la ratifica delle modifiche di questo trattato andranno comunque oltre la durata di questo governo».

La stampa nazionale la descrive tra le più intransigenti e dure sulla vicenda, assieme a Barbara Lezzi. È così? Quali altri senatori calabresi del Movimento saranno secondo lei sull’Aventino?
« Io, la Lezzi e tanti altri parlamentari non siamo sull’Aventino, avremmo potuto più facilmente accettare acriticamente la sottoscrizione dell’accordo senza condizioni da parte di Conte, con minor danno e fastidio innanzitutto per noi. Invece stiamo lavorando per individuare l’atto di indirizzo da fornire al presidente del Consiglio che meglio rappresenti gli interessi degli italiani e che preservi il nostro Paese da conseguenze irreparabili che oggi non possiamo prevedere».

Ma qual è la vera posta in gioco di questa faccenda, come mai è diventata così centrale nello scenario politico? C’è dell’altro di sotto? C’è qualcuno che la sta usando strumentalmente ?
«È possibile che ci siano altri giochi o strumentalizzazioni da una parte e dall’altra, ma posso assicurare che quanto sta avvenendo in seno al Movimento non è dettato da fini che non siano quelli dell’interesse preminente della collettività».

Siete in riunione permanente nel Movimento. Si minacciano espulsioni ma c’è chi sta lavorando per farvi uscire solo dall’Aula al momento del voto. Che linea prevarrà alla fine?
«Non sono stata personalmente mai minacciata di nulla. Se lo fossi lo denuncerei senza indugio. Ogni parlamentare della Repubblica deve, specie in congiunture come questa, esercitare il proprio mandato in totale libertà per meglio tutelare gli interessi dei cittadini senza alcun condizionamento, fuori da ogni logica di partito».

Il Pd, con Delrio e Zingaretti, è fermo sul punto. Questa di mercoledì è una linea del fronte. Conte rischia secondo lei?
«Posto che noi siamo per l’estinzione del Mes perché strumento obsoleto e pericoloso, la riforma attuale del Mes espone a seri rischi il nostro Paese e per valutarne gli effetti bisognerebbe vederla associata alla definizione di altri due pilastri fondamentali, Bicc e Edis, condizione che chiediamo di porre nella risoluzione di maggioranza, in conformità con la linea dettata nelle altre 2 risoluzioni di maggioranza già votate con il Conte 1 e Conte 2. La congiuntura della sovraesposizione debitoria del nostro Paese causa pandemia che si sovrappone ad una situazione di conti pubblici già compromessi ci esporrebbe al rischio concreto del ricorso a questo strumento da una posizione di svantaggio con conseguente avvio di una politica di austerity che ricadrebbe su tutti i cittadini. Ritengo gravi ed irresponsabili le posizioni del Pd e dovrebbero risponderne ai cittadini. Purtroppo le posizioni di Zingaretti e Delrio non appaiono in tutti i loro risvolti poiché non è facile per chi è profano della materia penetrare i meandri tecnici della riforma del Mes. Perciò oggi si guarda all’effetto immediato della possibile caduta del governo, ma non è questo il punto all’ordine del giorno e guai se lo fosse».

È a rischio l’alleanza con il Pd alle Regionali?
«Ancora è troppo presto per dirlo. Vanno fatti tavoli di confronto innanzitutto di programma, di metodo e strumenti e poi qualsiasi ipotesi di alleanza deve essere sottoposta al voto degli iscritti».

D.M.