Fallisce la “trappola” di Maria Crocco, Longo ne esce “vivo”

Il neo commissario alla sanità di Calabria subisce un vero e proprio "agguato" da parte di Angela Adduce al tavolo periodico interministeriale che porta il suo nome. Forse ben istruita da «Maria» (Crocco...) è andata all'attacco ma il prefetto s'è difeso più che bene...

Come un invitato a pranzo al ristorante che (non per colpa sua) arriva dopo il dolce senonché escono tutti e il proprietario proprio a lui, invece, porta il conto. Per tutti e per tutto. E lo pretende pure, il conto saldato dall’ultimo arrivato che non ha toccato posate nel mentre (ben prima) s’è consumato un banchetto.
Più o meno questa sensazione deve aver provato il nuovo commissario alla sanità di Calabria, il prefetto Longo, nel corso dell’ultimo tavolo interministeriale che porta il nome di chi invece ha fatto da vero e proprio “pubblico ministero” nei suoi confronti. Già, proprio lei, Angela Adduce. Quotata e non da oggi nel “salotto” della regnanza sanitaria nazionale Adduce si è letteralmente scaraventata contro il commissario di Calabria di fresca nomina. Provando ad addebitare sul “conto corrente” del prefetto Longo più o meno tutti i disastri e le inadempienze dell’ufficio del commissario, quantomeno quelle più recenti. I numeri che non tornano, le perdite di esercizio, i Lea che non riescono a raggiungere nemmeno da lontano la quota di sicurezza. Longo al tavolo Adduce ha già subito il “cazziatone” dell’ufficio legale del ministero della Salute a proposito della proroga dei commissari di Asp e ospedali, secondo i tecnici del governo illegittimamente ancora al loro posto che invece dovrebbe essere occupato, nelle more di nuove nomine dopo pubblica selezione, dai dirigenti anziani delle rispettive aziende. Ed ha visto pure prefigurarsi per questo, sempre Longo, lo spettro della nullità degli atti che nel frattempo possono aver firmato i commissari prorogati, che al più ora come ora possono operare in regime di gratuità. Ma di certo non si aspettava, il prefetto più conosciuto come super poliziotto al vertice della sanità di Calabria, che proprio la “titolare” del tavolo interministeriale gli addebitasse colpe non sue e soprattutto che addebitasse a lui inadempienze di un Ufficio senza tirare minimamente in ballo chi, quell’Ufficio, lo frequenta da più tempo perché vice (si fa per dire) con Cotticelli. Della serie, perché portare il “conto” all’ultimo arrivato e non già a chi a quel “banchetto” è seduto da più tempo?
Il riferimento corre senza nessuna fatica verso Maria Crocco, la “Maria” del video sconcertante e fuorionda di Cotticelli che viene umiliato proprio dalla sua vice che lo minaccia e gli prefigura manette se continua a procacciare guai mediatici. A Maria Crocco, che conosce molto meglio di Longo le movenze dell’Ufficio del commissario di Calabria e che sa bene da dove e perché provengono le inadempienze e i deficit di bilancio, Adduce non chiede niente né formalmente né sostanzialmente. Lei sì, Crocco, come fosse solo di passaggio o ultima arrivata al “tavolo” mentre a Longo viene addebitato tutto il “conto” pur essendo arrivato da poche settimane. Lo scenario suonerebbe come minimo strano e paradossale se non si tenesse conto del consolidato e robusto legame che intercorre proprio tra Adduce e Crocco, rafforzatosi negli anni. E questo senza per forza dover dar spazio e risonanza a malelingue trasversali che descrivono il legale tra loro (ma non solo tra loro) persino inglobato all’interno di un progetto più complesso, una volta le chiamavano lobby le robe del genere e non per forza in senso negativo. Resta comunque il (mai smentito) rapporto tra le due al punto che non è diventato poi complicato far risalire l’attacco di Adduce a Longo, probabilmente, proprio ad una specie di “trappola” per il commissario ordita in Calabria e consumata al tavolo interministeriale. Persino nella sua formulazione più autorevole. Obiettivo? Presto per dire se fosse quello di far capire chi comanda davvero dentro l’Ufficio del commissario (Cotticelli non lo ha mai capito, per esempio, oppure ha fatto finta di non capirlo). Si voleva solo mettere in “riga” Longo? Chissà, al momento sono solo congetture. Certo è che qualunque fosse il “progetto” tutto si può dire tranne che sia andato in porto. E già perché il “super poloziotto”, al contrario, non solo ha risposto per le rime alle “accuse” di Adduce quanto, così pare, ha rimesso sempre la palla dall’altra parte del campo. Difesa e attacco. A tratti come se avesse intuito “il tutto” così da rispondere per le rime.
Se è così non sarà semplice assistere ad un altro fuorionda nel quale “Maria” si mostra il vero capo dell’Ufficio al punto da minacciare il commissario vero…

I.T.