Camera, passa il decreto Calabria bis

La Camera dei Deputati ha approvato il Decreto Calabria Bis sulla sanità con 246 voti favorevoli, 119 contrari e tre astenuti. Il provvedimento ora passa al vaglio del Senato.

Soddisfatta la parlamentare Dalila Nesci: “Sono intervenuta a nome del gruppo parlamentare del M5S – sostiene la Nesci – per sottolineare l’importanza di questo strumento d’urgenza. Ad oggi la sanità calabrese segna ancora un rosso di 160 milioni di euro, siamo in piena pandemia e sappiamo che la Giunta Regionale può operare solo per l’ordinaria amministrazione. Per questi motivi è necessaria la proroga di poteri straordinari in capo al Commissario ad acta”.
“Dopo questa fase di traghettamento – prosegue – segnata peraltro dall’emergenza sanitaria, lo scopo del decreto Calabria bis è quello di accompagnare la gestione sanitaria sotto l’egida della Regione in futuro”.

Il nuovo Decreto Calabria, tra l’altro, definisce le responsabilità del Commissario ad acta all’interno della linea di comando per l’emergenza pandemica, l’obbligo in capo alla Regione di affiancarlo con mezzi e personale, la possibilità di superare eventuali ostacoli burocratici assumendo gli atti amministrativi, organizzativi e gestionali necessari, la possibilità di scegliere i commissari straordinari degli enti sanitari anche nell’ambito dell’elenco nazionale dei direttori generali e la facoltà di affiancare manager della sanità alle Commissioni prefettizie degli aziende sanitarie sciolte per mafia. Al fine di supportare gli interventi di potenziamento del Servizio sanitario regionale vengono stanziati 180 milioni in tre anni oltre ai 15 milioni accantonati per garantire la disponibilità dei dati economico-gestionali. Sono previste anche la consultazione periodica con i Commissari Straordinari della Conferenza dei Sindaci e delle organizzazioni sindacali.
“Grazie poi ad un emendamento che ho fortemente voluto – sottolinea Nesci – il commissario ad acta potrà inoltre adottare un piano straordinario di assunzione a tempo indeterminato di personale medico, sanitario, tecnico e socio-sanitario. La mia Calabria – conclude la parlamentare calabrese – “come l’intera Nazione, è chiamata ad evolvere: non abbiamo bisogno né di moniti né di paternali ma di persone credibili ai posti di comando sul territorio e soprattutto di donne, di uomini pronti ad incarnare responsabilità istituzionali. Per superare il piano di rientro della sanità è necessario uno scatto d’orgoglio corale”.