«Tu andrai in galera, te lo dico io… »

Maria Crocco prefigura questo futuro per Cotticelli nella seconda parte del fuori onda di “Titolo Quinto”, più sconcertante della prima. «Se questo ha ripreso a me e dice qualcosa io ti denuncio...» CLICCA FOTO PER VIDEO

Se la prima parte del fuori onda tra Cotticelli e Maria Crocco è da archiviare come storica, esiziale, «vaffanculo la devi smettere, devi andare preparato in tv», la seconda è senza dubbio più inquietante e piena di domande. Siamo nell’anfiteatro di “Titolo Quinto”, l’ormai patibolo pubblico che Rai 3 dedica alla Calabria al venerdì sera. Quello, per intenderci, dove Cotticelli scopre che il piano Covid toccava a lui redigerlo prima di finire in “analisi” sullo sdoppiamento della personalità da Giletti, «non ero io, forse qualcuno mi ha drogato». Ma se quello che va in “onda” è già devastante di suo difficile non prestare attenzione a quello che va “fuori” onda. Nella prima puntata Maria Crocco redarguisce Cotticelli come una maestra fa con un “somarello” in classe. Ma nella seconda parte del video, asempre fuori onda, ecco cosa aggiunge ancora Crocco, un po’ da tutti considerata la “dominatrice” dell’Ufficio del commissario. «Ma tu vuoi finire in galera? Tu andrai in galera, te lo dico io. Se questo ha ripreso a me e dice qualcosa io ti denuncio…». Se nel famigerato «la devi smettere, devi andare preparato in tv» ci sono solo certezze, punti fermi a proposito del vero dominio nell’Ufficio tutto nelle mani di Maria Crocco al punto che rimprovera l’ipotetico capo trattandolo come uno scolaretto che non ha studiato nel secondo retroscena filmato ci sono, invece, solo domande. Una più inquietante dell’altra. Perché Crocco è così preoccupata dell’andazzo dell’intervista tv al punto da prefigurare per Cotticelli scenari con le sbarre? Perché usa questo argomento per “svegliarlo” dal torpore sotto le telecamere? Perché questa premura e perché lei, Crocco, ci tiene così tanto a starne fuori al punto che minaccia di denunciarlo se nella figuraccia mediatica dovesse poi comparire anche lei? Oltre al piano Covid (che su Rai 3 non c’era salvo riapparire su La 7) c’è dell’altro che condividono tutti e due in quella tensione? Chissà.
Certo è che di ora in ora viene fuori mediaticamente tanto di quel fango che non è facile ora stabilire quale “diga”, e quando, lo fermerà. Il ring non chiude mai anche perché nel frattempo, nella stessa puntata, altri cazzotti pure per Zuccatelli che avrebbe adottato nella prima ondata Covid provvedimenti in direzione opposta anche ai voleri di Speranza (i cosiddetti presidi misti, “sporchi” e “puliti” e non solo con malati Covid dentro). Ma ormai non c’è sera che non sia arena di Calabria, da qualche parte. Mentre nel frattempo proprio Zuccatelli rimane in attesa della notifica del decreto che lo nomina commissario. Senza questa consegna non si insedia e non intende toccare palla, hai visto mai. Ma senza questa consegna la Calabria continua a restare senza una vera guida nella pandemia più perniciosa da un secolo a questa parte (manca il governatore e manca anche, di fatto, il direttore generale del dipartimento che è da intendersi decaduto). C’è Spirlì, come unico e istituzionale riferimento. Ma non è ancora chiaro per molti se questo sia un punto fermo o un punto a perdere. Zuccatelli resta in attesa e resta in mezzo, per ora, ai giochi di prestigio e di veti che si stanno consumando ai piani alti del governo. Conte, in particolare, viene descritto assai sensibile (ostaggio?) rispetto alle richieste dei Cinquestelle e di Morra, ovviamente contrari a Zuccatelli. Come se a guidare il ministero della Salute non ci fosse Speranza come ministro e Sileri come vice (entrambi favorevoli a che, quantomeno, Zuccatelli provasse a metterci mano qualche mese). Il decreto non notificato come prova di nervi in attesa delle dimissioni di Zuccatelli? Difficile che il manager di Cesena tiri fuori il governo da castagne che si è acceso da solo sotto i piedi. Probabilmente resisterà fino all’ultimo anche perché questa prova di forza (o di non forza) è tutta espositiva e buona per il futuro. Dopo aver caratterizzato e difeso la stagione Cotticelli i Cinquestelle (e Morra in particolare) vinceranno anche la sfida per la cacciata di Zuccatelli? Se andrà così, sia pure dopo un estenuante braccio di ferro, si sarà almeno capito una volta per tutte chi comanda davvero in Calabria in materia di sanità. Come fosse un “ministero” a parte…

I.T.