«L’esercito dei sindaci deve diventare forza di governo in Calabria»

Ernesto Magorno, senatore di Italia Viva: per il voto un grande progetto nel campo del centrosinistra con il ruolo attivo di fasce tricolori e forze civiche. «La tempesta perfetta per la Calabria tra pandemia e sanità fuori controllo? È un momento drammatico, ma ora è il momento di uscirne, ognuno deve dare il proprio contributo». «Il caso Morra? Avrebbe fatto meglio a tacere. Quando si ricoprono ruoli istituzionali la forma è sostanza»

Senatore Magorno, ma che diavolo sta succedendo da queste parti? Perché la Calabria è diventata terra in cui si gioca, con il fango, tutta la partita del Paese?

«È un momento durissimo per la nostra terra, che aggiunge alla pandemia e a tutte le drammatiche conseguenze che essa ha prodotto nelle nostre comunità, le “emergenze” consolidate, a partire da quella della sanità. Senso di responsabilità vuole, però, che più che interrogarci su come siamo finiti in questa bufera, è nostro dovere fare di tutto per uscirne, elaborando tutte le soluzioni necessarie a restituire alla Calabria un percorso di normalità, di piena funzionalità delle sue istituzioni e di reale cambiamento».

Sanità fuori controllo e con la pandemia in casa, vuoto di potere al vertice istituzionale e inchieste pesantissime della magistratura: la tempesta perfetta per la Calabria?

«Adesso si misurano le capacità dei gruppi dirigenti, chiamati a uno sforzo straordinario per far fronte alle tante problematiche che la Calabria vive e che sono state ancor di più amplificate dall’emergenza sanitaria. Dai momenti di grave crisi se ne esce alzando l’asticella dell’impegno e della qualità, e la Calabria – al di là della narrazione dominante – ha grandi risorse e competenze per rimettersi sui binari e segnare una ripresa. Certo, il cammino è in salita e pieno di insidie, a partire dall’evolversi del quadro pandemico nella nostra regione che resta zona rossa, ma buttare la spugna è l’unica opzione non contemplata».

Cotticelli, Zuccatelli, Gaudio e avanti il prossimo. Quando e come e se finirà, secondo lei, questa pantomima? A chi intestare le colpe maggiori negli ultimi tempi?

«Credo che a breve il quadro di comando della sanità si componga, mettendo fine a questi giorni di fuoco che tutti noi abbiamo vissuto, fra dimissioni, passi falsi e passi indietro. Le responsabilità sono diffuse ed evidentemente il governo – titolare di tutte le decisioni in questo campo – non è esente. Ora, però, è necessario fare di tutto perché il nuovo commissario che sarà nominato venga messo nelle condizioni di lavorare, ed è per questo che ho presentato un emendamento al decreto Calabria finalizzato ad assegnare un ruolo di primo piano ai sindaci anche nelle scelte della sanità».

Il caso Morra è un caso “per caso”, relativo quindi solo al personaggio fuori fase, oppure il presidente dell’Antimafia ha detto in malo modo cose che più o meno tutti hanno pensato?

«Per chi ricopre ruoli delicati e dall’alto valore istituzionale, come Morra alla presidenza della commissione Antimafia, la forma diventa sostanza e non sono concesse licenze. In molti casi, la migliore virtù è quella meno praticata: ovvero il silenzio».

E però, senatore Magorno, da qui a poco in qualche modo si devono aprire urne di importanza incredibile in Calabria, pandemia permettendo. Lei che squadre e che scenari immagina in campo?

«Credo che per il centrosinistra, dopo la sconfitta di gennaio 2020, si sia materializzata una seconda chance, seppur con un carico drammatico legato alla dolorosa scomparsa del presidente Santelli. Immagino che l’unica chiave di volta possa essere lavorare da subito a un’alleanza composita e larga, che tenga insieme le forze tradizionali e le migliori esperienze civiche, la componente moderata e cattolica. Un campo ampio che dia pieno diritto di cittadinanza all’urgenza di riscatto che la Calabria nutre. Sono convinto, su tutto, che nessun progetto vincente possa prescindere da un coinvolgimento a pieno titolo degli amministratori locali e dei sindaci, che giorno dopo giorno stanno dimostrando di essere il corpo sano e autentico delle istituzioni calabresi. Dei veri eroi – mi sia concesso – perché nell’esiguità di fondi e mezzi, riescono ad essere riconosciuti dai territori e dalle comunità come unici interlocutori credibili ed efficaci».

Il quadro è in decomposizione e in ricomposizione, immaginiamo. Il centrodestra ridisegna confini e non è chiaro che sarà dell’unione solo formale tra Pd e Cinquestelle. E se toccasse a Renzi saldare un’alleanza nuova nel centrosinistra in Calabria lei sarebbe pronto a scendere in campo?

«Italia Viva ha dato il suo importante contributo alla vittoria del centrosinistra in Campania e in Toscana e faremo la nostra parte anche in Calabria nelle forme e nei ruoli che saranno definiti insieme alle altre forze che comporranno l’alleanza. Il mio unico imperativo, in questo momento, è fare in modo che lo straordinario esercito di sindaci e amministratori si facciano largo nell’agone e diventino una vera e propria forza di governo».

D.M.