Il ritorno di Zuccatelli, Sileri: tra qualche mese valuteremo il suo operato

Il nuovo commissario alla Sanità di Calabria rientra a Catanzaro dopo la quarantena in Romagna per il Covid. La situazione pandemica regionale peggiora, indice di positività ai tamponi più alta di quella nazionale. Il viceministro: se non farà bene nel dopo Cotticelli, e presto, è giusto che vada via anche lui

Dopo il periodo di quarantena legato alla positività al Covid Giuseppe Zuccatelli martedì sarà nuovamente a Catanzaro. E questa volta anche, e soprattutto, nei panni di commissario straordinario al piano di rientro dal debito sanitario della Calabria, il successore di Cotticelli per farla breve. Il lungo periodo di permanenza nella sua Romagna è terminato, così come l’incrocio con il virus. Per Zuccatelli l’esordio nel pieno della sfida più difficile, il contrasto al Covid di Calabria che galoppa di giorno in giorno. Nel lunedì che registra il fisiologico calo di casi su scala nazionale (frutto della minore stratificazione dei tamponi nel fine settimana) il dato calabrese è invece il più alto di sempre, quasi 450 casi in un giorno solo. Con un indice di positività percentuale ai test oltre il 20% mentre la media nazionale si attesta attorno al 17%. Se a questo si aggiunge la saturazione dei posti nei reparti di Malattie infettive e la ormai prossima “sofferenza” delle terapie intensive si capisce bene il perché l’ingresso di Zuccatelli al vertice della sanità di Calabria tutto è tranne che semplice. Ma il frangente pandemico drammatico che vive la Calabria e il vuoto normativo e di competenze che nutre l’Ufficio del commissario non basta a placare gli animi e le polemiche dopo le clamorose sortite di Cotticelli in tv. E dopo, manco a dirlo, il video di Zuccatelli di primavera sulla mascherine quasi inutili per il quale lo stesso neo commissario ha tenuto a precisare, scusandosi, che si trattava di una scuola di pensiero non isolata in quel momento. Nelle ultime ore è intervenuto il viceministro Sileri sulla faccenda, provando a mettere definitivamente ordine.
«La mia opinione su Zuccatelli – ha detto Sileri – è in linea con il ministero. Zuccatelli è già presente sul campo ed ha sicuramente un curriculum di esperienza. Non andrei a vedere il passo falso sulla mascherina che comunque condanno. Io vorrei che anche i cittadini, come i miei colleghi politici, misurassero le persone in base ai risultati. Quindi se i risultati tra qualche mese non ci sono via a calci nel sedere anche lui. Dobbiamo iniziare a pensare che il merito deve guidare le nostre scelte». Sileri, in quota Cinquestelle, rappresenta in qualche modo l’ala grillina governativa in questo momento. Quella che prova a sganciare l’emergenza Calabria dalla lotta meramente politica che stanno impiantando altri del Movimento invece, a partire da Nicola Morra. Che oggi, in una nota rilanciata dalle agenzie, ha annunciato di aver preso contatti con Gino Strada per portarlo al vertice della sanità di Calabria (o comunque, sotto sotto, nell’Ufficio). Una iniziativa e un pressing dai contorni clamorosi, ancorché irrituali. E non solo perché la nomina di Zuccatelli è stata ratificata dal Consiglio dei ministri quanto perché non è chiaro fino a che punto il presidente della commissione Antimafia possa occuparsi (attivamente) anche di sanità. Iniziativa gagliarda questa di Morra che più d’uno, a Catanzaro come a Roma, ha anche riletto in chiave critica sottolineando nelle sedi opportune come già la stagione Cotticelli sia stata quasi totalmente caratterizzata da movenze e “coperture” Cinquestelle in Calabria (di Morra soprattutto) e che ora sarebbe il caso di passare la mano per vedere se si può cambiare musica. Si vedrà. Quel che è certo che Zuccatelli non ha molto tempo per dimostrare la portata del suo curriculum. La pandemia corre e i calabresi mostrano ormai segni evidenti di malcontento, tendente alla rabbia. E tutto sommato la sintesi di Sileri calza alla perfezione, «se anche lui tra qualche mese non ha portato risultati è giuisto che vada via…».

I.T