Il centrosinistra (sullo sfondo) intravede Magorno…

Il sindaco di Diamante e senatore renziano particolarmente attivo negli ultimi tempi. E non sono pochi quelli che ci intravedono dietro una strategia per arrivare alla candidatura per la presidenza della Regione

Ha iniziato con la presenza certa, sottofo rma di esigenza, di una lista di sindaci in campo per le Regionali di febbraio (o di quando saranno). Ha proseguito poi con la proposta di indicare un comitato di sindaci da piazzare dentro la struttura commissariale, così da rappresentare e difendere i mu nicipi. E questo, questa doppia e ravvicinata uscita mediatica, solo per dirne l’epilogo di una stragegia che parte discretamente da lontano perché Ernesto Magorno, lui il protagonista in progress delle uscite, non è mai rimasto fuori dal circo del dibatti to sia prima che dopo che in piena seconda ondata pandemica. Il senatore renziano, che è anche sindaco di Diamante, in qualche modo ha sempre finito per piazzare al centro del dibattito il suo Comune quando si trattava di iniziative pioneristiche, aprire o chiudere esercizi o lidi, per esempio. Allentare o restringere la corda delle misure. Negli ultimi tempi però l’incedere di Ernesto Magorno s’è fatto più pressante al punto che più d’uno, che se ne intende, ha iniziato a sospettare che ci fosse dell’altro di sotto. Un progetto più importante, meno improvvisato. E non costruito, probabilmente, in solitudine. Creare le condizioni all’interno del centrosinistra per individuare proprio in Ernesto Magorno la figura del candidato alla presidenza della Regione. E crearle proprio a partire da Ernesto Magorno stesso, dalle sue dichiarazioni e proposte quasi quotidiane. Da un lato, il progetto, si porterebbe dietro l’universo trasversale e persino civico dei sindaci, anche se non tutti ovviamente. Dall’altro riavvolg erebbe il nastro renziano fino ad un abbraccio definitivo (ma non organico) con il Pd che resterebbe il faro centrale della coalizione. Dopotutto Italia Viva non ha mai fatto mistero di voler gareggire in questa metà campo, quella del centrosinistra, anche nel prossimo futuro. Il renziano doc di Calabria, con sfumature decise di civismo e fasce tricolori, potrebbe tentare quella unificazione del centrosinistra che altrimenti non solo non è per niente scontata quanto, sullo sfondo, persino complicata. Basta dare un’occhiata al rapporto territoriale tra Pd e Cinquestelle, tanto per dire. Zingaretti suona la carica della corsa insieme per le Regionali, con tanto di candidato teoricamente e culturalmente da concedere ai Pentastellati, anche se da condividere. Pe rò un conto è dirlo, altro è farlo e le movenze di Morra negli ultimi giorni a proposito di sanità (è lui sostanzialmente a tenere ostaggio Conte e Speranza sulla cacciata di Zuccatelli) non promettono nulla di buono nell’ottica della simbiosi elettorale c on il Pd. C’è poi la questione interna proprio al Pd, il suo correntismo. Con alcune fughe in avanti quasi in solitudine (Viscomi, tanto per dire) e altre che il Nazareno avrebbe già accantonato (Irto, quota LottiGuerini) che testimoniano di un quadro non esattamente già pronto per fare un nome di partito, ove dovesse risultare necessario farlo da qui a poco. Classica situazione dove un po’ a tutti dentro al Pd converrebbe, senza dirlo, gettare la palla in calcio d’angolo così la raccoglie qualcun altro ne l campo del centrosinistra. Ed eccolo lì il pertugio di Ernesto Magorno. Renziano, sì, ma senza esagerare ora con i retaggi, soprattutto se divisivi (era anche un fedele di Lotti se è per questo ma ha preferito seguire le movenze del capo). I tempi sono ca mbiati per tutti. E Magorno lo sa per primo. Oggi questo pertugio potrebbe giocarselo per davvero, in nome e per conto del centrosinistra. E anche in nome e per conto e negli intressi di un Pd che tra Reggio e Cosenza non è detto che sia in grado di trovar e la giusta sintesi sotto la bandiera di partito. Anche in questo caso il “pertugio” potrebbe portare da Magorno soprattutto perché è proprio Magorno, giura chi lo conosce per davvero, il primo a crederci…

I.T.