«Calabria in zona rossa perché ha falsato i dati oppure perché Cotticelli ha spaventato Roma…»

L'ex commissario Scura intervistato da “fanpage.it”. «In ogni caso il governo non si è fidato, né dei numeri né di un commissario che ha dimostrato di non sapere di che si sta parlando. Da qui, secondo me, il lockdown». «Piano Covid? Macché, a che poteva servire se mancava quello dei singoli ospedali...». «I 100 milioni spuntati nel bilancio dal Mater Domini? Zuccatelli non poteva fare altro, ha rispettato la legge»

Una strada con un incrocio a semaforo lampeggiante. Di quelli che dove scegli scegli i rischi sono alti. Massimo Scura dietro la zona rossa di Calabria analizza numeri e retroscena. Dopotutto, conosce materia e perimetri e soprattutto cose conterranee. Intervistato dal sito “fanpage.it” i peli sulla lingua, che già di suo non ha mai avuto, per l’occasione li perde del tutto. E offre, appunto, l’incrocio a semaforo lampeggiante. La Calabria, secondo l’ex commissario Scura, è finita in zona rossa perché ha falsato i dati oppure perché Cotticelli ha dimostrato di essere un “marziano”, uno che non conosce di che si sta parlando. Che sia l’una o l’altra strada “Roma”, sempre secondo Scura, avrebbe deciso di prendere in mano la situazione per manifesta incapacità o pericolo collettivo. «I numeri da un punto di vista epidemiologico non sono più gravi di altre regioni che non sono rosse – dice Scura -. Qui la situazione è diversa. Faccio due ipotesi: la prima è che c’è lockdown perché hanno dato dati fasulli, se li sono rimangiati e quindi il governo non si è fidato della Calabria. Il secondo è che dal momento in cui tu, commissario Cotticelli, non sai nemmeno di che stiamo parlando, io Stato ti proteggo mettendoti in zona rossa… ».
Piano Covid che ad un certo punto Cotticelli da Giletti “ricorda” di aver approvato? Per Scura, ove mai ci fosse stato, quello non è mai e poi mai un piano Covid semmai un vestito con niente di dentro. «Come fa Cotticelli a dire che c’è un piano operativo regionale per l’emergenza, quando non c’era neanche quello delle singole strutture?». Spazio poi ai soldi che sono realmente arrivati per il Covid in Regione e che non sono stati spesi perché Asp e ospedali, mai sollecitati, non hanno presentato a loro volta i corrispettivi piani Covid di utilizzo. «Una cosa è certa – dice Scura a fanpage.it – la Regione Calabria ha avuto 88 milioni di euro o anche di più, per il piano Covid. Soldi che sono arrivati in Regione, ma non sono mai stati distribuiti alle singole Asp e singole aziende ospedaliere perché queste non hanno mai predisposto un piano Covid».
Mistero terapie intensive, Scura prova a fare chiarezza dal suo punto di vista. «Da documento del 3 novembre inviato dalla Regione Calabria al Ministero sono 161, ci sono poi i 55 ventilatori acquistati da Arcuri. Ma – spiega Scura- continuare a parlare di posti letto come se fossero cose inanimate è un discorso stupido. Che ci faccio dei posti letto di Terapia intensiva se non ho gli anestesisti, i rianimatori, infermieri, gli operatori socio-sanitari?». Personale che secondo l’ex commissario non sarebbe stato assunto proprio da Cotticelli.«Ne aveva la facoltà, ma supportato male anche da Roma e ministeri, ha assunto meno persone di quelle che poi sono andate via». Inevitabile spazio poi ai famosi 100 milioni che Zuccatelli avrebbe rifilato in un “pacco” a Cotticelli nel bilancio negativo di quest’anno, secondo la versione distribuita “comodamente” negli studi di Giletti. Niente di più falso, secondo Scura. A seguito di una sentenza della Cassazione (il Fatto di Calabria ne ha già dato conto) Mater Domini s’è trovata in mano crediti inesigilibi della fallita Fondazione Campanella per cui o in conto adesso o falso in bilancio, per Zuccatelli. Che ha scelto, secondo Scura, la strada corretta. «Nessun complotto. Nei bilanci dell’Università e nei bilanci di Mater Domini che è l’azienda ospedaliera universitaria di Catanzaro sono stati messi dei crediti nei conti della Campanella per un totale di 100 milioni di euro. La causa è stata persa e quindi questi crediti sono risultati carta straccia e quindi erano crediti inesigibili. Quando è venuta fuori la sentenza della Cassazione, è normale che questi soldi sono andati a finire nei bilanci dell’azienda universitaria». Gli altri 10 milioni, spiega ancora Scura ce li ha messi Zuccatelli “per prudenza”, uno dei principi di formazione dei bilanci». Il finale della chiacchierata è melanconico tendente al pessimismo senza risparmiare un giudizio abbastanza severo nei confronti del suo successore. «I calabresi stanno pagando un prezzo molto alto e queste cose non gliele dico perché le immagino, ma perché la gente mi chiama, mi manda messaggi, mi chiede consigli. Il personale medico è allo stremo. Cotticelli non ha fatto nulla di nuovo, nessun servizio e questi oggi sono i risultati…».

I.T.