Sanità, sindacati nuovamente alla carica: chiesto un incontro urgente a Speranza

Sposato (Cgil), Russo (Cisl) e Biondo (Uil): decreto Calabria che sta scadendo, la morte di Santelli e il Covid, una miscela esplosiva per la regione

Un mix esplosivo, potenzialmente letale. Tre “comete” che si incrociano nel cielo conterraneo e che rischiano di mandare gambe all’aria la sanità di Calabria e perché no, la regione intera. Il decreto Calabria in via di “scadenza”, senza che nessuno abbia indicato il piano successivo, il post mortem di una sanità commissariata sine die. La morte tragica e traumatica del presidente Santelli, il vuoto di potere e lo smarrimento stratificato nella Cittadella. E, ciliegina sulla torta (amara), la pandemia che mette tutto assieme, come nel più perfido dei triller. Il Covid che cresce e morde, anche da queste parti stavolta. Il mantra di primavera, «se toccava a noi un centesimo di quello che è toccato alla Lombardia morivamo tutti» che rischia di passare drammaticamente di moda. Ora la pandemia non fa sconti a nessuno e nel peggior momento da 100 anni a questa parte e con una sanità disgraziata e commissariata, imbavagliata a se stessa e da se stessa nonché resa ostaggio dei commissari di turno, ecco pure il vuoto di potere (e di prestigio) dopo la morte di Santelli. La miscela è davvero potenzialmente letale e non a caso le tre segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil chiedono al ministro Speranza un incontro urgente, più che urgente. L’ultima volta che si sono riuniti ci si era dato generico appuntamento proprio in prossimità della scadenza del decreto Calabria. Della serie, che fare. In quell’occasione le sigle sindacali erano state durissime nel confezionare un giudizio sull’operato di Cotticelli. Da rimuovere il decreto Calabria, da rimuovere l’istituto del commissariamento e, quando proprio non tutto è possibile, rimuovere almeno proprio lui, Cotticelli. Poi la tragedia Santelli e un incontro in prefettura a Catanzaro proprio tra Cotticelli e i sindacati. Faccia a faccia breve, molto poco formale. Nel quale il commissario ha chiesto senso di responsabilità e un clima diverso, vagamente somigliante al deponete (per ora) le armi. Ora i sindacati tornano però nuovamente alla carica e nella lettera di richiesta urgente di incontro al ministro non v’è apparente cenno della vertenza Cotticelli (che peraltro dai microfoni del Tg3 Rai Calabria aveva pure annunciato le sue dimissioni una decina di giorni fa, dopo essere stato bocciato dalla verifica ministeriale). Riapriranno questa pagina Cgil, Cisl e Uil al cospetto di Speranza? Vorranno sapere quantomeno se le dimissioni sono mai arrivate a Roma oppure se hanno solo viaggiato via etere, in tv? Qualcuno al dicastero le ha rigettate, consigliando di nasconderle ancora per un po’?
Tra Covid, decreto Calabria, morte di un presidente e corsie che si riempiono c’è da giurarci che le sigle sindacali non mancheranno di chiedere a Speranza che ne sarà del commissariamento di Calabria. O, quantomeno, che ne sarà di Cotticelli. L’ultima volta che si sono visti non è mai stato un punto secondario questo…

I.T.