Sanità, “in provincia di Cosenza reparti di Pediatria sull’orlo del baratro”

Il consigliere regionale Giuseppe Aieta: tra personale insufficiente, cooperative diffidate e violazioni contrattuali, il sistema sta per saltare

“Da anni ormai i reparti di Pediatria di tutta Italia sono in grave sofferenza per carenza di personale medico. I pochi pediatri che conseguono la specializzazione scelgono di lavorare prevalentemente sul territorio e, a conseguenza dei pensionamenti, i reparti ospedalieri vanno sempre più in sofferenza ed i concorsi deserti.
Premesso che per garantire un’assistenza Pediatrica e neonatologica h24 gli standard prevedono un numero minimo di medici pari a sette più il direttore.
Attualmente il personale che opera presso le uniche tre pediatrie degli ospedali SPOKE della provincia di Cosenza è così rappresentato: Castrovillari direttore + cinque medici di cui tre con limitazioni orarie; Cetraro direttore + quattro medici, Corigliano direttore + due medici.
Così come è avvenuto in altre realtà nazionali (Piemonte, Emilia Romagna, Veneto, Lombardia) e regionali (ASP RC), alfine di garantire la guardia attiva dello SPOKE Corigliano Rossano, l’ASP di Cosenza ha sottoscritto il 16/03/2020 una convenzione con la Cooperativa PIEDIACOOP di Domodossola. Oggi, a distanza di sette mesi durante i quali i medici iscritti alla suddetta Cooperativa hanno prestato assistenza presso lo SPOKE di Corigliano – Rossano, l’ASP di Cosenza si accorge che la convenzione è priva di qualunque effetto giuridico e diffida formalmente la Cooperativa a continuare qualunque attività presso la Pediatria di Corigliano-Rossano senza offrire un’alternativa valida.
A questo punto chi coprirà questi turni? Ecco fatto, con nota del 3/10/2020 a firma del Commissario Straordinario dell’ASP di Cosenza viene disposto che da lunedì 5 ottobre il reparto di Pediatria di Cetraro opererà in guardia attiva solo dalle 8 alle 20 ed in reperibilità nelle ore notturne, domenica e festivi. I pediatri di Cetraro dovranno equipaggiarsi del dono dell’ubiquità mantenendo aperti due reparti con numeri che neanche bastano per uno solo. Il tutto fuori dalle norme contrattuali (la mobilità in urgenza ha delle regole ben precise ed è stata già applicata ai medici di Cetraro nei mesi di gennaio e febbraio 2020) ed in un momento fondamentale, coincidente con la riapertura delle scuole, l’arrivo della stagione invernale e l’emergenza COVID.
Ciò che è triste in questa storia, nella quale chi ne fa le spese sono sempre i piccoli pazienti oltre che i malcapitati medici (che nessuno biasimerà nel momento in cui abbandoneranno gli ospedali), è sapere che queste situazioni sono note da anni e precipitate da mesi, con l’ASP che ha sempre rifiutato le innumerevoli richieste di appuntamento congiunto da parte di direttori delle UOC, senza la minima programmazione.
A questo punto è lecito pensare che non solo è saltata, ormai da tempo, la catena del comando nella sanità calabrese ma anche il senso della responsabilità che dovrebbe almeno tutelare i bambini. Neanche quello, solo una montagna di debiti che ci seppellirà se i governi regionale e centrale non assumeranno una posizione netta verso tale dannoso dilettantismo che ha ormai pervaso il management della sanità in Calabria”.
Così in un comunicato stampa, il consigliere regionale Giuseppe Aieta.