Caso Cotticelli, se fosse Crocco il vero problema?

Mistero sulle dimissioni presunte o reali del commissario alla sanità di Calabria. Nel mentre il ministro Speranza brancola nel buio...

«Ci dimettiamo insieme». «Inizia tu, e parla per te, perché io non ci penso proprio». Dialogo, molto poco virtuale, tra Saverio Cotticelli e Maria Crocco con il primo che annuncia dagli schermi del Tg3 l’addio dell’intero ufficio del commissario, capo e vice. E la seconda, che a dar retta a chi se ne intende sarebbe la vera e propria “comandante” dell’ufficio, a incollarsi con più forza alla sedia fino a riprendere il suo (presunto) capo. «Io non ci penso proprio ad andarmene». Potrebbe essere concentrato su questo incrocio uno degli “ostacoli” tra le dimissioni annunciate ma ancora mai formalizzate di Cotticelli. Da quanto risulta a “il Fatto di Calabria” il ministro Speranza sarebbe totalmente all’oscuro di tutta la vicenda, tecnicamente brancolando nel buio. E sempre secondo quanto risulta a “il Fatto di Calabria” Cotticelli avrebbe dovuto parlarne direttamente con Jole Santelli su tutto quanto accaduto e sui reali motivi che sono alla base dell’addio ma anche del non addio formalizzato.
Tutta la vicenda resta avvolta nel mistero con Crocco che non pare minimamente intenzionata a mollare e Cotticelli che non è dato sapere se viene tenuto “sospeso” dal ministero oppure da chi in qualche modo gli avrebbe garantito coperture politiche “in uscita”. C’è poi il lavorìo ostinato (e non nuovo) di un senatore che non solo non vorrebbe che Cotticelli andasse via ma che addirittura rilanciasse la sua azione. Staremo a vedere.
«Non ci sto a diventare il capro espiatorio di situazioni a me non addebitali, adesso basta, siamo arrivati al punto di non ritorno» aveva detto Cotticelli in Rai annunciando le sue dimissioni e della sua vice, Maria Crocco.«Illustrerò a Speranza un quadro gravissimo» aveva aggiunto Cotticelli che definisce gli attacchi nei confronti della struttura commissariale intollerabili e frutto di menti raffinate. Poi l’incontro con Speranza è saltato, formalmente, e tutto è rimasto appeso.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso, inducendo Cotticelli alle dimissioni, è stata l’ultima seduta del tavolo interministeriale che vigila sulla situazione economica del comparto. Una riunione, divisa in due giornate, che é diventata, ha riferito il servizio mandato in onda dalla Tgr Calabria, quasi una sorta di interrogatorio in videoconferenza nei confronti di Cotticelli e Crocco. «Otto ore in cui i tecnici dei ministeri della Salute e dell’Economia – si é aggiunto – hanno sottolineato ritardi e inadempienze, esprimendo un giudizio sostanzialmente negativo. Di cifre ufficiali, al momento, non ce ne sono, ma il disavanzo sarebbe sopra i 200 milioni di euro, coperto solo in parte dall’inasprimento delle addizionali Irap e Irpef».

I.T.