Il “bancomat” dei fitti passivi, così l’Asp di Cosenza “ingrassa” i privati

Incassa dai canoni di locazione sei volte meno di quello che spende. Ecco il dossier reso noto dal consigliere regionale Guccione

Può un ente pubblico incassare dai canoni di locazione sei volte meno di quello che spende per i fitti? Milioni e milioni di euro all’anno, a volte mancano le date sui contratti quando non mancano i contratti del tutto. È lo sconcertante report reso pubblico dal consigliere regionale del Pd, Guccione, e che riguarda l’Asp di Cosenza. La gestione poco oculata del patrimonio immobiliare di proprietà dell’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza sta “ingrassando” i privati, i proprietari di alcuni immobili. Contratti non perfettamente in regola, dove non emerge nulla sulla data di stipula, la data di scadenza, la clausola del rinnovo e l’adeguamento del canone. Si naviga a vista e in una giungla.
L’area di Cosenza sostiene costi per canoni di locazione passivi, cioè per fabbricati presi in locazione, circa sei volte superiori l’importo che ricava dai beni concessi in locazione. Solo nella città di Cosenza si registrano 900mila euro di fitti passivi.
《La sanità calabrese continua ad essere protagonista di situazioni sempre più paradossali, al limite dell’inverosimile》 commenta Guccione. 《Ed ecco qui l’ennesimo esempio di come l’Asp di Cosenza continua a gestire le risorse pubbliche》. Ma si tratta solo di malagestione o c’è dell’altro? Perchè si continua nello sperpero di risorse pubbliche e a beneficio di chi?
Ma ecco il report sui fitti passivi e attivi dell’Asp di Cosenza…

I.T.