Sberla per Santelli, nulla la nomina per l’avvocatura

Il Tribunale di Catanzaro accoglie il ricorso del Consiglio dell'ordine degli avvocati “più altri”: l'individuazione della coordinatrice della Regione deve per forza passare da una pubblica selezione e non da una indicazione diretta

Non può che passare da una pubblica selezione, pubblicamente evidenziata e sempre pubblicamente selezionata e giudicata. Per il Tribunale di Catanzaro, prima sezione civile controversie di lavoro, non ci sono dubbi. La nomina di Maddalena Giungato a coordinatrice dell’avvocatura regionale è da intendersi nulla e quind9i immediatamente sospesa nei suoi effetti. L’avvocato Giungato, con decreto del 20 maggio di quest’anno, è stata nominata coordinatrice dalla presidenza della Regione e senza transitare da evidente e pubblica selezione. Una nomina fiduciaria che però, secondo il Tribunale di Catanzaro nella sentenza appena sfornata (il 14 agosto), non è da intendersi legittima nella misura in cui non è fornita questa assoluta facoltà alla presidenza stessa.
In particolare, secondo il Tribunale, «legittima appare la proposizione del ricorso da parte del Consiglio dell’ordine degli avvocati nonché l’intervento dell’Unione nazionale avvocati enti pubblici, per la quale valgono le medesime considerazioni; che infondata appare, altresì, l’eccezione relativa al difetto di interesse ad agire in capo ai ricorrenti, avendo gli stessi interesse alla partecipazione all’avviso di selezione pubblica che invocano; sui presupposti per l’emanazione di un provvedimento cautelare: che nel merito il ricorso appare fondato e, pertanto, merita accoglimento, sussistendo i requisiti del fumus boni iuris e del periculum in mora; che, riguardo al secondo dei predetti elementi, lo stesso appare attuale, grave, imminente e irreparabile; che, infatti, i ricorrenti mirano a conseguire un bene di natura non patrimoniale sostanzialmente infungibile, quale il diritto alla selezione, che presuppone un avviso pubblico per il conferimento dell’incarico di Coordinatore dell’Avvocatura regionale; che, invero, considerati i tempi di definizione di un ordinario giudizio di merito e la natura temporanea dell’incarico oggetto di causa, la tutela invocata verrebbe vanificata ove dovesse negarsi loro l’accesso al rimedio cautelare; che sussistente appare, altresì, alla luce dell’istruttoria tipica di questa fase di giudizio, il fumus boni iuris, emergendo dagli atti profili di illegittimità della nomina di cui trattasi, risultando la stessa in contrasto con norme di rango costituzionale, primario e regolamentare; che la questione dirimente è se alla nomina del Coordinatore dell’Avvocatura regionale debba pervenirsi previo avviso di selezione o se il Presidente della Giunta regionale possa provvedervi senza dover motivare le ragioni della scelta e senza comparare i curricula e le professionalità degli eventuali partecipanti al bando, e, dunque, se il Coordinatore dell’Avvocatura sia assimilabile, prescindendo dal nomen». «La citata norma costituzionale prevede che il fine dell’organizzazione dei pubblici uffici debba essere quello di assicurare il buon andamento e l’imparzialità dell’azione amministrativa e che ai pubblici impieghi si accede mediante concorso, salvo i casi stabiliti dalla legge; che l’art. 19 d.lgs. 165/2001 (rubricato “Incarichi di funzioni dirigenziali”) stabilisce che l’amministrazione debba rendere conoscibili, anche mediante pubblicazione di apposito avviso sul sito istituzionale, il numero e la tipologia dei posti di funzione che si rendono disponibili nella dotazione organica e i criteri di scelta e acquisisce le disponibilità di dirigenti interessati e le valuta (comma I bis), in ossequio ai principi di correttezza e buona fede; che la predetta norma prevede, altresì, che il conferimento di incarichi dirigenziali a persone di particolare e comprovata qualificazione professionale non rinvenibili nei ruoli dell’amministrazione sia possibile fornendo esplicita motivazione; che l’art. 10 comma I della legge regionale n. 7 del 1996 stabilisce che l’Avvocatura Regionale, quale ufficio di diretta collaborazione del Presidente della Giunta, provvede alla tutela legale dei diritti e degli interessi della Regione e rende consultazioni al Presidente, alla Giunta regionale e, su motivata richiesta, ai dirigenti generali dei Dipartimenti della Regione». «Pertanto la scelta del Coordinatore dell’Avvocatura dell’ente non può, quindi, prescindere da un pubblico avviso e da una valutazione comparativa; che, infatti, non può non evidenziarsi la lettera dell’art. 10 comma II legge regionale 7/1996 nella parte in cui prevede che l’incarico possa essere conferito ad avvocato esterno in possesso di adeguata qualificazione professionale, in quanto l’aggettivo sottolineato presuppone una necessariamente ponderata valutazione della qualificazione professionale rispetto all’incarico da conferire e consequenzialmente – in ossequio ai principi di buon andamento e imparzialità dell’azione della pubblica amministrazione, nonché di correttezza e buona fede – anche di una valutazione comparativa per la scelta del soggetto maggiormente idoneo a ricoprire l’incarico, che presuppone quindi l’ipotetica presenza di più d’un candidato, alla quale non può pervenirsi che per mezzo di pubblico avviso e successiva comparazione».
Per queste ragioni il Tribunale di Catanzaro, «accoglie i ricorsi riuniti e, per l’effetto, sospende l’efficacia del decreto del Presidente della Giunta regionale n. 80 del 27 maggio 2020;  ordina alla Regione Calabria di conferire l’incarico di Coordinatore dell’Avvocatura regionale con le modalità previste dall’art. 19 d.lgs. 165/2001 e dal Regolamento regionale n. 3/2015;  condanna la Regione Calabria a rifondere alle parti ricorrenti e al terzo intervenuto le spese di lite».

I.T.