Salvini verso Reggio (ma senza fretta)

Il leader della Lega era atteso oggi lungo lo Stretto per mettere il punto esclamativo alla candidatura a sindaco. Se ne riparla (forse) sabato ma è chiaro che la vicenda non è al centro dei suoi pensieri. In pole resta sempre Minicuci con Minasi che affievolisce il sostegno alla “controfigura” Lombardo. Due giorni fa sventato il colpo di mano di Fratelli d'Italia...

Era atteso oggi Matteo Salvini a Reggio. Niente di che, poche fanfare e “annunciazioni” ma gli addetti ai lavori lo aspettavano lungo lo Stretto per mettere ordine e punti esclamativi attorno alla candidatura a sindaco che era e rimane in quota Lega. Ma il leader del Carroccio è rimasto “impantanato” in Senato e al di là dell’impedimento fisico, a meno che non ci si voglia rivolgere a “maghi” con il dono dell’ubiquità, è la testa del “capo” che è tutt’altrove indirizzata rispetto alle vicende di Calabria. Sulla carta, anche questa scritta a matita, potrebbe essere sabato il giorno buono ma è da prendere come un bigliettino d’amore scritto sulla spiaggia l’appuntamento. Da un’ora all’altra il segretario cambia rotta anche perché solo e soltanto insidie trova quando (suo malgrado) deve occuparsi di cose di Calabria. Almeno fin qui ha portato più spine che rose l’avventura conterranea della griffe del Carroccio ed è anche (se non soprattutto) per questo che Salvini insiste con Minucici candidato a sindaco di Reggio. La città più difficile, nella regione più difficile, in mano a un super dirigente dal profilo cristallino. Salvini questa partita intravede nella candidatura di Mininuci che, al di là della vittoria o della sconfitta dietro le urne, porterebbe all’incasso per la Lega una specie di rigenerazione dopo anni e mesi difficili in Calabria, segnati da insidiose “scottature” e non solo politiche. Eppure la partita è ancora tutt’altro che chiusa, a favore di Minicuci. Perché dall’interno della coalizione c’è tutto il vento contrario che sta “soffiando” Ciccio Cannizzaro, disposto per ora anche a indicare una corsa “altra” con la bandiera di Forza Italia se non addirittura un abbraccio con Peppe Falcomatà all’interno del contenitore ibrido di Renzi. Scenari anche da fantascienza che però in questo momento a Reggio sono da intendersi razionalmente praticabili, a meno che questa ostilità di Cannizzaro (e di quota parte di Forza Italia reggina) non sia destinata ad altro che ad alzare la puntata su di una mano da poker non meglio ancora identificata. Un “tavolo” che al momento non si vede. Allo stato però la contrarietà di Cannizzaro è autentica e non si vede la luce in fondo al tunnel di un centrodestra che se unito parte favorito a Reggio, se decimato da intifada invece il discoorso cambia.
Di altra natura invece la contrarietà “gentile” a Minicuci giocata dall’interno della Lega stessa, con Tilde Minasi a intestarsi quest’altra partita. Il paravento di questa cordata (la poco possibile candidatura a sindaco di Lombardo, figlio dell’ex procuratore di Catanzaro) non è più in gioco (Salvini non ne vuol sapere) per cui la stessa Minasi non ha molte altre strade, non nutrendo lo stesso sentimento di Cannizzaro pronto a spaccare. O si candida lei stessa a sindaco oppure passa la mano, accetta la nomination di Minicuci che viene direttamente dal capo. Anche perché che sia della Lega la candidatura non ne discute più nessuno. L’ultimo tentativo di “colpo di mano” è andato in scena un paio di giorni fa. Ovviamente consumatosi dentro l’anfiteatro di Fratelli d’Italia. Nel corso di una riunione a Roma gli uomini che si rifanno a Ripepi e soprattutto al consigliere regionale Neri hanno provato addirittura a mettere in discussione questa certezza. Della serie, chi l’ha detto che a Reggio il centrodestra deve correre per forza con un candidato di Salvini? L’aria si stava facendo tesa finché non ci ha pensato poi un giovane deputato toscano a sedare gli animi, Giovanni Donzelli. Che spalmando razionalità (e cinismo) ha più o meno messo la cosa così sul piatto: se salta l’accordo su Reggio lo si rivede allora in tutto il Paese e non so se Giorgia (Meloni) è contenta…
È finita, sotto miti consigli, al ritorno alla normalità. A Reggio il candidato è della Lega, chiunque esso sia. Parola e firma di Fratelli d’Italia…

I.T.